Clima sempre più teso alla Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, al centro di una vertenza sindacale sul mancato rinnovo del contratto dei lavoratori. La crisi si è aggravata dopo la chiusura dell’amministrazione al confronto, mentre l’arcivescovo Franco Moscone ha lanciato un ultimatum, arrivando a ventilare le dimissioni.
La questione è stata al centro di una conferenza stampa tenutasi presso la Cgil di Foggia. I sindacati denunciano la decisione della Fondazione di abbandonare il contratto della sanità pubblica per adottarne uno privato, ritenuto meno favorevole sul piano economico e normativo.
Il dialogo tra le parti, avviato nei mesi scorsi anche in sede istituzionale, si è interrotto senza accordo. Le organizzazioni sindacali parlano di una chiusura totale da parte della dirigenza e valutano iniziative di mobilitazione per sbloccare lo stallo.
La vertenza è stata inoltre portata all’attenzione del Papa, sottolineando la natura della struttura — ospedale religioso di proprietà della Santa Sede e legato alla figura di Padre Pio — e chiedendo un intervento diretto per garantire trasparenza gestionale e tutela dei lavoratori. Tra le criticità segnalate: difficoltà economiche, scarsa chiarezza sui bilanci e ritardi nei pagamenti.
Oltre al nodo contrattuale, pesa la situazione finanziaria dell’ospedale, con un’esposizione debitoria che supererebbe i 100 milioni di euro. Un quadro che contribuisce ad alimentare un clima interno sempre più difficile.



