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LA VIESTE EN ROSE CELEBRA IL SUCCESSO DELLA SETTIMA EDIZIONE: IL ROSATO PROTAGONISTA DI UNA CITTÀ CHE GUARDA AL MEDITERRANEO

Qualità, identità territoriale e apertura internazionale: sono questi i pilastri su cui Vieste continua a costruire il proprio percorso di crescita come destinazione enogastronomica di riferimento nel Mediterraneo..

Si è conclusa con una straordinaria partecipazione di pubblico, operatori del settore, giornalisti e appassionati la settima edizione de La Vieste en Rose, la manifestazione che inaugura simbolicamente l’estate pugliese attraverso il racconto del vino rosato, delle eccellenze gastronomiche e dell’identità mediterranea del territorio.

Il claim scelto per l’edizione 2025, “Una città che brinda”, ha preso vita tra le vie del centro storico di Vieste, trasformato per una sera in un grande percorso esperienziale tra degustazioni, cultura del vino, musica e sapori autentici. Un appuntamento che consolida il ruolo della “Perla del Gargano” nel panorama enoturistico nazionale e ne rafforza l’immagine come destinazione capace di coniugare bellezza, accoglienza e cultura del gusto.

Organizzata dal Comune di Vieste in collaborazione con Gambero Rosso e One Eventi, con il supporto di AIS Puglia, dell’Istituto Alberghiero “Enrico Mattei” di Vieste, Gelman, TicketSms e Tema, la manifestazione ha riunito circa sessanta cantine provenienti dalla Puglia e da altre regioni italiane, con una significativa presenza di etichette internazionali. Trenta ristoratori hanno proposto i grandi classici della tradizione gastronomica pugliese in versione street food, mentre gli studenti dell’Istituto Alberghiero “E. Mattei” hanno presentato marmellate, confetture, succhi e bevande fermentate realizzati nei laboratori scolastici sotto la guida dei docenti Michele Di Vieste e Giuseppe Ciarlariello.

La giornata del 1° giugno si è aperta con i momenti istituzionali e gli approfondimenti dedicati al valore del rosato come espressione dell’identità pugliese e mediterranea. Durante la conferenza stampa ospitata nell’aula consiliare del Comune è emerso come il vino rosato rappresenti oggi uno degli elementi distintivi del percorso di riconoscibilità che la Puglia sta costruendo nel panorama turistico ed enogastronomico nazionale e internazionale.

«La Puglia ha costruito in questi anni un’identità enogastronomica riconoscibile, autentica e difficilmente replicabile altrove. Il rosato pugliese è parte integrante di questa identità. Vieste, con La Vieste en Rose, da oltre sette anni apre simbolicamente la stagione estiva dell’intera regione. Chi arriva qui il 1° giugno vive la Puglia e poi la racconta», ha scritto nel suo messaggio l’assessora regionale al Turismo e alla Promozione della Regione Puglia, Graziamaria Starace, impossibilitata a partecipare all’incontro.

Il presidente della Provincia di Foggia e sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, ha sottolineato il valore strategico della manifestazione per il territorio, ribadendo la volontà di fare di Vieste non soltanto una meta balneare, ma un punto di riferimento per la cultura enogastronomica del Mediterraneo.

«La Vieste en Rose è il modo con cui Vieste apre ufficialmente la propria estate, con una visione sempre più ambiziosa. La settima edizione, arricchita dalla collaborazione con Gambero Rosso e dalla presenza di giornalisti e operatori provenienti da tutta Italia e dall’estero, conferma che la direzione intrapresa è quella giusta. Vogliamo che Vieste sia riconosciuta non solo per il mare, ma anche come luogo di riferimento per la cultura enogastronomica mediterranea.

Qualità, identità territoriale e apertura al mondo: questa è la nostra dichiarazione d’intenti», ha affermato Nobiletti.

Un risultato frutto di un lungo lavoro organizzativo e di una solida sinergia tra istituzioni, partner e operatori del territorio. A evidenziarlo è stato l’assessore ai Grandi Eventi del Comune di Vieste, Tano Paglialonga, che ha ricordato come «il mondo del vino sia fatto di pazienza, cura e attenzione», gli stessi ingredienti che accompagnano ogni anno la realizzazione dell’evento.

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«La Vieste en Rose nasce per promuovere i vini rosati pugliesi. Oggi l’obiettivo non è soltanto portare nella nostra città le migliori cantine, ma contribuire al posizionamento internazionale della destinazione Vieste e attirare l’attenzione della stampa nazionale e specializzata», ha dichiarato Paglialonga.

Un obiettivo centrato anche grazie alla presenza di ospiti di rilievo come Gioacchino Bonsignore, storico volto della rubrica Gusto del TG5, intervenuto alla conferenza stampa insieme a numerosi giornalisti italiani e internazionali, tra cui Bernard Bedarida (TV France), Fosca Tortorelli (Il Mattino e Italia a Tavola), Luca Matarazzo e Andrea Russetti di 20Italie. La stampa ospite ha inoltre visitato alcune realtà vitivinicole del territorio, tra cui Tenute Il Mandrione e Cantine Merinum, approfondendo la conoscenza delle produzioni locali.

Particolarmente apprezzata la masterclass guidata da Giuseppe Carrus, curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, dedicata alle diverse interpretazioni del vino rosato. Un viaggio attraverso territori, tradizioni e stili produttivi che ha accompagnato i partecipanti dall’Abruzzo alla Basilicata, dalla Campania alla Lombardia, dal Piemonte alla Puglia, fino alla Toscana, per poi spingersi oltre i confini nazionali, tra Nuova Zelanda e Australia.

«Un rosato di qualità non è soltanto una questione di vitigno o di tecnica produttiva: è la capacità di raccontare il territorio da cui nasce. Qui a Vieste ho degustato vini che sanno di mare, nei quali si percepiscono chiaramente la luce, l’energia e le brezze del Gargano», ha spiegato Carrus.

Grande successo anche per il Wine Tasting nel centro storico, che ha registrato il tutto esaurito e accolto migliaia di visitatori, risultando tra gli eventi più venduti sulla piattaforma TicketSms. I partecipanti hanno potuto degustare alcune delle migliori produzioni rosate presenti sul mercato, comprese numerose etichette selezionate nelle guide Vini d’Italia 2026 e Bere Bene 2026 del Gambero Rosso.

Molto apprezzata anche l’area food, che ha valorizzato i sapori più autentici della tradizione pugliese e garganica: dalla focaccia alle orecchiette in versione street food, dalla paposcia al pancotto, fino a salumi, formaggi, taralli, ostriche, tartare di tonno e specialità innovative come il kepulp, bao al vapore con polpo, cime di rapa, stracciatella e pomodori secchi.

A completare l’esperienza, il programma musicale diffuso nel centro storico. Le atmosfere jazz di Dino Basile e Otto-Karl Wagner, le sonorità bossa nova e lounge del Gracenoteduo, il live unplugged di Sofia Della Bella, l’energia pop-rock dei Cascemir e il revival in chiave ska di Francesco Roccia hanno accompagnato il pubblico per tutta la serata, trasformando il borgo antico in un grande palcoscenico a cielo aperto.

Il brindisi finale a Marina Piccola, sulle note di Giova VJ, ha chiuso un’edizione che conferma la costante crescita de La Vieste en Rose, ormai tra gli appuntamenti più attesi dell’inizio dell’estate pugliese. Un evento capace di promuovere il territorio, valorizzare il patrimonio vitivinicolo e creare occasioni di incontro e confronto tra produttori, professionisti del settore e pubblico, contribuendo a rafforzare l’immagine di Vieste come destinazione di eccellenza nel panorama enogastronomico del Mediterraneo.