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 PESCHICI/ ZAIANA, IL SINDACO SBOTTA: “BASTA ACCUSE, L’ORDINANZA C’È. MA SENZA STRADA CHI SOCCORRE LA GENTE?”

D’Arenzo risponde agli ambientalisti: demolizione già disposta, ma difende l’accesso per le emergenze. “Se succede qualcosa, la responsabilità è mia”.

Dopo le prese di posizione degli ambientalisti e del Parco del Gargano sul caso Baia Zaiana, arriva la replica del Comune di Peschici. A intervenire è il sindaco Luigi D’Arenzo, che chiarisce quanto già fatto dall’amministrazione e risponde alle critiche sulla presunta inerzia.

Il punto di partenza è un’ordinanza emessa nell’aprile 2025, con cui il Comune aveva disposto la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi in relazione a una strada cementata realizzata senza titolo edilizio.

A seguito del provvedimento, i soggetti individuati come autori degli abusi hanno presentato un’istanza al Comune indicando le modalità di intervento per ottemperare all’ordinanza. In particolare, è stata comunicata l’intenzione di demolire la strada in cemento e ripristinare il tracciato originario con terreno stabilizzante.

Il Comune ha quindi trasmesso tutta la documentazione al Parco del Gargano e alla Sovrintendenza, dove è ora in fase di valutazione il progetto prima dell’espressione del parere definitivo.

Il sindaco D’Arenzo respinge con decisione le critiche. “Ora basta, una volta per sempre rispondo a chi ci accusa di non aver preso posizione sulla questione Baia Zaiana. Il Comune di Peschici già nel mese di aprile del 2025 aveva emesso un’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi sulle opere eseguite in assenza di titolo edilizio”, afferma.

Il primo cittadino sottolinea inoltre come gli ambientalisti fossero a conoscenza del provvedimento, essendo stati invitati direttamente dall’amministrazione.

Al centro del ragionamento del sindaco c’è però la sicurezza. D’Arenzo ricorda che la spiaggia di Zaiana è regolarmente frequentata durante l’estate, con concessioni demaniali attive e un flusso costante di turisti e residenti.

“Se qualcuno si dovesse sentire male, il responsabile sono io sindaco”, spiega, ribadendo la necessità di garantire un accesso ai mezzi di soccorso lungo tutto l’arenile, che si estende per circa 250 metri.

Per questo motivo, pur dichiarandosi favorevole al ripristino dello stato dei luoghi, il sindaco evidenzia come una strada – anche non cementata – debba continuare a esistere almeno finché la spiaggia resta aperta al pubblico.

D’Arenzo amplia poi il campo, sostenendo che la questione non riguardi solo la strada. “In quella baia ci sono tanti altri abusi che riguardano l’occupazione del terreno con la trasformazione dell’uso civico”, afferma.

Infine, l’invito agli ambientalisti: occuparsi anche di altre aree del Gargano dove, secondo il sindaco, si registrano situazioni ben più gravi tra sbancamenti e costruzioni abusive.

Una presa di posizione che riaccende il dibattito su Baia Zaiana, tra tutela ambientale, sicurezza e gestione del territorio, in vista dell’imminente stagione estiva.

saverio serlenga