Sicurezza stradale e vincoli soffocanti: l’Arci Caccia Manfredonia attacca il Parco del Gargano dopo il “No” al transito delle armi chiuse ed in custodia nelle giornate venatorie consentite.
Non si placa la polemica tra il mondo venatorio e l’Ente Parco Nazionale del Gargano. Dopo il secco diniego ricevuto dagli uffici di Monte Sant’Angelo riguardo alla richiesta di modifica del regolamento sul transito delle armi – nello specifico lungo la strada provinciale “Fermata Frattarolo – Fraz. Candelaro” – arriva la durissima replica di Luigi Le Noci, Presidente di Arci Caccia Manfredonia.
Una battaglia che, secondo l’associazione, non riguarda il diritto alla caccia, ma la tutela della vita umana e la sicurezza stradale, messe a rischio da percorsi alternativi ridotti a trappole.
Sicurezza stradale ignorata: “In gioco ci sono vite umane”
“Se abbiamo fatto la richiesta al Parco di modifica del regolamento è solo per una questione di sicurezza, per via dei tanti incidenti che accadono sulle strade alternative” – esordisce con fermezza il Presidente Luigi Le Noci.
Le vie alternative indicate dall’Ente Parco per aggirare l’area protetta sono infatti note per la loro pericolosità e per l’alto tasso di sinistri (S.P. 141 e S.S. 89). Una criticità che l’Arci Caccia aveva sollevato con forza, ricevendo però in cambio una risposta puramente burocratica. “I regolamenti non sono dogmi immutabili: possono e devono essere cambiati quando sussistono delle valide motivazioni, e la sicurezza dei cittadini è la motivazione più valida di tutte”.
L’appello ai territori: “Amici del Subappennino Dauno, ribellatevi ai vincoli”
Il diniego dell’Ente diventa così, per l’associazione, l’ennesima dimostrazione di una gestione del territorio scollegata dalla realtà e basata esclusivamente su divieti che penalizzano le comunità locali.
Da qui, il Presidente di Arci Caccia Manfredonia lancia un monito accorato e politico che valica i confini del Gargano, rivolgendosi direttamente ai territori limitrofi in cui si discute da tempo dell’istituzione di nuove aree protette:“Al netto di tutto ciò, ed a distanza di anni, il Parco ha solo portato vincoli su vincoli. Per questo motivo mi rivolgo agli amici del Subappennino Dauno: ribellatevi a coloro che vogliono il parco in casa vostra, perché questi sono i tristi risultati con cui poi sarete costretti a fare i conti”.
L’Arci Caccia Manfredonia fa sapere chiaramente che la partita non si chiude con questa lettera di diniego e che verranno vagliate tutte le strade possibili per tutelare l’incolumità dei propri associati e dei cittadini.
L’associazione continuerà la sua battaglia nelle sedi opportune per scardinare un provvedimento ritenuto cieco e pericoloso.
Luigi Le Noci
Presidente Arci Caccia Manfredonia



