Nel dibattito pubblico pugliese manca ancora una riflessione seria e approfondita sul turismo, non tanto in termini di promozione – su cui si è investito molto – quanto sulla sua dimensione economica reale, sulla sua sostenibilità ambientale e sociale, e soprattutto sulla convivenza tra residenti e flussi turistici. A dimostrarlo sono i fatti – e le inevitabili polemiche – che hanno investito Vieste e l’intero promontorio del Gargano. Parliamoci chiaro: i prezzi sono lievitati in modo eccessivo, in alcuni casi in modo ingiustificato, con il rischio concreto che dietro ci sia anche qualche tentativo di speculazione. Un costo che non grava solo sul turista, ma che si scarica – spesso in silenzio – su cittadini e comunità locali, acuendo disuguaglianze e precarietà, invece di rafforzare l’economia del territorio. Eppure, lo si dimentica spesso, l’economia turistica è di complemento, fragile e soggetta a forti oscillazioni stagionali. Nonostante il turismo sia un settore importante per il Gargano, non può e non deve essere l’unica leva di sviluppo per Vieste o per gli altri comuni costieri. Le stagioni, sempre più brevi e concentrate, lo dimostrano. E illudersi che basti puntare su un turismo d’élite è un errore strategico: si tratta di una fascia di mercato ristretta e, attualmente, con un impatto ambientale e infrastrutturale insostenibile. Certamente da accogliere, ma senza sbilanciare il sistema oltre i propri limiti. Governare il turismo significa anche governare lo spazio pubblico. A Vieste è diventato urgente ripensare la gestione degli spazi pubblici. Non è più accettabile che intere piazze – che dovrebbero essere luoghi di socialità aperti a tutti – vengano completamente occupate da tavolini di bar, ristoranti e pizzerie, in assenza di un criterio proporzionale tra spazio concesso e dimensioni reali dell’attività. Un ristorante di 50 metri quadri non può occupare 100 metri di suolo pubblico. Serve un piano commerciale serio, che non si limiti a “lasciar fare”, ma disciplini e accompagni le nuove aperture in base alla conformazione dei quartieri e alle reali esigenze dei residenti. In parallelo, servono controlli rigorosi sugli esercizi di ristorazione: dall’obbligo di bagni accessibili ai disabili e per i dipendenti, alla presenza di abbattitori, frigoriferi adeguati, cucine a norma, per garantire sicurezza alimentare e decoro urbano. Un turismo senza regole compromette la vivibilità. Altro nodo centrale è il piano del traffico. Far entrare migliaia di auto ogni giorno in un centro urbano come quello di Vieste comporta inquinamento, rumore, disordine, congestione, gas di scarico e cattivi odori. Non si può pensare che la libertà di parcheggiare ovunque sia un diritto acquisito, se va a discapito della salute pubblica e della qualità della vita. Gravissima, poi, l’assenza di una vera gestione della vita notturna. Non si può ignorare che Vieste non è solo un luogo di vacanza, ma una città viva tutto l’anno, abitata da lavoratori, anziani, malati e famiglie. Consentire musica a tutto volume fino alle tre del mattino senza alcun controllo è una forma di degrado istituzionalizzato. Il diritto al riposo non può essere sacrificato in nome di un intrattenimento senza limiti. Pulizia, arredo urbano e decoro: i fondamentali di una città turistica. Un turismo sostenibile parte anche da piccole ma decisive attenzioni: la raccolta puntuale dei rifiuti, la pulizia delle strade, il decoro delle piazze, e un arredo urbano coerente e dignitoso. Senza cura dello spazio comune, senza panchine, cestini, aree verdi curate e marciapiedi accessibili, il concetto stesso di ospitalità decade. Una città che si presenta sporca o trascurata non sarà mai davvero accogliente, per nessuno. Il turismo va governato, non subito. Se, come sostengono alcuni amministratori, “i numeri non sono tutto”, allora non si capisce la rincorsa ossessiva alle presenze. La verità è che i numeri contano eccome, perché sull’economia turistica Vieste e il Gargano hanno costruito una parte consistente della loro ricchezza. Ma non bastano i numeri: serve qualità, equilibrio, coerenza tra sviluppo e vivibilità. Per questo, il turismo va governato in tutti i suoi aspetti: dai canoni di locazione turistica (che stanno espellendo i residenti) agli spazi pubblici concessi ai dehors, dalla gestione del traffico alla tutela del diritto al riposo, dal decoro urbano alla pulizia, fino a un piano commerciale e di ristorazione che abbia regole certe, controlli seri e una visione di lungo periodo. Sono compiti che chiedono risposte politiche chiare, coraggiose e lungimiranti. Perché senza una visione condivisa, il rischio è che Vieste e il Gargano diventino vittime del proprio successo.
Il tema del turismo, per la sua natura trasversale, attraversa ogni aspetto della vita amministrativa di Vieste e dell’intero comprensorio del Gargano. Non bisogna tralasciare questioni fondamentali come l’accoglienza e l’informazione, la figura del difensore civico del turista-consumatore, la promozione dell’immagine e del prodotto territoriale, la valorizzazione del nostro straordinario patrimonio culturale e ambientale, il nodo centrale di una ancora insufficiente cultura dell’ospitalità, l’obiettivo imprescindibile della qualità totale, la formazione e l’emergere di nuove professionalità nel turismo, una politica dei prezzi coerente col valore dell’esperienza proposta, il rapporto qualità-prezzo, l’adeguamento alle dinamiche del mercato globale della vacanza, i nuovi sistemi di vendita, il coinvolgimento delle aree interne del Gargano, e infine, la necessità di passare da una politica settoriale a una politica di sistema. Non bisogna dimenticare nemmeno le iniziative estive, che pure sono secondarie rispetto a questi temi strutturali, ma che meritano un confronto aperto, tanto nei contenuti quanto nella forma organizzativa. In quest’ottica, la proposta di una Fondazione per la promozione culturale e turistica di Vieste, i cui contorni andranno definiti in Consiglio comunale, rappresenta un’opportunità importante. L’organizzazione degli eventi estivi costituisce un capitolo a sé. Nel contesto del riassetto dell’organizzazione turistica regionale già in discussione in Regione Puglia — con la soppressione delle A.P.T., l’istituzione di una unica Agenzia Regionale, e l’attivazione dei sistemi turistici locali pubblici, privati o misti — diventa ancora più urgente avviare una politica turistica comprensoriale, capace di abbracciare l’intero territorio del Gargano, superando i confini comunali. Serve un sistema di classificazione uniforme delle attività, e una tipizzazione più moderna dei servizi offerti. Per questo bisogna distinguere tra la riflessione sull’organizzazione del territorio e della città e quella sull’organizzazione turistica in senso tecnico: dallo studio della domanda, alla definizione di un’offerta strutturata, alla promozione e all’accoglienza. Temi che andrebbero discussi in incontri specifici, da calendarizzare quanto prima. Tuttavia, alcune considerazioni conclusive sono doverose per dare concretezza a quanto detto:
Vieste, città turistica, è prima di tutto la città che risponde ai bisogni dei suoi residenti.
La cultura del territorio è prerequisito per qualsiasi pianificazione.
La cultura dell’accoglienza è rispetto di sé e degli altri.
La destinazione Vieste vive e si rafforza solo all’interno della destinazione Gargano.
La qualità totale si costruisce attraverso un patto condiviso tra pubblico e privato.
La Scuola, a ogni livello, deve diventare fucina di cultura turistica, con percorsi formativi legati alla nostra realtà.
La diffusione della ricchezza sull’intero territorio è condizione essenziale per garantire coesione e sicurezza.
La destagionalizzazione si ottiene con infrastrutture e servizi adeguati, e attraverso la messa in rete delle nostre risorse culturali, ambientali, religiose ed enogastronomiche.
La soddisfazione del turista è il fondamento della crescita sostenibile.
In un mercato globale e digitale, la reputazione del brand è decisiva.
La proposta è l’auspicio è l’istituzione di una Consulta Permanente per il Turismo di Vieste e del Gargano, snella ma rappresentativa: politica, imprese, cultura, scuola, con il contributo di un esperto del settore. Uno strumento di coordinamento strategico, in grado di orientare interventi di breve, medio e lungo termine. È evidente una forte autocritica di partenza, ma anche una chiara volontà di miglioramento. Come nel 1991, quando da un confronto serrato in Consiglio comunale nacquero progetti oggi realizzati: il recupero del borgo antico, il trasferimento del depuratore, il porto turistico, l’acquisizione del Cinema Adriatico, l’utilizzo del Convento dei Cappuccini, la privatizzazione dei servizi di igiene urbana, la condotta fognaria a sud, la pianificazione degli arenili, nuovi interventi di arredo urbano, la rotonda di Marina Piccola, i giardini pubblici, la piazzetta Petrone, fino all’apertura dell’Università a Vieste, con corsi in Turismo e Lettere. Anche eventi come il Viestefilmfest, il Premio Internazionale di Giornalismo, e spettacoli di risonanza nazionale sono frutto di quella visione. Eppure, nonostante questi successi, oggi abbiamo la consapevolezza che molto ancora resta da fare. E questo è il segno più evidente di una comunità viva, che non si accontenta, che guarda oltre, con spirito critico e costruttivo. È con questo spirito che è necessario un confronto, nella certezza che dal confronto si cresce. Come diceva Seneca: “Finché viviamo dobbiamo imparare l’arte di vivere”. E gli amministratori comunali dovrebbero parafrasare: “Finché amministriamo, dobbiamo imparare l’arte di amministrare”. Ma se Vieste vuole davvero affrontare la questione turistica con serietà, deve partire dagli errori. E sono diversi.
Primo errore: dare i flussi turistici per scontati.
Molti amministratori e operatori credono che la bellezza del Gargano basti da sola. Ma il mercato globale non funziona così. Come per ogni prodotto, anche la destinazione Vieste ha bisogno di investimenti in comunicazione e promozione, proporzionati agli obiettivi.
Secondo errore: il deficit tecnologico.
Oggi il turista si orienta e acquista online. L’intelligenza artificiale e i marketplace globali sono le nuove agenzie di viaggio. Ignorarli significa sparire dal radar. Vieste e il Gargano devono essere presenti con contenuti di qualità, digitalizzazione delle offerte, social media ben gestiti, infrastrutture digitali adeguate.
Terzo errore: non comprendere il cambiamento dei consumi.
Il turista non vuole più la vacanza “uguale per tutti” dei decenni passati. Cerca esperienze personalizzate, cultura autentica, emozioni vere. Il futuro non è solo “sole e mare”: è esperienza integrata.
Quarto errore: sottovalutare il brand Gargano.
Senza un marchio forte, riconoscibile, coerente, non si compete. Costruire una reputazione turistica oggi è strategico quanto offrire un buon servizio. Dobbiamo chiederci: cosa rappresenta Vieste nel mondo?
Il turismo nel mondo cresce, anche in Italia, ma con nuove dinamiche. Alcune destinazioni si svuotano perché altre si riempiono. O si evolve, o si scompare.
Non basta più “piazzare un ombrellone” in spiaggia, quando altrove si offrono beach club con dj set e cucina d’autore. Non basta più dare un letto, quando il turista cerca un’esperienza. Non basta più sfamare, quando ogni piatto può diventare narrazione e identità.
Vieste ha già dimostrato di saper cambiare. Ora serve una nuova visione, più ampia, più integrata, più moderna. E serve farlo insieme: istituzioni, imprese, scuole, cittadini.
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