Articoli filtrati per data: Giovedì, 25 Giugno 2020

Giornata storica per la compagnia di navigazione "Gruppo Armatori Garganici". Oggi per la prima volta in assoluto nella stagione 2020 è salpata dal porto di Peschici la motonave Freccia Azzurra, destinazione Isole Tremiti. Circa 200 passeggeri sono stati accolti a bordo  con la solita squisita ospitalità dall'equipaggio della nave.  Prima di salire i passeggeri sono stati sottoposti alla misurazione della temperatura e fatti accomodare secondo le norme di comportamento post covid-19. "Non vedevamo l'ora - hanno commentato in coro -, siamo certi che andrà tutto bene sul Gargano e alle Isole Tremiti, luoghi straordinari che contribuiranno sicuramente a farci dimenticare i lunghi e faticosi giorni dell'epidemia". Nei prossimi giorni sono previste le partenze anche dai porti di Vieste e Rodi Garganico

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Secondo gli ultimi sondaggi il centrodestra alle prossime elezioni regionali vincerebbe a man bassa in alcune regioni importanti come Veneto, Valle d'Aosta, Liguria, Marche e Puglia, mentre il centrosinistra si imporrebbe solo in Campania. Condizionale d'obbligo, ma pensate ad un risultato simile: sarebbe una pesante sconfitta dell'alleanza giallo-rossa del Governo Conte. Le rilevazioni sono dell'istituto Noto per la trasmissione Porta a Porta. Ma vediamo alla nostra Puglia: brutte notizie per Emiliano. L’attuale governatore, infatti, è dato al 38% dei consensi contro il il 45% di Raffaele Fitto, nome scelto dal centrodestra unito. Se le urne confermassero le indicazioni dei sondaggi, per Fitto si tratterebbe di un ritorno, visto che è stato governatore dal 2000 al 2005 negli anni precedenti ai due mandati di Nichi Vendola. In Puglia tuttavia ci sono ancora una serie di variabili da valutare, prima fra tutte l’eventuale alleanza di Emiliano con i 5 Stelle, che secondo Noto racimolerebbero l’11 per cento dei consensi con Antonella Laricchia candidata. Il foggiano Ivan Scalfarotto, il nome scelto dai renziani di Italia Viva, è dato invece al 4 per cento.

 

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“Questo è un provvedimento reso possibile dalla totale assenza di criticità nel bilancio regionale. Veniamo da un quinquennio dove la Giunta regionale ha esaurito tutte le graduatorie, fornendo così a tanti giovani assunti una certezza lavorativa definitiva”.

 

È la soddisfazione espressa in una nota congiunta dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e dal Vice presidente e Assessore al Personale  Antonio Nunziante, dopo l’approvazione da parte della Giunta della Programmazione triennale del fabbisogno del personale dell’ente Regionale 2020-2022, dando atto dello stato di attuazione delle assunzioni programmate per gli anni 2018 e 2019 ed approvando altresì le priorità assunzionali rappresentate.

 

“Il nuovo piano assunzionale - prosegue la nota di Emiliano e Nunziante - riguarda 661 unità suddivise nelle varie categorie B, C, D e Dirigenti. Si tratta di numeri importanti giacché provvediamo anche alle ultime stabilizzazioni dei CoCoCo. Abbiamo previsto di coprire quasi tutte le uscite per pensionamenti naturali e per ex Legge n. 100”.

 

Nel piano non mancano le progressioni verticali per il personale interno, “le abbiamo programmate - scrivono Emiliano e Nunziante - per riservare dei posti per i dipendenti in servizio, così come abbiamo previsto che dei quaranta posti che metteremo a concorso per i dirigenti, otto saranno assunti per mobilità esterna e il 50 per cento delle altre 32 unità sarà riservato al personale interno”.

“Ci teniamo infine a sottolineare - concludono - che nella programmazione sono state assunte 80 persone diversamente abili”.

 

L’Esecutivo ha  quindi  approvato, con la medesima  delibera,  il Piano assunzionale 2020 come appresso definito:

  1. a)         n. 125 unità di categoria B1 di cui:
  2. n. 45 Operatori telefonici per implementazione 112;
  3. n. 20 Autisti;
  4. n. 60 esecutori.
  5. b)         n. 223 unità di categoria C di cui:
  6. n. 66 unità per progressioni verticali da B a C art. 22 comma 15 d. lgs. n. 75/2017;
  7. n. 24 unità per mobilità ex art. 30 d. lgs. n. 165/2001;
  8. n. 133 unità mediante procedure concorsuali.
  9. c)         n. 243 unità di categoria D di cui:
  10. n. 72 unità per progressioni verticali da C a D art. 22 comma 15 d. lgs. n. 75/2017;
  11. n. 28 unità per mobilità ex art. 30 d. lgs. n. 165/2001;
  12. n. 143 unità mediante procedure concorsuali.
  13. d)         n. 30 unità di categoria D da stabilizzare mediante apposita procedura concorsuale riservata ex art. 20 comma 2 d. lgs. n. 75/2017.
  14. e)         n. 40 unità dirigenziali di cui:
  15. n. 8 unità per mobilità ex art. 30 d. lgs. n. 165/2001;
  16. n. 32 unità mediante procedura concorsuale (con riserva del 50% al personale interno);
  17. f)          n. 5 unità di categoria D a valere sul bilancio vincolato con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato nell’ambito dell’attività della Sezione sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni e antimafia sociale di cui:
  18. n. 2 esperti nel settore delle politiche per le migrazioni;
  19. n. 1 esperto in gestione dei progetti di sviluppo locale;
  20. n. 2 esperti in materia economico/finanziaria e di controllo della spesa della pubblica amministrazione;
  21. g)         n. 8 unità di categoria D a valere sul bilancio vincolato con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato nell’ambito dell’attività dell’Autorità di Audit con profilo di funzionario amministrativo.   

    

L’Esecutivo  ha stabilito che per gli anni  2018, 2019 e 2020 le progressioni verticali saranno espletate per i profili amministrativo/contabile e tecnico rispettivamente nella misura complessiva del 70 per cento e 30 per cento  ed ha dato mandato al dirigente della Sezione Personale ed Organizzazione di predisporre apposita convenzione con il FORMEZ PA - Commissione RIPAM, per la quale è delegato alla sottoscrizione, per lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso alle categorie C e D.

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In questi giorni si stanno definendo le linee operative del progetto di “Piano Strategico di marketing e Comunicazione post crisi per la ripresa e lo sviluppo della destinazione Vieste” per cui è stato dato l’incarico alla società “F Tourism & Marketing” di Josep Ejarque. L’idea che ha spinto l’assessore comunale al Turismo Rossella Falcone a varare l’iniziativa è motivata dalla necessità di intraprendere iniziative che, oltre a far superare il momento critico generato dall’emergenza per il Covid-19, siano funzionali ad assicurare un ruolo importante per il “brand Vieste” nel mercato turistico. Per coordinare le iniziative del progetto, Josep Ejarque ha incontrato in Municipio a Vieste il sindaco Giuseppe Nobiletti e l’assessore Falcone e, nell’occasione, lo abbiamo intervistato. Qui di seguito il report video dell’intervista.

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Vieste è la capitale pugliese del tu­rismo. Negli scorsi anni ha raggiun­to il record di due milioni di presen­ze. Quest’anno è ancora un’incogni­ta. Ma per Vieste come per altre lo­calità turistiche della Puglia è giun­to il momento per ripensare anche la propria offerta, articolandola e valorizzando il patrimonio cultura­le. Un percorso, in verità, intrapre­so da Vieste già da alcuni anni, gra­zie alla sensibilità degli attuali am­ministratori della città. La maggior parte dei turisti, infatti, forse igno­ra che Vieste è anche una realtà ar­cheologica di straordinario interes­se.

È per questo che proprio da Vie­ste, l’antica città di Uria, parta il viaggio che propongo nei siti archeologici pugliesi, anche quelli meni noti e quindi ancor più capa­ci di suscitare sorpresa. In un’esta­te italiana dominata dall’emergenza sanitaria ci sarà finalmente l’oc­casione per molti viaggiatori, in­nanzitutto gli stessi pugliesi, di sco­prire pezzi di storia sconosciuti. Che il Gargano sia uno dei territo­ri più ricchi di presenze archeologi- che preistoriche è forse noto a tut­ti.

Ma che a Vieste sia stata scoper­ta e a lungo indagata da un’équipe dell’Università di Siena, una minie­ra di selce, cioè quel tipo di pietra durissima e tagliente fondamenta­le per la realizzazione di armi e vari manufatti, forse è noto a pochi. Ri­salente a 7.000 anni fa, è inaccessi­bile al normale visitatore, conside­rato che anche gli archeologi devo­no praticamente strisciare per po­terla indagare, ma reperti, docu­menti e filmati sono nel locale bel museo archeologico. C’è invece uno sito altrettanto straordinario, risalente a un perio­do più recente, all’età tardo antica (V-VII secolo d.C.), che è facilmente raggiungibile e che lascerà i visita­tori a bocca aperta (visite guidate a cura del Polo museale).

È la necro­poli rupestre della Salata, alcuni chilometri a nord di Vieste, nei pressi del santuario della Madonna di Merino, anch’esso interessante sito archeologico per la presenza nell’area della chiesa dei resti di una importante villa romana, con imponenti impianti per la produzione del vino (non a caso l’agrono­mo romano Varrone ricorda le viti di Uria, caratteristiche perché bas­se e sorrette da forcelle di legno), scavata negli anni ’50 e ancora oggi in proprietà privata e non adegua­tamente valorizzata.

Ma torniamo alla Salata. Ebbene lungo tutto il costone roccioso si snoda un insieme di grotte intensamente occupate da sepolture: centi­naia di tombe ad arcosolio, loculi, fosse, occupano il fronte roccioso un tempo affacciato sul mare, in un’area umida salmastra.

Spettaco­lare, infatti, è il contesto paesaggi­stico, di grande interesse anche sot­to il profilo geologico, botanico (con una vegetazione tipica della macchia mediterranea, non senza una rarissima colonia di crescione d’acqua) e faunistico (rane, tartaru­ghe, bisce d’acqua, anguille e an­che vari uccelli, come il barbagian­ni, il colombaccio e altri ancora), ti­pico di un ambiente umido, ancora attraversato da due ruscelli di ac­qua purissima e molto salata. Insomma, un vero ecosistema ricco di cultura e di storia. In antico que­sto tratto di costa doveva avere an­cor più i caratteri della zona umida, forse anche per l’estrazione del sa­le e la salagione del pesce (di qui for­se anche il toponimo).

Tutto il Gargano è costellato di ci­miteri ipogeici rupestri di età paleocristiana (Monte Pucci, Grotta Spa­gnola, Pantanelle, Coppa del Princi­pe, Parco della Chiesa, S. Venanzio e molti altri ancora), riferibili evi­dentemente ad abitati di altura ar­roccati ancora poco noti, in una fa­se, quella tardoantica e medievale, che conobbe in Puglia straordina­rie manifestazioni dell’habitat ru­pestre.

Il vivere in grotta è stato pra­ticato a lungo e diffusamente sul Gargano, ricco di anfratti utilizzati per millenni come abitazioni, cimi­teri, luoghi di culto, stalle e ricoveri di pastori. Sempre a Vieste un altro interessante complesso rupestre, da poco sottratto a privati che lo uti­lizzavano illegittimamente come stalla, è quello di San Nicola di Myra: un cimitero paleocristiano e una chiesa medievale dagli interes­santi resti di affreschi del XIII-XIV secolo, purtroppo ancora al mo­mento non facilmente visitabile.

Vieste e il suo territorio riserva­no anche altre sorprese archeologiche. L’altro complesso più spettaco­lare si trova sull’isolotto di Sant’Eu­femia, di fronte alla città, nei pressi del faro. Si tratta di parte di un san­tuario rupestre che in età romana era dedicato a Venere Sosandra, co­me testimoniano alcune iscrizioni incise sulle pareti rocciose e come sembrerebbero confermare alcuni versi di Catullo, che tra le località collegate al culto della dea menzio­na anche Uria. Si tratta di uno dei vari santuari frequentati dai mari­nai nel corso dei secoli, per ingra­ziarsi la protezione della divinità dai pericoli della navigazione e an­che per rifornirsi di acqua (sull’iso­la è infatti presente anche una sor­gente) e di altre scorte.

In Puglia so­no noti anche altri santuari costieri marittimi, ad esempio nel Salento il santuario di Grotta Poesia a Roca e la grotta di San Cristoforo a Punta Matarico, la Grotta Porcinara a Pun­ta Ristola. Numerosi sono poi nel Mediterraneo i santuari di Venere, spesso associati alla pratica della “prostituzione sacra”.

In età tardoantica e altomedieva­le è molto probabile che il santua­rio abbia conosciuto una trasforma­zione in senso cristiano, come documentano le decine di croci e di altri simboli presenti sulle pareti. Inda­gini, ancora in corso, da parte di ar­cheologi delle Università di Bari e Foggia, tra cui chi scrive, e di spe­leologi dell’associazione Asso di Ro­ma, hanno finora portato a censire circa 120 iscrizioni con testi di varia epoca, in lingua greca e latina di età romana, tardoantica e medie va le oltre a un gruppo di testi databili tra Ottocento e Novecento lasciati dai fanalisti (l’iscrizione più recen­te è del 1926).

Un’iscrizione partico­larmente importante è quella, data­ta precisamente al 3 settembre 1002, che ricorda la sosta del doge Pietro II Orseolo durante la spedi­zione, effettuata con ben cento na­vi da guerra, in soccorso di Bari as­sediata dai Saraceni.

 

Giuliano Volpe

Ordinario di archeologia all'Università di Bari, già rettore dell’Università di Foggia e presidente del Consiglio superiore Beni culturali e paesaggistici del Mibact.

repubblicabari

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Il Sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti ed il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo T.V. Giuseppe S. Zaccaro, con rispettivi provvedimenti di Ordinanza, hanno emanato disposizioni per la viabilità e la fruizione in sicurezza delle 3 aree individuate nel complessivo ambito portuale per consentire il parcheggio delle auto e decongestionare efficacemente i volumi di traffico dal centro abitato, assicurando la disponibilità di ampi spazi facilmente raggiungibili dagli automobilisti.

Particolare attenzione nel provvedimento della Guardia Costiera (Ordinanza n. 13 del 12.06.2020) è stata riservata ai livelli di sicurezza da assicurare presso le banchine e negli specchi acquei antistanti, mentre la sosta veicolare è oggetto di più specifica disciplina nell’ordinanza sindacale (Ordinanza n. 109 del 16.06.2020).

Le aree interessate per la sosta a pagamento sono posizionate sul:

“Piazzale banchina Sud-Est”, area sottostante il Lungomare A. Vespucci;

“Piazzale banchina di Ponente” (area sottostante lungomare Europa);

“Molo di sopraflutto”, area Porto Turistico di Vieste.

Con Ordinanza dell’Autorità Marittima visionabile con le allegate mappe sul sito http://guardiacostiera.gov.it/vieste/Pages/ordinanze.aspx , viene regolamentata  la circolazione nella restante area portuale, con particolare riguardo alla  disciplina dell’accesso e della sosta sulla banchina denominata “San Lorenzo” (cosiddetto molo peschereccio) che sarà fruibile per attività commerciale e dal personale marittimo imbarcato sulle unità da pesca, previo rilascio di apposita Autorizzazione.

La stessa Ordinanza  vieta l’utilizzo dello  scalo di alaggio della banchina di Ponente  e la sosta nell’area adiacente e sulla testata del molo di sopraflutto.

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La PA supporta l’Italia nel delicato momento della ripartenza che deve trasformarsi in vero e proprio rilancio. E la Funzione pubblica fa la sua parte, con un ingente sforzo finanziario, in favore dei piccoli comuni, per consentire loro di agganciare il treno dell’innovazione, della digitalizzazione e dell’efficienza, così da far avanzare in modo armonico tutto il sistema Paese.

È stato infatti pubblicato l’avviso per una manifestazione di interesse a partecipare al progetto “Rafforzamento della capacità amministrativa dei piccoli comuni” che si inserisce nella strategia “Governance e Capacità Istituzionale”, su cui il Dipartimento della funzione pubblica ha stanziato ben 42 milioni di euro per interventi a sostegno proprio dei comuni con meno di 5.000 abitanti, già gravati da carenze finanziarie e di organico che si sono ulteriormente accentuate a causa del Covid-19.

In Puglia ad esserne potenzialmente interessati sono 85 Comuni. 38 i piccoli Comuni di Capitanana. 6 appartenenti al Gargano:  (Peschici, Ischitella, Carpino, Serracapriola, Deliceto, Rodi Garganico, Zapponeta, Bovino, Ordona, Candela, Biccari, Orsara di Puglia, Pietramontecorvino, Poggio Imperiale, Accadia, Castelluccio dei Sauri, Rignano Garganico, Sant’Agata di Puglia, Rocchetta Sant’Antonio, Casalvecchio di Puglia, Volturino, Chieuti, Celenza Valfortore, Casalnuovo Monterotaro, Castelnuovo della Daunia, Castelluccio V., Anzano di Puglia, Roseto Valfortore, Monteleone di Puglia, San Marco la Catola, Carlantino, Alberona, Panni, Motta Montecorvino, Faeto, Isole Tremiti, Volturara Appula, Celle di San Vito)

Pubblicato in Società
Giovedì, 25 Giugno 2020 15:39

BOLLETTINO EPIDEMIOLOGICO 25 GIUGNO 2020

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi giovedì 25 giugno 2020 in Puglia, sono stati registrati 1896 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus ed è risultato positivo un (1) caso in provincia di Taranto.

Non sono stati registrati decessi.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 170.284 test.

Sono 3.814 i pazienti guariti.

173 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4.530 così divisi:

1.491 nella provincia di Bari

380 nella Provincia di Bat

659 nella Provincia di Brindisi;

1.170 nella Provincia di Foggia;

520 nella Provincia di Lecce;

281 nella Provincia di Taranto;

29 attribuiti a residenti fuori regione.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

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L’elogio dello Squadrone speciale dei Carabinieri da parte del sindaco di Vico del Gargano. L’appello: “Una parte del distaccamento continui a presidiare Jacotenente. “Nel cuore del Promontorio è necessario continuare a non abbassare la guardia”

“Lo Squadrone Carabinieri Cacciatori di Puglia ha fatto e sta facendo un lavoro eccellente nel dare più forza e sostegno all’azione dei militari dell’Arma per prevenire e contrastare i fenomeni criminosi, soprattutto grazie a un’azione di controllo di uno dei territori più impervi, ampi e articolati della regione.

A questi uomini e all’Arma dei Carabinieri va il mio ringraziamento personale e a nome della Comunità che rappresento per quanto stanno facendo e per quanto ancora faranno.

Nelle prossime settimane, è previsto che i Cacciatori di Puglia lascino la loro postazione di Jacotenente per essere trasferiti nella struttura dell’Aeronautica Militare dell’Aeroporto Amendola. Il mio auspicio e il mio appello alle istituzioni è che almeno una parte dello Squadrone resti nel sito di Jacotenente per continuare a integrare l’azione dei Carabinieri”.

E’ il sindaco di Vico del Gargano, Michele Sementino, a esprimere il proprio ringraziamento ai Cacciatori di Puglia e l’auspicio che la loro azione possa continuare a mantenere una postazione strategica per il controllo del territorio.“Il sito di Jacotenente è posto nel cuore del Gargano”, ha aggiunto Sementino, “in un luogo che, a raggiera, permette di raggiungere ogni altro posto del Promontorio in modo veloce, tempestivo. Vieste dista dall’Amendola circa un’ora, mentre Vico si trova ancora più lontano.

Sicuramente, alla base della decisione del trasferimento ci sono motivazioni ragionevoli, ma altrettanto solidi sono i motivi che mi inducono a chiedere che almeno una parte degli uomini e dei mezzi a disposizione dello Squadrone resti a Jacotenente”, ha spiegato il sindaco di Vico.

“Contatterò personalmente i miei colleghi sindaci del Gargano, perché sono sicuro che anche loro condividono la necessità di continuare ad avere sul nostro territorio un presidio che si è rivelato molto importante. Insieme collaboriamo per lo sviluppo di quest’area e, per fare in modo che quello sviluppo si realizzi, è necessario che l’azione dei Cacciatori di Puglia sia agevolata dal poter continuare ad avere un distaccamento di uomini nel cuore del comprensorio garganico.

Assieme agli altri colleghi sindaci, rilanceremo questo appello. Si parla molto di ripartenza dopo la fase più acuta e drammatica dell’emergenza Covid-19, io credo che ripartire significhi anche ricominciare dalle cose che hanno dimostrato di funzionare bene: una di queste è l’azione dei Cacciatori di Puglia”, ha concluso Sementino.

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Martedì scorso la Guardia di Fi­nanza di Foggia è stata nel Co­mune di Carpino per delle verifi­che e dei controlli. La notizia degli ac­certamenti ha fatto subito il giro del pic­colo paesino, circa 4mila anime, e le voci si sono rincorse come spesso capita in questi casi.

Informazioni ufficiali delle forze dell'or­dine non ce ne sono: i finanzieri, infatti, si sono trincerati dietro un "no comment" che presuppone massimo riser­bo sull'operazione. Secondo le voci e i rumor, pare che le Fiamme Gialle ab­biano condotto delle verifiche al primo piano della struttura, dove è ubicata la segreteria dell'Ente. Qualcuno parla anche di esposti presentati da alcuni ex dipendente, da cui sarebbe scaturita un’inchiesta. Tanto che la Guardia di Fi­nanza avrebbe portato via anche dei computer.

Mentre la minoranza sembra all’oscuro della vicenda, è stato il sindaco Rocco Di Brina a smentire le cosiddette chiac­chiere da bar. "Ci sono stati dei normali controlli che avvengono in tutti i Comu­ni - ha ribadito il primo cittadino a l'At­tacco -. Sono stati sequestrati dei com­puter? Non hanno preso nulla e ribadi­sco che si tratta di normali controlli che fanno in tutti i Comuni.

Assenteismo? No, non c'è nessun collegamento - ha ri­marcato Di Brina -, ho parlato con gli operatori delle forze dell'ordine e mi hanno detto che loro stanno facendo delle verifiche in tutti gli enti e basta, niente di che. Sono controlli di routine - ha aggiunto il sindaco di Carpino -, in effetti anche al­tri colleghi mi hanno detto la stessa co­sa. Di che cosa vanno ad occuparsi francamente non lo so, noi siamo stati a disposizione, abbiamo aperto gli uffici, acceso computer in maniera tranquilla: è un controllo generale, di routine", ha ribadito Di Brina.

Pietro Capuano
l’attacco

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