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NON C’È PACE PER LE OASI VERDI DELLA PUGLIA DEL PARCO NAZIONALE DELL’ALTA MURGIA E DEL PARCO NAZIONALE DEL GARGANO

Non c’è pace per le aree protette della Puglia. La nomina dei presidenti del Parco nazionale dell’Alta Murgia e del Parco nazionale del Gargano si sta rivelando un percorso ben più accidentato del previsto, come dimostrano gli ultimi sviluppi nelle Commissioni parlamentari.

L’iter, sulla carta, è lineare: il ministro dell’Ambiente individua una terna di candidati, espressione della maggioranza, e la sottopone alla Regione Puglia per il previsto parere. Successivamente il dossier torna a Roma, dove la Commissione Ambiente è chiamata a esprimersi sul nome designato, in un passaggio che, almeno in teoria, dovrebbe avere carattere quasi formale.

La realtà, però, ha preso una direzione diversa. Nei giorni scorsi entrambi i candidati indicati sono stati bocciati dalla stessa maggioranza che li aveva proposti. Vincenzo D’Errico, destinato alla guida del Parco del Gargano, ha raccolto diciotto voti contrari, mentre Giuseppe Colucci, indicato per l’Alta Murgia, ne ha incassati diciannove. Le opposizioni hanno scelto di astenersi, denunciando un «cortocircuito istituzionale» e puntando il dito contro le divisioni della coalizione di governo.

Dietro lo stop, secondo le ricostruzioni più accreditate, ci sarebbero tensioni interne al centrodestra pugliese e dinamiche politiche che si intrecciano con i rapporti tra Roma e Bari. Qualunque sia la causa, l’esito è evidente: i due parchi restano affidati alla gestione commissariale e il dossier torna nuovamente sul tavolo del Ministero dell’Ambiente.

Si riparte quindi da capo. Serviranno una nuova terna di nomi, un nuovo confronto con la Regione e un nuovo passaggio parlamentare. Una procedura che rischia di allungare ulteriormente i tempi proprio mentre l’estate, segnata da temperature estreme e dall’emergenza incendi che interessa anche il Mediterraneo, rende ancora più urgente assicurare una guida stabile alle principali aree protette pugliesi.

Da Palazzo della Regione fanno sapere di essere pronti ad avviare un confronto con il Governo, nella convinzione che si debbano individuare figure di alto profilo, dotate di competenze ed esperienza adeguate. L’assessora regionale all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento, conferma la disponibilità al dialogo: «Non abbiamo ricevuto indicazioni su nuovi nomi, ma siamo pronti a confrontarci nell’interesse di aree che, pur essendo di competenza nazionale, rappresentano un patrimonio fondamentale del nostro territorio. Credo sia interesse di tutti imprimere una svolta positiva a questa vicenda».

In gioco non ci sono soltanto due nomine. Sullo sfondo ci sono la tutela dell’ambiente, la salvaguardia della biodiversità e la capacità di programmare politiche di sviluppo sostenibile con una visione di lungo periodo. La Regione tende la mano al Governo, mentre nel centrodestra si auspica che la disponibilità al confronto si traduca rapidamente in scelte condivise. Per ora, almeno ufficialmente, nuovi nomi non sono ancora emersi. Il dialogo, però, sembra destinato a ripartire.