Ora che si conoscono le motivazioni della sentenza di condanna hanno annunciato la presentazione per l’appello a Bari. Ecco perchè non ha ottenuto le attenuanti per collaboratori di giustizia.
“Le dichiarazioni rese dal pentito Matteo Pettinicchio sono state valutate dal collegio come credibili; coerenti; significative della sua decisione di elidere il suo rapporto con clan di appartenenza; rilevanti per la completa ricostruzione dei fatti. Ma essendo intervenute in un momento in cui il quadro probatorio era già chiaramente delineato, la rilevanza probatoria di quelle dichiarazioni anche se di sicuro spessore, non è sufficiente per riconoscere a Pettinicchio l’attenuante prevista per i collaboratori di Giustizia”, Così il Tribunale di Foggia motiva la condanna a 10 anni e 8 mesi inflitta a Pettinicchio colpevole di spaccio di un etto di cocaina aggravato dall’aver agito per agevolare il clan Li Bergolis/Miucci, in concorso con il suo ex capo-clan Enzino Miucci cui sono stati inflitti 12 anni e 8 mesi; e Claudio Iannoli, referente su Vieste del clan Li Bergolis, condannato a 12 anni e 4 mesi. La Dda visto il pentimento di Pettinicchio aveva chiesto una pena di 3 anni e 2 mesi.
Rese note le motivazioni della sentenza pronunciata il 7 ottobre 2025 dal Tribunale di Foggia nel processo ai tre garganici accusati di spaccio di 100 grammi di cocaina, destinati alla piazza viestana dove furono sequestrati il 4 marzo 2021. I giudici hanno così spiegato perché al pentito non sia stato riconosciuto il sensibile sconto di pena previsto per i collaboratori di Giustizia; una rarità nei processi.
Pettinicchio, 41 anni, di Monte Sant’Angelo, pentitosi a fine gennaio 2025; il suo compaesano, ex amico fraterno e boss Enzino Miucci di 42 anni; e Claudio Iannoli, quarantanovenne di Vieste, furono arrestati per questa imputazione su ordinanze cautelari, quando erano già detenuti per altre vicende. E con loro finirono in manette anche due fratelli viestani processati e condannati con rito abbreviato. L’accusa contro Miucci, Pettinicchio e Iannoli poggia su intercettazioni. Secondo la Dda, mentre erano detenuti in carcere (Miucci e Iannoli a Terni; Pettinicchio a Lanciano) i tre malavitosi parlavano tranquillamente con telefonini; e organizzarono la consegna dell’etto di cocaina a un giovane di Vieste, arrestato in flagranza.
E processo a Foggia iniziato il 5 dicembre 2023 si è concluso dopo 2 anni, a ottobre 2025. Inizialmente nell’udienza del 3 dicembre 2024, la Dda chiese la condanna dei 3 imputati a 12 anni di reclusione a testa. Erano in corso le arringhe difensive quando arrivò il colpo di scena: il 12 febbraio 2025 il pm Ettore Cardinali annunciò in aula la decisione di Pettinicchio di pentirsi; e ne chiese l’interrogatorio. Il montanaro così il 24 marzo 2025 per la prima volta fu sentito (in videoconferenza da ima località segreta) come collaboratore di Giustizia. Raccontò d’essersi pentito perché aveva promesso alla madre moribonda di cambiare vita; disse d’essere entrato nel clan Libergolis nel 2000 quando aveva 15 anni; d’essere stato negli ultimi 15 anni il braccio destro del boss Enzino Miucci, che aveva raccolto le redini del clan dai cugini Armando, Matteo e Franco Li Bergolis dopo le pesantissime condanne loro inflitte nel maxi-processo alla mafia garganica del 2009; confessò d’aver trafficato in droga con ruoli dirigenziali.
E in merito al processo in corso disse: “le cose stanno paro paro come sta scritto nelle intercettazioni: è già tutto scritto, c’è poco da interpretare. L’approvvigionamento dei 100 grammi di cocaina credo sia stato concordato direttamente da Davide Carpano” (coimputato nel processo abbreviato e condannato in primo grado a 8 anni) “con Miucci e Iannoli quando questi ultimi due erano detenuti in carcere. La droga sarebbe servita a pagare gli stipendi allo stesso Iannoli, al cugino Giovanni Iannoli, ed a fare un regalo alla vedova di Girolamo Pema”, ucciso a Vieste ad aprile 2019 nella guerra di mafia tra i Li Bergolis e i loro alleati viestani Pema/Iannoli, e i rivali dell’ex clan Romito alleati su Vieste con il gruppo Raduano.
Sulla scorta di quelle rivelazioni la Dda chiese di ridurre la condanna di Pettinicchio a 3 anni e 2 mesi visto il contributo offerto da pentito. Richiesta disattesa dai giudici di primo grado.
Contro la sentenza del Tribunale di Foggia faranno appello gli avv. Salvatore Vescera per Iannoli; Raul Pellegrini e Innocenza Starace per Miucci (i due garganici si dicono innocenti); e Valeria Maffei per Pettinicchio, puntando al riconoscimento dell’attenuante della collaborazione negata in primo grado.
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