Anche quest’anno Rodi Garganico si prepara a festeggiare il 2 maggio la Sagra delle arance.
Il programma della giornata prevede a partire dalle ore 11.00 l’apertura degli stand enogastronomici e degustazione di dolci e prodotti tipici agli agrumi in Piazza Padre Pio, Piazza Garibaldi, Via Teodoro Moretti e Piazza Rovelli.
Dalle 11 alle 13 è prevista escursione gratuita con guida esperta nell’Oasi agrumaria di Rodi a cura del Consorzio agrumario.
A partire dalle ore 17.30 musica e spettacoli folkloristici itineranti con la Banda e con Le Mulieres garganiche.
Questa tradizione rodiana risale agli anni Cinquanta del Novecento. Sulla stampa d’epoca, in un interessante reportage del 31 maggio 1950 pubblicato da “Il Faro” di Vieste, l’inviato Nicola Mendolicchio ci fa respirare la particolare atmosfera della prima “sagra degli aranci” di Rodi: «Un delizioso profumo di zagare ci ha dato il primo saluto. È il mormorio delle canne ondeggianti nei giardini e gli echi frangenti del mare e il canto degli uccelli ci dicevano, in dolce armonia, che Rodi era in festa. Infatti la piazza è adorna di rami di arancio con dorati frutti. E a grappoli, in casse e cassette, gli esportatori fanno bella mostra di agrumi sotto pubblicitarie insegne multicolori indicanti gli annali commerciali delle industrie cittadine».
In questo incantevole scenario, due affascinanti e prosperose fanciulle, con piacevole civetteria, appuntano dei fiori di arancio sulle giacche dei partecipanti alla sagra.
Le cineprese della settimana Incom, con gli operatori della “Radiosquadra”, sono attivissime a registrare i momenti salienti della sagra, inaugurata dal sindaco Ruggiero a cui il prefetto Donadu, l’onorevole Vocino e il commendatore Bisceglia rispondono con parole di vivo plauso «per l’impulso di rinascita dato alla popolazione, volenterosa di superare la crisi economica causata dalla scomparsa della marineria, in seguito alla perdita di mercati d’oltremare e alla limitazione del raggio di pesca nelle acque dell’Adriatico per interventi jugoslavi».
All’esposizione dei mercati agricoli industriali, inaugurata dalla onorevole Giuntoli, segue la visita alla mostra del libro e a quella fotografica di Vincitorio nel locale del Cral.
Subito dopo, inizia il convegno dei parlamentari e dei giornalisti. Il sindaco Ruggiero e il comitato organizzatore hanno riunito ospiti illustri: il senatore Tamburrano, gli onorevoli de Meo, De Caro, Reca e Monterisi; Mario Ciampi, presidente dell’APT di Foggia; Angelo Fini, collaboratore del “Faro”, l’avvocato Giuseppe d’Addetta, direttore de “Il Gargano” e molte altre personalità.
Il sindaco Ruggiero espone i bisogni di Rodi, indispensabili per la rinascita del paese: irrigazione, rete elettrica e idrica, completamento di strade, educazione delle popolazioni per favorire lo sviluppo turistico.
I parlamentari assicurano che tutto sarà fatto per la risoluzione di tali problemi.
L’inviato de “Il Faro” lamenta che mentre gli uomini più rappresentativi del Gargano in privato parlano di rinascita dell’intero Promontorio, durante il Convegno si è parlato esclusivamente dell’economia e dei problemi di Rodi, dimenticando l’esistenza di altre popolazioni indigenti del promontorio, come i carpinesi.
Solo il dottor Russo si è soffermato sui problemi di tutte le località garganiche, dando particolare risalto alla necessità del prolungamento della Ferrovia fino a Vieste.
Citando l’articolo 2 dello statuto dell’Associazione per la “Rinascita garganica”, Mendolicchio rileva che il problema garganico è uno, come l’individualità etnica economica e storica del Promontorio. E’ necessaria l’unione di tutti i garganici perché le varie manifestazioni siano utili a raggiungere migliori obiettivi.
Dopo il convegno, le autorità e la stampa visitano la campagna di Ricucci, “re degli agrumari garganici”. A sera, sfilano i carri allegorici, «spettacolo folkloristico veramente bello». Sul carro dell’Associazione universitaria di San Severo «un fortunato marinaio è stretto nei lacci di una conturbante sirena: scenario meraviglioso».
L’orchestra “3 BIS”, diretta dal maestro Manturo, dà inizio al ballo sotto il superbo pino.
«Belle le parole di “Rodianina” e carezzevole la musica. Sulla via del ritorno è dolce ricordare le fanciulle delle zagare!» conclude nostalgicamente Nicola Mendolicchio, ritornando alla sua Vieste
teresa m. rauzino
FOTO DEL 1950

















