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VIESTE/ ANTONELLO SCIRPOLI UCCISO A FUCILATE DA DUE KILLER APPOSTATI SOTTO CASA

Il viestano aveva favorito la latitanza dell’ex boss Troiano.

Una trappola di morte. Come ben sa qualsiasi soggetto a rischio vita, gli orari imposti dalla Giustizia a chi ha obbligo di firma in caserma e/o di rincasare entro un’ora prefissata, sono un’esca per chi voglia eliminarli. Chissà se Antonello Scirpoli, viestano detto “Musulin”, 35 anni compiuti il 16 giugno, sapesse d’essere a rischio vita. Quel che è certo è che i due killer appostati sotto casa erano informati dei suoi orari.

Hanno atteso pazienti le 22 dell’altra sera. Giunta l’ora e il bersaglio, hanno esploso 6 fucilate per ammazzare il garganico che era su uno scooter, in località Defensola. E’ deceduto poco dopo nonostante i tentativi di rianimarlo del 118. L’indagine sul sesto omicidio del 2026 in Capitanata dopo i 4 a Foggia e 1 nel ghetto di San Severo, è subito passata alla Dda di Bari. Per modalità dell’agguato di stampo mafioso e passato giudiziario della vittima.

Oltre a un arresto da giovanissimo a Milano nel 2010 per rapina, Scirpoli finì in cella il 15 dicembre 2022 insieme a un foggiano legato al clan Moretti, in quanto accusato di aver favorito la latitanza del compaesano e parente acquisito Gianluigi Troiano, braccio destro dell’ex boss Marco Raduano (entrambi pentiti), evaso a dicembre 2021 dai domiciliari a Campomarino per reggere le fila del clan Raduano. Troiano fu catturato il 31 gennaio 2024 a Granada in Spagna; pochi mesi dopo si pentì, e confessò anche il coinvolgimento in omicidi. A Scirpoli si contestava d’aver accompagnato la cugina, ossia la moglie di Troiano a Foggia per incontrare il marito ricercato.

“Sono innocente” aveva ripetuto Scirpoli, venendo però condannato a 5 anni dal Tribunale di Foggia il 27 giugno 2024 per favoreggiamento aggravato dalla mafiosità; pena ridotta a 4 anni nel 2025, con ritorno in libertà dai domiciliari nell’autunno scorso su istanza della a Procura generale perché era prossimo il fine pena. A Scirpoli fu comunque imposto l’obbligo di rimanere a casa dalle 22 alle 7. L’altra sera dopo aver trascorso la serata nella pizzeria della compagna, rispettoso delle prescrizioni rientrava. E due sicari aspettavano… Paradossalmente e tragicamente Scirpoli voleva chiedere proprio in questi giorni alla magistratura di spostargli l’ora di rientro a mezzanotte per poter lavorare nel settore alberghiero.

Eseguite dai carabinieri una mezza dozzina di perquisizioni; interrogati amici e parenti della vittima. Nessuno stub invece su persone sospettate d’aver fatto fuoco alla ricerca di residui di polvere da sparo. Dove cercare il movente dell’agguato mafioso? Nelle tante indagini sulla criminalità viestana tra blitz antidroga e arresti per omicidio, il nome di Scirpoli compariva giusto nell’inchiesta sul presunto favoreggiamento di Troiano. Della decina di pentiti sfornati dalla mafia garganica negli ultimi 9 anni di cui una mezza dozzina viestani, il solo Matteo Pettinicchio (che si sappia) ha parlato di Scirpoli. Pettinicchio di Monte, ex braccio destro di Enzino Miucci capo dei Li Bergolis, ha raccontato d’aver conosciuto in carcere Scirpoli che in cella a Foggia e Benevento gli avrebbe parlato della latitanza di Troiano (odiato dal clan Li Bergolis che voleva ucciderlo per essere transitato nelle fila del gruppo Raduano, a dire di Pettinicchio) e della situazione della criminalità viestana.

A Vieste l’ultimo omicidio era datato 26 aprile 2019 quando davanti casa venne ucciso Girolamo Perna, capo clan alleato dei Li Bergolis, assassinato dai rivali del gruppo Raduano schierati con i Romito/Lombardi/Ricucci, nemici dei Li Bergolis. Omicidio collegato alla guerra di mafia che insanguinò Vieste con 19 sparatorie tra gennaio 2015 e agosto 2022 con 10 morti, 1 lupara bianca, 8 agguati falliti, 14 feriti/scampati.

 “Eravamo usciti nel 2109 da un incubo durato tanti anni, anche se recentemente che qualcosa si stesse muovendo negli ambiti criminali lo si era percepito. Tanto d’aver segnalato a marzo queste mie preoccupazioni alle forze dell’ordine” il commento del sindaco Giuseppe Nobiletti dopo l’agguato dell’altra sera. Il riferimento è al tentato omicidio del 9 marzo scorso di Danilo Notarangelo, nipote dell’ex boss Angelo “Cintaridd” ucciso nel gennaio 2015, e già sfuggito a un agguato il 10 agosto 2022. E al ferimento il 9 giugno di Hechmi Hdiouech recentemente condannato a 11 anni e 6 mesi, colpito al braccio da una pistolettata esplosa da un diciassettenne arrestato il 26 giugno.

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