Clima rovente nell’ultima seduta del Consiglio provinciale di Foggia prima del voto del 19 aprile. Il confronto tra il presidente Giuseppe Nobiletti e il consigliere uscente Pasquale Ciruolo è degenerato in un duro scontro verbale, tra urla, accuse reciproche e la minaccia di chiamare le forze dell’ordine.
A innescare la tensione sono stati due emendamenti alla variazione di bilancio presentati da Ciruolo — non ricandidato e ormai in rotta con la maggioranza — giudicati inammissibili perché privi dei necessari pareri tecnici. Le proposte riguardavano la riduzione della Tefa, l’addizionale provinciale sulla Tari, e lo stanziamento di fondi per interventi urgenti sulle strade danneggiate dal maltempo di inizio aprile.
Il mancato esame degli emendamenti ha acceso la protesta del consigliere, che ha chiesto con insistenza la votazione in aula, sollecitando l’assunzione di responsabilità da parte del Consiglio. Da parte sua, Nobiletti ha ribadito la correttezza della procedura e, sul piano politico, ha sostenuto la necessità di coprire le spese straordinarie con entrate straordinarie già disponibili.
Con il passare dei minuti il confronto è degenerato: interruzioni, accuse personali e un continuo botta e risposta hanno portato il presidente a minacciare prima l’intervento della vigilanza e poi quello dei carabinieri. Nel culmine della tensione, Ciruolo ha strappato i documenti di bilancio, lanciandoli in aula in segno di protesta.
Lo scontro è proseguito anche dopo l’uscita momentanea del consigliere, tra accuse di “sceneggiata” e repliche ironiche. Tornato tra i banchi, Ciruolo ha lamentato di non aver potuto rendere la dichiarazione di voto, riaccendendo la polemica.
In chiusura, il consigliere ha definito il proprio voto «non contrario ma di disgusto» verso l’azione politica della presidenza e ha annunciato l’invio di una memoria al prefetto Paolo Giovanni Grieco. Secondo Ciruolo, la gestione degli emendamenti potrebbe incidere sulla legittimità degli atti adottati.



