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VIESTE/ LA REPLICA A TANO PAGLIALONGA, IL SINDACO NOBILETTI: “NON ACCETTO LEZIONI DI LEGALITÀ DA LUI CHIARIRÒ IN TRIBUNALE”

Punto numero uno: «Non accetto lezioni di legalità da Paglialonga». Punto numero due: «Chiarirò tutto all’autorità giudiziaria quando sarà il momento». Il sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, parla per la prima volta dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia per concussione in concorso con l’ex assessora Graziamaria Starace. Entrambi, ieri, erano presenti al Consiglio comunale in cui l’ex assessore Paglialonga ha parlato di clima intimidatorio nei suoi confronti. Starace, sollecitata da Repubblica, non ha voluto commentare le sue parole, mantenendo il silenzio dietro cui si è trincerata dopo le dimissioni dall’assessorato regionale al Turismo.

Dal 17 giugno ha continuato a svolgere il ruolo di consigliera regionale e ha fatto sentire forte la sua presenza sul territorio del Gargano, in cui è stata eletta. Nobiletti, invece, ha accettato di commentare l’accaduto, dopo aver lasciato in silenzio il Consiglio comunale, di fronte alle accuse dell’ex esponente della sua giunta. Prima dell’assemblea ha ricordato di averlo sostituito con Alessandro Del Zompo. Paglialonga è stato defenestrato dopo aver registrato il sindaco e Starace, mentre parlavano del lido dell’ex marito di lei, Alessandro Corso, e consegnato le registrazioni ai carabinieri. In aula ha detto: «Questa è un’amministrazione che genera paura».

Tano Paglialonga ha fatto accuse molto gravi.

«Ha raccontato la sua versione, che a noi non interessa; però paragonarsi a Libero Grassi mi pare un’esagerazione. È testimone di una vicenda, non il denunciante, deve chiarire prima a se stesso la sua posizione».

Ha parlato di sabotaggio delle attività delle aziende di famiglia, dopo che ha sostenuto la denuncia di Corso.

«Non vedo alcun clima di intimidazione nei suoi confronti. Chi è causa del suo mal pianga se stesso, Per me parla la mia storia,  da 10 anni in prima linea contro la criminalità, organizzata e non».

Perché non ha replicato in Consiglio?

«Perché l’assise civica non è un’aula di tribunale. Dell’inchiesta in corso sappiamo poco, quando sarà il momento parlerò e mi difenderò nelle sedi opportune».

Però far cadere il numero legale per interrompere le sue esternazioni…

«Paglialonga ha travalicato, cadendo in questioni personali. Credo che i consiglieri non volessero sentire oltre. La maggioranza è compatta, lui è solo all’opposizione».

L’ex assessore ha parlato di un clima intimidatorio nei confronti di chi vorrebbe costruire un’alternativa alla sua amministrazione.

«Questo clima io non lo vedo. Lui lo percepisce ma forse è conseguenza del suo comportamento, forse la gente non si fida di lui. Io non istigo nessuno e ne è prova il fatto che

non ho mai fatto dichiarazioni pubbliche sulla vicenda di cui lui ha voluto parlare. Né ho mai scritto sui social».

Si ricandiderà alle prossime elezioni amministrative?

«Sì. E questo, evidentemente, è un problema per qualcuno. La percezione che hanno i cittadini di Vieste è positiva, parlano le opere, il cambiamento della città. Penso, dopo 10 anni, di essere ancora un osso duro».

C’è chi ipotizza anche una sua candidatura in Parlamento.

«Entriamo nel gossip. Queste sono solo voci».

Però sono voci insistenti. «Credo di essere politicamente abbastanza valido. Ma perché ho amministrato bene. Mi ritengo prima di tutto un buon amministratore e probabilmente vengo percepito come tale».

Si è iscritto al Partito democratico?

«No e non lo farò. Non ho tessere di partito. Sono nato come civico dieci anni fa e resterò tale».

repubblica bari