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«Un piano per la casa da dieci miliardi Sgomberi più veloci». il taglio delle accise

«È ciò che deve fare uno Stato giusto: questo tema ci sta a cuore». Giorgia Meloni presenta il Piano Casa del go­verno. Al suo fianco il vice Matteo Salvini e il ministro Tommaso Foti. Si tratta, spie­ga la premier, di un investi­mento di «dieci miliardi in dieci anni per mettere a dispo­sizione 100 mila case popolari o a prezzi calmierati». Per la parte di edilizia a prezzi cal­mierati, dice la presidente del Consiglio, «noi abbiamo pre­visto anche il dimezzamento di tutti gli oneri dei notai».

 Cosa significa? «Si dimezzerà il costo dell’atto di compravendita, dell’allocazione. Di questo devo ringraziare la ca­tegoria, che ha dimostrato grande sensibilità istituziona­le offrendo questa disponibilità. Come sempre, le cose funzionano quando c’è un si­stema che si muove nel suo complesso».

LE MISURE

Alla conferenza stampa, che dalla lite fra Salvini e Giuli, partecipano anche Gaetano Manfredi, a nome dell’Anci, e Massimiliano Fedriga, per le Regioni. «La collaborazione è stata positiva», dicono en­trambi. Meloni annuncia an­che un ddl sugli sgomberi delle case occupate. Si tratta di un pacchetto di misure per ren­dere «più efficace e veloce la liberazione di quegli immobi­li che sono occupati abusiva­mente».

Come? «Intervenia­mo sulle procedure di notifica di esecuzione dello sfratto, ta­gliamo i tempi per le esecu­zioni, introduciamo una pro­cedura accelerata e d’urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo e quindi il rila­scio dell’immobile». Viene ri­cordato che dall’inizio di que­sto governo sono stati liberati circa 4.207 alloggi di edilizia residenziale pubblica e più o meno 230 interventi di sgom­bero di occupazioni abusive in immobili di particolare rilievi. Meloni parla di «rigenera­zione urbana popolare». Sal­vini aggiunge che «con 5 mi­liardi il Mit intende recupera­re 60 mila case popolari in 12 mesi dall’approvazione del decreto, cioè 60 mila abitazio­ni, che ad oggi non sono asse­gnabili». Il ministro e vicepre­mier annuncia anche un in­tervento a favore dei genitori separati: «Per tre anni c’è una voce di bilancio dedicata esclusivamente a loro: stiamo mettendo a punto bandi, si tratta di 400-500 euro al mese. Salvini si immagina di rag­giungere 15 mila genitori separati: «Questi soldi fanno la differenza per avere un tetto per incontrare tuo figlio alme­no nel fine settimana».

Anche Foti interviene: « Per il piano casa si parte con 100 milioni, del fondo di sviluppo e comunità, che consentono di inter­venire su Invimit perché que­sto fondo parta. Ma in realtà sono in grado di mobilitare fi­no a 3 miliardi e 600 milioni che è la quota che complessi­vamente mobilita la coesione dopo la revisione che è stata approvata».

LO SFRATTO

Lo sfratto è l’atto con il quale, nell’ambito di un rapporto di locazione, il proprietario richiede al conduttore la riconsegna dell’immobile di sua proprietà e di lasciare l’appartamento. La procedura si svolge davanti al Tribunale. Lo sfratto è esecutivo nel momento in cui il giudice, dopo aver verificato le condizioni, lo convalida emettendo un’ordinanza.

LA NORMA – IL DISEGNO DI LEGGE SULLE LOCAZIONI –

Il decreto legge del Piano casa è affiancato da un disegno di legge, approvato sempre ieri dal Consiglio dei ministri, che punta a rendere certa la riconsegna degli immobili in affitto alla scadenza del contratto, potenziando le procedure di sfratto.

Azione che contribuirà, dice il governo, ad aumentare le case che verranno date in locazione. Si tratta, spiega Giorgia Meloni, di «un pacchetto di misure che serve a rendere più efficace e veloce la liberazione di quegli immobili che sono occupati abusivamente. Interveniamo sulle procedure di notifica di esecuzione dello sfratto, tagliamo i tempi per le esecuzioni, introduciamo una procedura accelerata e d’urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo e quindi il rilascio dell’immobile».

IL CARO ENERGIA

Non solo casa, però. Il governo rinnova l’intervento sulle acci­se che scade oggi. Questa volta Meloni sceglie un’altra strada per le prossime tre settimane. «La benzina è aumentata me­diamente del 6% — spiega — il gasolio del 24%. Abbiamo concentrato questa proroga soprattutto sul gasolio, con­fermando il taglio che era già previsto per il passato, l’abbia­mo invece diminuito per quel­lo che riguarda la benzina con un taglio di 5 centesimi delle accise che corrisponde più o meno a un 696 sul prezzo del carburante».

corrieredellasera