Non ci resta che Foggia. Il suo aeroporto rischia di diventare l’oggetto del desiderio di quanti vogliono raggiungere Milano o Torino, i due hub verso cui si decolla e si atterra dal “Gino Lisa”.
Cinque voli, tutti al decollo in mattinata, quattro su Linate, uno su quello piemontese di Caselle. C’è chi l’ha subito considerata una valida alternativa: alcuni voli per i prossimi giorni sono già in overbooking e anche l’aerostazione ha registrato ieri un insolito viavai di passeggeri.
In effetti su Foggia, l’Unione europea ha riconosciuto uno strumento di abbattimento del costo del prezzo del biglietto aereo che si chiama Sieg, servizi di interesse economico generale. Un servizio che consente all’aeroporto di operare con prezzi molto competitivi perché è considerata zona disagiata e c’è scarsità di collegamento. Ci si interroga se, considerata la situazione di emergenza, il sistema Sieg possa essere esteso in questo periodo. L’emergenza trasporti, però, porta con sè i collegamenti ferroviari e quelli stradali, bloccati dalla frana in Molise, che isola la Puglia.
«Facciamo parte della cabina di regia, l’ho chiesto esplicitamente alla Protezione civile», ha detto ieri il governatore pugliese Antonio Decaro. «Abbiamo chiesto agli amministratori delegati di Rfi e di Autostrade spa di intèrvenire con immediatezza. Nel frattempo stanno strutturando dei piani di emergenza per i collegamenti ferroviari, utilizzando la tratta tra Foggia e Caserta, quindi non lasciando isolata la Puglia almeno con i treni di lunga percorrenza, e contemporaneamente Autostrade spa ha utilizzato un bypass all’altezza del Molise e all’altezza di Vasto. Per ora — ha concluso — sono assicurati i collegamenti ma in una situazione molto complicata».
Decaro spera di risolvere il problema ma non parla di mesi ma di «qualche giorno, qualche settimana». Perché non c’è solo la necessità di assicurare i collegamenti con il resto d’Italia per i pugliesi che hanno necessità di viaggiare per lavorare. C’è l’altro grande tema del turismo. «Ci accingiamo a ospitare anche tanti turisti che arrivano da più parti del mondo e avranno ovviamente difficoltà a raggiungere la nostra terra, le regioni del sud Italia», ha osservato Decaro.
Ed è esattamente il tema che ieri ha affrontato a Roma l’assessora regionale al turismo, Graziamaria Starace nell’incontro con il nuovo ministro del turismo Gianmarco Mazzi. «Con la stagione turistica alle porte e la previsione di poter accogliere anche nei prossimi mesi in Puglia milioni di visitatori – ha detto l’assessora – l’interruzione dell’A14 e della ferrovia sulla linea Adriatica espone l’intera regione a un danno che può avere conseguenze drammatiche per il territorio e per gli operatori del settore».
La preoccupazione c’è. E Starace parla con cognizione di causa anche geografica, essendo stata assessore al Turismo a Vieste che da sempre è la capitale del turismo pugliese perché è la città che registra il più alto numero di presenze in quel Gargano che è il biglietto d’ingresso della Puglia turistica.
«Il Gargano è il territorio che rischia di restare più penalizzato – ha detto l’assessore – anche per tipologia di ricettività turistica: Vieste, Peschici, Rodi Garganico, Lesina dipendono dal turismo che predilige il trasporto su gomma – pullman, camper, auto che raggiungono la Puglia lungo l’Adriatico. Se quella dorsale resta bloccata nelle prossime settimane, una parte consistente dei flussi programmati rischia di orientarsi altrove».
Anche Raffaele Piemontese, assessore regionale ai Trasporti, conosce bene la realtà di Foggia: «Non vi è dubbio che il governo nazionale I debba mettere in campo su questo j problema una serie di misure e an- I che fare in modo che ci possano essere modalità alternative, per esempio quella del mare oppure incentivare l’utilizzo degli aerei. Ma è evidente che non si può costringere la gente a pagare prezzi molto alti». Ma chi può, ha già pensato che il “Gino Lisa” resta per ora una valida alternativa.
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