Per molti anni, a Ischitella il mobile non è stato soltanto un’attività commerciale. È stato un mestiere, una competenza riconosciuta, una piccola ma importante vocazione del paese. In un territorio come il Gargano, Ischitella ha avuto la particolarità di ospitare tre tra i mobilifici più conosciuti dell’intero Gargano.
Di quella stagione resta oggi Arredamenti Caputo, una realtà che continua a custodire con orgoglio una storia iniziata nel 1964 dai fratelli Caputo. Una storia fatta di lavoro quotidiano, di rapporti costruiti nel tempo e di case arredate per generazioni di famiglie.
A raccogliere questa eredità sono oggi Antonio e Fabio Caputo, cugini, uniti dal legame familiare e dalla consapevolezza di rappresentare una tradizione che ha dato identità a Ischitella. “Siamo cresciuti dentro questa storia”, raccontano. “Per noi non significa soltanto portare avanti un’attività di famiglia, ma conservare un modo di lavorare fatto di fiducia, ascolto e rispetto per le persone”.
Nello showroom di Ischitella questa cultura del mobile continua a tradursi in ascolto, esperienza e attenzione alla qualità. Una scelta coerente con una storia che non ha mai guardato all’arredamento come a un acquisto qualsiasi, ma come a un passaggio importante nella vita di una famiglia, nella costruzione di una casa, nella cura di uno spazio destinato a durare.
“Ogni casa ha una propria storia e ogni cliente ha esigenze diverse”, aggiungono Antonio e Fabio Caputo. “Il nostro lavoro è accompagnare le persone nella scelta, con la stessa cura che ci è stata trasmessa da chi ha iniziato prima di noi”.
Da qui, Arredamenti Caputo guarda anche alle esigenze del Gargano: alle abitazioni private, alle seconde case e alle strutture ricettive, dove la qualità dell’accoglienza passa sempre più spesso anche da un certo stile degli ambienti.
Al centro di questa storia resta Ischitella: un paese in cui il mobile ha rappresentato per molti anni un’attività importante, capace di creare lavoro e rapporti con tutto il Gargano e i cugini Caputo ne conservano ancora oggi la memoria e la continuità.



