Incontro di oltre due ore sul Gargano dopo le tensioni: richieste su contratto, governance e piano industriale. Clima più disteso tra i lavoratori
Si riapre il dialogo sulla vertenza di Casa Sollievo della Sofferenza dopo giorni di tensione. L’arrivo sul Gargano del cardinale Pietro Parolin e le parole pronunciate durante l’omelia per il 70° anniversario dell’ospedale voluto da Padre Pio hanno contribuito a riportare un clima più disteso tra i dipendenti.
“Il Papa farà la sua parte, e ciascuno deve fare la sua. Casa Sollievo può andare avanti solo con la collaborazione di tutti”, ha detto il Segretario di Stato vaticano, lanciando un messaggio di apertura e responsabilità condivisa.
Nel pomeriggio i sindacati di categoria hanno ottenuto un incontro privato con Parolin e con l’arcivescovo del Gargano e presidente della Fondazione Casa Sollievo, padre Franco Moscone. Un confronto durato oltre due ore, nel quale i rappresentanti dei lavoratori hanno esposto tutte le criticità legate alla gestione della struttura.
Tra le principali richieste avanzate, il pieno rispetto del contratto della sanità pubblica, con l’applicazione integrale del CCNL e il riconoscimento degli arretrati maturati. I sindacati hanno inoltre chiesto di escludere qualsiasi ipotesi di regressione verso modelli contrattuali meno tutelanti.
Al centro del confronto anche la necessità di definire un piano industriale chiaro, verificabile e orientato alla sostenibilità, oltre a una revisione degli assetti di governance per ristabilire trasparenza e fiducia.
Temi che da settimane alimentano la mobilitazione dei lavoratori e che ora entrano nel vivo del confronto con i vertici della Fondazione.
Al termine dell’incontro, i sindacati hanno espresso una cauta apertura: “Siamo parzialmente soddisfatti, Parolin ci ha ascoltati per ben due ore, abbiamo esternato tutte le nostre preoccupazioni ed ora attendiamo risposte”.
Una fase interlocutoria che lascia intravedere uno spiraglio dopo lo scontro degli ultimi giorni, ma che richiederà risposte concrete nei prossimi passaggi.
saverio serlenga



