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MONOPATTINI, L’OBBLIGO DI ASSICURAZIONE RC SLITTA AL 16 LUGLIO. MA DAL 17 MAGGIO SERVE IL «TARGHINO»

Slitta. L’assicurazione obbligatoria per i monopattini elettrici arriverà il 17 maggio, ma solo a partire dal prossimo 16 luglio. Sessanta giorni in più. È questa la notizia contenuta in un documento congiunto del ministero delle Imprese e del Made in Italy e delle Infrastrutture e dei Trasporti. La spiegazione è tecnica: l’obbligo è «strettamente connesso alla piena operatività» del «targhino». E ancora: «È necessario che i monopattini possano essere identificati in maniera univoca». Senza quel passaggio, il sistema assicurativo non può funzionare.

Il risultato è una riforma del codice della strada che, dal 14 dicembre 2024, procede per tappe, ma non nello stesso tempo. Prima il casco obbligatorio e i nuovi limiti già obbligatori da subito, poi il primo decreto sul «targhino» nel luglio 2025, quindi il secondo sul costo, poi quello sulla piattaforma informatica. Adesso quello sull’obbligo assicurativo che entrerà in vigore solo dal 16 luglio. Due mesi dopo. Non è una questione secondaria perché solo a partire da quella data si attiveranno anche il Fondo di garanzia per le vittime della strada e il sistema Carta Verde, estendendo ai monopattini la rete di tutela prevista per i veicoli a motore.

Un differimento di sessanta giorni che aprono interrogativi. «Ancora una volta l’interpretazione di una circolare supera una norma di un decreto. E per la prima volta in Italia, un veicolo targato per due mesi non avrà l’obbligo assicurativo», attacca Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e componente di Viabilità Italia per Anci. «Temo due mesi di caos soprattutto per i risarcimenti a seguito di scontri stradali».

Le motivazioni del rinvio, secondo il documento ministeriale, sono tecniche. L’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania) ha segnalato criticità nella costruzione dei sistemi informatici necessari: per emettere le polizze servono flussi di dati tra la piattaforma della Motorizzazione, la banca dati Sita dell’Ania e le compagnie. Un’infrastruttura che oggi non è ancora pienamente operativa. Da qui la richiesta di sessanta giorni. E da qui la decisione dei ministeri, che hanno ritenuto «congrua la tempistica prospettata» per arrivare alla piena funzionalità.