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TURISMO – SFIDA A COLPI DI FATTURATO TRA BARI E VIESTE… E IL SALENTO STA CRESCENDO

IL COMPARTO PESA IL 16,3% DEL VALORE AGGIUNTO TOTALE —–

Dall’entroterra alla costa, da turismo balneare a turismo «multitasking», dalla piena concentrazione a luglio e agosto alla crescita nei cosiddetti mesi-spalla, (aprile-giugno e settembre-ottobre) per puntare all’obiettivo della destagionalizzazione. Il turismo in Puglia cresce anno dopo anno ed è una voce importante dell’economia regionale. Vale il 16,3 per cento del valore aggiunto totale per impatto diretto e indiretto, confermandosi un settore chiave per lo sviluppo territoriale rappresentando circa il 6 per cento del prodotto interno lordo regionale.

Il valore aggiunto del turismo, inteso come l’aumento di ricchezza netta e la produzione generata da tutti i comparti delle attività turistiche in un territorio, varia da territorio a territorio. Al vertice, ormai da tempo, è in atto un duello tra Vieste, la regina del Gargano, e Bari, con l’aggiunta di alcune località del Salento (Gallipoli e Ugento). Secondo gli ultimi dati disponibili Vieste si conferma quasi sempre come la capitale del turismo balneare pugliese per fatturato. Bari è in grande crescita, diventando la prima città per presenze nel 2025 (circa 2,6 milioni di pernottamenti) grazie all’aeroporto, alle crociere e ai collegamenti internazionali, posizionandosi tra le prime 30 città italiane per valore aggiunto turistico. Vieste ha registrato oltre 2 milioni di presenze nel 2025 e si consolida come destinazione pugliese leader. «È la nostra principale risorsa – dice il sindaco Giuseppe Nobiletti – insieme con la tassa di soggiorno. Il turismo fornisce una bella iniezione di liquidità investita poi sempre nel decoro urbano e in opere pubbliche. Noi cerchiamo di farci trovare pronti per restituire agli ospiti ciò che essi portano qui sul nostro territorio attraverso la cultura, gli eventi sportivi, percorsi sulla costa, insomma cerchiamo di preparare pacchetti importanti. Certo il picco è a luglio e agosto, ma da noi cominciano ad arrivare a marzo e vanno avanti fino a ottobre».

La tassa di soggiorno costituisce un’ulteriore risorsa. Bari, Vieste e Lecce sono le prime in Puglia. Nel 2025 il capoluogo ha raccolto 4.505.412 euro, con una crescita del 24,6% sul 2024; Vieste 3.635.018 euro (+8,0%) e Lecce 1.945.060 euro (+5%). Ci sono poi Fasano, Monopoli, Otranto, Polignano a Mare, Ostuni, Ugento, Melendugno, Peschici. Intanto, nel primo trimestre del 2026, i primi dati Istat/Spot elaborati dall’Osservatorio di Pugliapromozione evidenziano una crescita complessiva rispetto allo stesso periodo del 2025. Si registrano un aumento degli arrivi del 3,1% e una crescita più marcata delle presenze dell’8% grazie al turismo internazionale che aumenta sia negli arrivi (+12%) sia nelle presenze (+18%) mentre deflette il turismo domestico.

Cesare Bechis (Corriere del Mezzogiorno)