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REGIONE/SANITÀ, I DUBBI DELLA CORTE DEI CONTI «SITUAZIONE GRAVE PER I PUGLIESI»

Sì al bilancio, dubbi sulla formazione del deficit. Decaro: «Luci e ombre, taglieremo la spesa»

Sulle inefficienze della sanità, giura il governatore Anto­nio Decaro, «stiamo cercando di intervenire». E quindi promette che verranno «evitati gli sprechi, .otti­mizzando la spesa», anche grazie alla nuova Unità di crisi chiamata a sorvegliare i bilanci delle Asl. Nell’aula della Corte dei conti, che ieri gli ha concesso la parifica (l’ap­provazione) del bilancio 2025 di cui non è responsabile, Decaro ha por­tato uno zuccherino annunciando che da lunedì i medici di famiglia segnaleranno ai cittadini i farmaci generici con cui potranno rispar­miare. Segnali, appunto, in una si­tuazione molto complessa e stra­tificata che infatti lui stesso sin­tetizza con «luci ed ombre».

La procuratrice regionale della Corte, Carmela de Gennaro, l’ha detto con chiarezza nella sua requisitoria snocciolando la compo­sizione dei maggiori costi registrati nel 2025, quelli che hanno portato al deficit di 349 milioni poi coperto con l’aumento delle addizionali regio­nali all’Irpef.

«Non posso non sot­tolineare la gravità della situazione – ha detto – anche per le conseguenze sulla collettività pugliese che sarà chiamata a concorrere al ripiano dello squilibrio mediante una maggiorazione del prelievo fiscale a pro­prio carico, peraltro, a fronte di pre­stazioni sanitarie che registrano ancora non poche criticità e di cui, le ancora lunghe liste di attesa, no­nostante gli apprezzabili sforzi po­sti in essere dalla nuova ammini­strazione, rappresentano solo la punta dell’iceberg». I pugliesi, ha detto la procuratrice, sono ancora costretti a curarsi fuori regione: «Nel 2025 è anche aumentata la spesa per la mobilità passiva con par­ticolare riferimento alle Asl Foggia, Lecce e Bari con un’incidenza del 72,71 % di quella relativa ai ricoveri ospedalieri».

Tra le criticità l’au­mento della spesa farmaceutica, sulla quale, nonostante le misure di contenimento, la Regione «risulta alquanto restia ad applicare nei confronti dei direttori generali del­le Asl le sanzioni previste dalla le­gislazione regionale», cioè la deca­denza. Altro punto critico: la man­cata presentazione del Piano ope­rativo triennale in cui dettagliare le misure di contenimento della spe­sa. Piano che non viene presentato dal 2024.

Decaro ha garantito che il Piano operativo sarà presentato presto. E ha poi ribadito la sua linea politica: l’insufficiente finanziamento del si­stema sanitario da parte dello Stato «che non ha tenuto il passo del costo reale delle prestazioni come dice la Corte dei conti nella relazione al Parlamento rilevando i 5 miliardi di differenza tra il fondo sanitario del 2025 e l’aumento dei costi».

I giudici contabili pugliesi hanno però certificato che, almeno in par­te, il deficit da 349 milioni della Re­gione Puglia deriva da aumenti di spese autonome: 25 milioni per le Rsa, 15 per le Sanitaservice, 10 per i noleggi, altri 35 milioni di accan­tonamenti a fondo rischi. «Non vo­glio scaricare le inefficienze su un sistema nazionale – ha ribattuto De­caro – però non posso nemmeno ta­cere su quello che manca o che spet­ta in termini di diritti e quindi in termini di risorse per assicurare quei servizi che poi assicurano il rispetto dei diritti dei cittadini».

Il governatore è poi tornato sulla que­stione delle 154 specialità farmaceu­tiche passate, per volontà dell’Affa, dalla distribuzione ospedaliera a quella (più costosa) delle farmacie. Un bel favore alla categoria (di cui è rappresentante il sottosegretario barese Marcello Gemmato) che si scarica sui conti delle Regioni.

 «È vero che così i cittadini potranno ritirarli in farmacia – ha commen­tato Decaro – ma salterà il sistema degli acquisti centralizzati e ci sa­ranno ulteriori aumenti di spesa».

La sanità era il fulcro della pro­cedura di parifica, che per il resto ha certificato una gestione contabile abbastanza lineare. Restano, tra i nodi critici lasciati dalla giunta Emiliano, le scorie del rapporto con la Fiera del Levante: l’ospedale covid (la Procura valuta «sfavorevol­mente» la mancata restituzione del­le aree, visto che l’ospedale è chiuso dal 2022) e i soldi buttati per ristrutturare i padiglioni affittati dall’Apulia Film Commission (a breve qualcuno potrebbe essere chiamato a risponderne).

In aula ad ascoltare la relazione della Sezione di controllo (presiden­te Cinzia Barisano) e la requisitoria della Procura c’erano anche gli as­sessori Donato Pentassuglia (Salu­te), Sebastiano Leo (Bilancio) e Francesco Paolicelli (Agricoltura). Prima uscita ufficiale per il nuovo segretario della presidenza, Ettore Cinque, accanto al capo di gabinet­to Davide Pellegrino. Assente il di­rettore dell’assessorato alla Salute, Vito Montanaro, ufficialmente im­pegnato in Affa: secondo alcuni è il segnale che il suo rapporto con la Regione è ormai agli sgoccioli.

LA POLEMICA SCINTILLE CON IL CENTRODESTRA DE SANTIS: «HANNO PARAOCCHI»

Fratelli d’Italia parla di «sprechi prevedibili». Forza Italia vuole «capire dove e quante assunzioni siano state fatte». E la Lega, con Napoleone Cera, chiede «chi paga tutto questo?». «Il centrosinistra – accusa Fdl – ha fatto campagna elettorale spendendo soldi in sanità e non solo, assumendo gli amici e gli amici degli amici». I dati emersi dalla parifica del bilancio 2025 della Regione riaccende lo scontro politico. «Mentre perfino il ministro della Salute si è accorto che il Fondo sanitario nazionale è insufficiente – replica il segretario regionale e consigliere Pd, Domenico De Santis – il centro- destra pugliese non smette i paraocchi della propaganda e continua ad accusare la giunta».

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