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QUANDO LE DEROGHE DIVENTANO LA REGOLA: IL CASO DI VIESTE. LA REPLICA DI ALESSIO NOBILETTI

Replica alla Redazione di ReteGargano
In merito all’articolo recentemente pubblicato dalla testata “ReteGargano”, notiamo come, dietro lo schermo del “riceviamo e pubblichiamo”, siano state diffuse accuse senza alcuna firma autografa, celando l’identità dell’autore dietro un generico riferimento a una “e-mail”.
A differenza di chi sceglie l’anonimato, noi abbiamo deciso di rispondere mettendoci la faccia, con la trasparenza che ci ha sempre contraddistinto e senza alcuna necessità di nasconderci.

La vicenda che ha coinvolto il Mistral Café è stata trattata da qualcuno come esempio di irregolarità, ma la verità è ben altra. Chi oggi alza la voce e parla di legalità, per anni ha potuto agire indisturbato, trasformando autorizzazioni modeste in operazioni edilizie di ben altro livello. Parliamo di strutture nate come centri benessere e divenute relais di lusso, con tanto di insegna e camere affittate ai turisti, in aree dove ogni variazione d’uso avrebbe richiesto ben altre valutazioni.

Tutto questo a pochi metri da noi, e sempre con lo stesso copione: progetti approvati in sordina, sanatorie “costruite” su misura, controlli che sparivano davanti a nomi noti e a rapporti che intrecciavano tecnici comunali ed ex amministratori oggi divenuti soci in affari. Questo è il vero nodo della questione: non la presunta irregolarità del Mistral, ma un sistema di relazioni che per troppo tempo ha permesso a pochi di fare e disfare, piegando le regole agli interessi personali.

Chi oggi si erge a difensore della legalità dovrebbe prima spiegare come sia stato possibile che per anni si sia chiuso un occhio (e spesso due) su trasformazioni palesemente in contrasto con la pianificazione urbanistica e ambientale. E dovrebbe chiarire perché chi lavori con trasparenza e rispetti ogni procedura venga invece sottoposto a una lente tanto più rigida.

A Vieste non serve una legalità “a orologeria”, che si accende e si spegne a seconda di chi è coinvolto. Serve una svolta morale e civile, che separi in modo netto l’amministrazione pubblica dagli interessi privati e che restituisca credibilità alle istituzioni.

Non accetto lezioni da chi ha fatto del doppio standard una regola di comportamento. Il Mistral Café ha sempre agito alla luce del sole, nel rispetto delle leggi e con l’unico intento di offrire lavoro, musica e socialità a questa comunità. La vera sfida, adesso, è far emergere la verità e chiudere definitivamente la porta a quel sistema opaco che ha umiliato la nostra città e tradito la fiducia dei cittadini onesti.

Alessio Nobiletti

Egregio Alessio Nobiletti,

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