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ALZHEIMER, TERAPIA INNOVATIVA AL POLICLINICO DI FOGGIA: TRA I PRIMI CENTRI IN ITALIA PER PAZIENTI TRATTATI

La Neurologia guidata da Ciro Mundi è seconda solo al San Raffaele. Anticorpi monoclonali gratis nei centri selezionati (valore oltre 60mila euro l’anno): decisiva la diagnosi precoce.

Il Policlinico di Foggia entra tra i centri di riferimento nazionali per il trattamento dell’Alzheimer grazie all’utilizzo degli anticorpi monoclonali nelle fasi iniziali della malattia. La struttura di Neurologia ospedaliera diretta da Ciro Mundi risulta infatti seconda in Italia per numero di pazienti trattati, subito dopo il San Raffaele di Milano. Un risultato di grande rilievo che conferma il ruolo strategico del presidio foggiano nel panorama della sanità italiana e apre nuove prospettive per i pazienti del territorio.

Il trattamento è rivolto esclusivamente ai pazienti affetti da Alzheimer in fase lieve o iniziale. Gli anticorpi monoclonali agiscono contro la placca amiloide, ritenuta tra le principali responsabili della degenerazione neuronale. “L’obiettivo non è guarire la malattia – spiega Mundi – ma rallentarne la progressione. Per questo è fondamentale arrivare a una diagnosi precoce, quando il paziente è ancora nelle condizioni di poter beneficiare della terapia”. Il farmaco, indicato come Aducanumab, è stato approvato a livello europeo ma non è ancora rimborsato in Italia: l’Aifa è infatti impegnata nella valutazione dei costi e dei criteri di utilizzo.

Uno degli elementi che ne rallenta la diffusione è il costo, stimato in oltre 60mila euro l’anno per paziente. Tuttavia, nei centri selezionati dall’azienda farmaceutica il trattamento viene attualmente somministrato gratuitamente nell’ambito di programmi dedicati. Il Policlinico di Foggia è tra questi: una scelta legata ai requisiti clinici e organizzativi della struttura, già accreditata come Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) dall’Istituto Superiore di Sanità. Il progetto vede anche il contributo operativo della dottoressa Elena Carapelle, responsabile del programma.

Secondo gli specialisti, negli ultimi anni si è registrato un aumento delle diagnosi più che dei casi reali, grazie a una maggiore sensibilizzazione sui disturbi cognitivi. “I primi segnali – sottolinea Mundi – riguardano memoria, orientamento e altri aspetti neurologici. Intercettarli in tempo consente di avviare percorsi terapeutici e riabilitativi più efficaci”. L’Alzheimer resta la forma più diffusa di demenza, con un’incidenza crescente a partire dai 65 anni.

Il posizionamento del Policlinico di Foggia tra i primi centri italiani rappresenta un segnale importante per l’intero territorio, spesso costretto a guardare fuori regione per accedere a cure avanzate. Essere secondi in Italia per numero di pazienti trattati significa entrare a pieno titolo nella rete nazionale dell’innovazione neurologica, offrendo nuove opportunità di cura e ricerca. Un traguardo che rafforza il ruolo della sanità foggiana e segna un passo avanti nella lotta contro una delle patologie più complesse e diffuse della nostra epoca.

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