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REGIONE SANITÀ/ L’ASS. PENSASSUGLIA: “ALZEREMO L’ALIQUOTA IRPEF PER SLVARE I CONTI DELLE ASL”

Si iniziano a materializzare le proposte di soluzione della Regione Puglia per colmare il buco-voragine nella Sanità (369 milioni di euro): l’as­sessore alla Salute Donato Pentassu­glia, ieri, a margine di un convegno sui trapianti, ha fatto sapere che potrebbe arrivare un aumento delle tasse, con la crescita dell’addizionale Irpref.

“Se servirà – ha chiarito il politico di Martina Franca – toccheremo l’aliquo­ta Irpef a copertura di quel disequi­librio che è dato da diverse motiva­zioni e da partite diverse, che stiamo anche discutendo a livello nazionale. Stiamo lavorando a tutto tondo”. “La copertura è data dalla legge – ha spiegato l’assessore – nel momento in cui non c’è in bi­lancio la copertura totale, bi­sogna far leva sulla aliquota Irpef che quindi è determinata dal procedimento, non da una volontà della Puglia”. “Siamo impegnati – ha puntualizzato – a recuperare quella che è la presa in carico dei pazienti, che è la cosa più importante. La sanità è un investimento e stiamo lavorando su più fron­ti”.

Pentassuglia si riferisce al­le interlocuzioni nazionali at­tivate dal governatore Antonio Deca­ro: nella Conferenza delle Regioni ha posto il problema della ripartizione delle risorse nella Sanità, contestando i criteri vigenti che penalizzano i ter­ritori del Mezzogiorno. In più – stante i disavanzi sanitari nelle regioni del Nord – da più parti si invoca un in­tervento del governo, al fine di non mettere a rischio l’erogazione dei ser­vizi per la salute dei cittadini, su cui pende la spada di Damocle dei tagli per avere i conti in ordine.

L’assessore ha elogiato le strutture pugliesi che brillano nel settore tra­pianti: “I dati sull’aumento sono la di­mostrazione di una Puglia che guarda avanti, di una Puglia che sta inve­stendo. La tempestività e l’organizza­zione del lavoro del Policlinico di Bari e di tutta la rete trapiantologica pugliese sono all’avanguardia e dobbia­mo fare ancora di più su un percorso culturale che deve vedere sempre più pugliesi donare”. Il 2025 ha registrato la partenza del programma Dcd (donazione a cuore fermo), con nove do­natori registrati a fine anno, amplian­do le opportunità di trapianto.

Sulla riduzione dei tempi di attesa il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce, ha rile­vato i progressi fatti: “Per un trapian­to di cuore o di fegato abbiamo i tempi di attesa tra i più bassi in Italia, pochi mesi a fronte anche dei 3 anni in media che si attende per un trapianto di cuo­re. Questo significa aumentare le pos­sibilità di salvare vite: intervenire il .prima possibile, soprattutto per orga­ni vitali come cuore e fegato, ha un impatto diretto sugli esiti per i pa­zienti.

Questi risultati sono il frutto del lavoro di un’intera comunità pro­fessionale, quasi metà dell’azienda è coinvolta nei percorsi trapiantologici, e di un impegno organizzativo e tec­nologico costante”. Il ruolo centrale della rete trapiantologica è stato elo­giato dal coordinatore del Centro re­gionale Trapianti, prof. Loreto Ge­sualdo: “Un grande risultato, frutto dell’impegno e della dedizione di tante donne e uomini che hanno creduto e investito nel programma trapianti. Determinante è stato il contributo del­la rete degli anestesisti, sempre più organizzata, che ha consentito di in­crementare il numerò dei donatori se­gnalati e utilizzati. Fondamentale an­che il ruolo delle associazioni di vo­lontariato, che hanno diffuso la cul­tura del dono su tutto il territorio».

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