Indagini a tutto campo dopo l’agguato di stampo mafioso che ha choccato Vieste nel pieno dell’estate. Non’una novità, purtroppo, nella guerra ultradecennale tra i clan della mafia garganica che operano non solo a Vieste ma soprattutto a Manfredonia, Monte Sant’Angelo e Mattinata.
L’ultima vittima, Antonello Scirpoli, viestano detto “Musulin”, 35 anni compiuti il 16 giugno, forse non sapeva di essere a rischio vita. Quel che è certo è che i due killer appostati sotto casa erano informati dei suoi orari. Hanno atteso pazienti le 22 di venerdì scorso. Giunta l’ora e il bersaglio, hanno esploso 6 fucilate per ammazzare il garganico che era su uno scooter, in località Defensola poco fuori dal centro abitato. Scirpoli è deceduto poco dopo nonostante i tentativi di rianimarlo del 118. L’indagine sul sesto omicidio del 2026 in Capitanata dopo i 4 a Foggia e 1 nel ghetto di San Severo, è subito passata alla Dda di Bari per la modalità dell’agguato di stampo mafioso ed il passato giudiziario della vittima.
«Che qualcosa si stesse muovendo negli ambiti criminali lo si era percepito con il tentato omicidio avvenuto a marzo scorso, poi l’altro episodio in piazza a giugno e ora l’omicidio di Scirpoli. Avevo segnalato fin da marzo le mie preoccupazioni alle forze dell’ordine. Eravamo usciti da un incubo lungo tanti anni nel 2019, a quando risaliva l’ultimo omicidio, ora sembra che ci stiamo ritornando.
A giugno un 42enne è rimasto ferito ad un braccio da colpi di pistola esplosi da un 17enne rintracciato dai carabinieri e posto in comunità. A marzo un altro ferimento avvenne davanti ad un supermercato. Vogliamo la stessa attenzione che ci fu in quegli anni e che ha portato ad
una situazione di tranquillità per diverso tempo. Servono attività come quelle messe in campo negli anni passati per sconfiggere la criminalità», ha ripetuto il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti.
Preoccupazione viene espressa anche dall’associazione antiracket: «Come Associazione FAI Antiracket Vieste Ets esprimiamo grande preoccupazione per quanto accaduto.
L’episodio dell’altra notte è il terzo in poco tempo, tra tentati omicidi e omicidi. Una sequenza che ferisce l’interà comunità e ci ricorda che il contrasto alla criminalità deve essere una priorità per tutti. Confidiamo pienamente nelle Forze dell’Ordine, che stanno lavorando con impegno. Abbiamo fiducia che il loro operato porterà a stretto giro risultati concreti.»
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