Nell'ambito di un giudizio civile e dando assoluta priorità ad un parente, il Tribunale di Foggia ha disposto l'affidamento di due bambini ad una famiglia di Vieste. Ma i Servizi Sociali del comune hanno collocato i fratellini (rispettivamente di 8 e 6 anni) in una comunità per i minori di Vico Garganico senza fornire alcuna spiegazione. Numerosi sono gli interrogativi che da due giorni, ovvero dall'entrata in Comunità, si sta ponendo il padre degli interessati. Da mesi l'uomo che ha portato alla luce la vicenda, assiste al carteggio sempre più fitto tra giudici, avvocati e assistenti sociali. Lo scorso aprile il Tribunale per i Minorenni di Bari, prospettando condotte materne pregiudizievoli, ordinò in via provvisoria e urgente l'affidamento dei piccoli al servizio sociale del Comune di Vieste. Si ritenne doveroso un approfondimento delle condizioni di vita degli stessi presso l'abitazione della madre, in quel di Mattinata. Si disponeva, altresì, ogni opportuno intervento di sostegno e il loro eventuale collocamento presso la casa paterna qualora fossero emersi elementi di grave pregiudizio a carico della donna. Alla luce di un'accentuata conflittualità tra le parti in causa, lo scorso giugno anche il Tribunale di Foggia ha disposto l'affidamento dei bimbi (per la durata di 8 mesi) ad una famiglia di Vieste. Si è inoltre valutata la possibilità di inserire i minori in un contesto familiare a loro vicino (nonni o altri parenti). Qualcosa tuttavia si è inceppata. Nonostante i nonni e la zia paterna avessero dato ampia disponibilità ad accogliere i fratellini, i Servizi sociali (pur nutrendo perplessità circa l'imparzialità dell'eventuale coppia affidataria) si erano espressi a favore della zia. Poi lo scenario cambia di colpo e i minori vengono trasferiti in una Comunità collocata in aperta campagna e lontana dal paese di origine. Il padre non si dà pace e pretende spiegazioni che ancora non arrivano.

Maria Girardi

Il Giornale

Pubblicato in Cronaca

Il Consiglio Comunale è convocato, in seduta di 1^ convocazione,  per il giorno 25-07-2019 (Giovedì) alle ore  9:30 e di 2^ convocazione per il giorno 26-07-2019 (Venerdì), alle ore 11:30, per la trattazione del seguente ordine del giorno:

  1. Ratifica delibera di G.C. n. n. 207 del 01.07.2019, all’oggetto: “X Variazione urgente al bilancio di previsione 2019/2021 ai sensi dell’art. 175 c. 4 del D.Lgs. 267 del 18.08.2000”.
  2. Ratifica delibera di G.C. n. 179 all’oggetto:” Adozione del progetto definitivo dei lavori di demolizione e ricostruzione ai fini dell’adeguamento sismico dell edificio scolastico “don Luigi Fasanella” per una spesa complessiva di euro 5.639.911,97. Aggiornamento progettuale 2019.
  3. Articoli 175 e 193 del D.Lgs. 18 agosto 2000: Variazione al Piano triennale dei LL.PP. 2019/2021 e  XI Variazione di assestamento generale del bilancio  di previsione finanziario 2019-2021.
  4. ” Modifica Regolamento IUC – Sostituzione art. 27″.
  5. Approvazione Regolamento disciplinante misure preventive per sostenere il contrasto dell’evasione dei tributi locali ai sensi dell’art. 15 ter del Decreto legge 30 aprile 2019, n. 34 così come modificato dalla L. di conversione 28 giugno 2019, n. 58;
  6. Documento strategico del commercio – Approvazione.
  7. Occupazione permanente di suolo pubblico per l’esecuzione dei lavori di realizzazione di un impianto ascensore esterno per eliminazione di barriere architettoniche presso il fabbricato residenziale alla Via Dott. Giuliani n.27 .
  8. Dichiarazione pubblico interesse e adozione dichiarazione inesistenza di prevalenti interessi pubblici ai sensi dell’art. 31, comma 5, dpr 380/2001 e s.m.i. al mantenimento di manufatti realizzati in assenza di titolo edilizio nel territorio del comune di Vieste.
  9. Adeguamento all’araldica nazionale dello Stemma e del Gonfalone comunale.

 Il Presidente del Consiglio F.F.

Alessandro SIENA

Pubblicato in Politica

Venerdì 26 luglio al Ristorante IL CAPRICCIO, dalle ore 21,30 tornano gli APERITIVI LETTERARI.

Daniele è un giovane poeta oppresso da un affanno sconosciuto, “una malattia invisibile all’altezza del cuore, o del cervello”. Si rifiuta di obbedire automaticamente ai riti cui sembra sottostare l’umanità: trovare un lavoro, farsi una famiglia… la sua vita è attratta piuttosto dal gorgo del vuoto, e da quattro anni è in caduta “precisa come un tuffo da olimpionico”. Non ha più nemmeno la forza di scrivere, e la sua esistenza sembra priva di uno scopo. È per i suoi genitori che Daniele prova a chiedere aiuto, deve riuscire a sopravvivere, lo farà attraverso il lavoro. Il 3 marzo del 1999 firma un contratto con una cooperativa legata all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

In questa “casa” speciale, abitata dai bambini segnati dalla malattia, sono molti gli sguardi che incontra e che via via lo spingeranno a porsi una domanda scomoda: perché, se la sofferenza pare essere l’unica legge che governa il mondo, vale comunque la pena di vivere e provare a costruire qualcosa?

Le risposte arriveranno, al di là di qualsiasi retorica e con deflagrante potenza, dall’esperienza quotidiana di fatica e solidarietà tra compagni di lavoro, in un luogo come il Bambino Gesù, in cui l’essenza della vita si mostra in tutta la sua brutalità e negli squarci di inattesa bellezza. Qui Daniele sentirà dentro di sé un invito sempre più imperioso a non chiudere gli occhi, e lo accoglierà come un dono.

Con la lingua precisa e affilata del poeta, Daniele Mencarelli ci offre con grazia cruda il racconto coraggioso del rifugio cercato nell’alcol, della spirale di solitudine, prostrazione e vergogna di quegli anni bui, e della progressiva liberazione dalla sofferenza fino alla straordinaria rinascita.

«A Foggia continuano a operare le tre batteria della “Società”: i clan Sinesi/Francavilla; Moretti/Pellegrino/Lanza e Trisciuoglio/Prencipe/Tolonese; pur se sono state fortemente ridimensionate dalle attività investigative e giudiziarie restano particolarmente at­tive nel traffico degli stupefacenti e nelle estorsioni, riuscendo a specializzarsi an­che nel riciclaggio». Così la Dia esa­minando la situazione del capoluogo dauno, e ponendo grande importanza al blitz «Decima Azione» che il 30 novembre scorso sfociato in 30 arresti per mafia (colpiti i primi due clan), estorsioni e tentato omicidio. «L’inchiesta ha messo in evidenza l’operatività ed alcune pe­culiarità fondamentali della società fog­giana: la suddivisione in batterie, coa­gulate per gruppi familiari, tali da as­sicurare un forte collegamento tra i rispettivi membri; la determinazione de­gli equilibri attraverso la regola del più “forte”, ovvero l’eliminazione fisica degli avversari; la creazione di sistemi cen­tralizzati di gestione degli illeciti pro­venti, per assicurare la ripartizione dei guadagni tra i sodali in libertà, de­stinatari dello stipendio, e di quelli ar­restati, mediante l’assunzione delle spese di mantenimento e di assistenza legale; il controllo capillare delle attività econo­miche, mediante una attività estorsiva a tappeto. A sovrintendere al “rapporto federativo” tra le tre batterie (che restano dotate di autonomia decisionale) avrebbe provveduto un nucleo direttivo composto dai boss Roberto Sinesi, Rocco Moretti e Vito Bruno Lanza, attraverso figure di raccordo, selezionate nei rispettivi ran­ghi, per la conduzione in comune di affari particolarmente rilevanti, tra cui ap­punto la conduzione della cassa comune ed il controllo della cosiddetta lista delle estorsioni, documento nel quale erano analiticamente registrate le persone sot­toposte al racket». Le indagini sfociate nel blitz «Decima azione» hanno anche «ricostruito i mag­matici e contraddittori rapporti tra le batterie Sinesi-Francavilla e Moretti-Pellegrino/Lanza, che nonostante i con­trasti mai sopiti, attraverso tali inter­locutori, avrebbero gestito frizioni e cri­ticità in nome di interessi comuni. Il provvedimento ha ricostruito anche il modulo organizzativo adottato all’inter­no delle cosche, basato su vincoli familiari, imposizione di regole interne, ricorso a rituali di affiliazione e ripartizione dei ruoli secondo qualifiche gerarchiche (individuate attraverso un gergo tipicamente mafioso ispirato ai canoni strutturali ed operativi della ‘ndrangheta). L’inchiesta, infine, ha po­sto l’accento sulla “crescita professio­nale” del tessuto mafioso foggiano, con riferimento all’evoluzione del fenomeno estorsivo dal modello tradizionale del racket fatto di minacce esplicite, ad una modalità d’azione più subdola, in cui l’intimidazione viene fatta percepire alla vittima attraverso l’appartenenza all’as­sociazione (cosiddetta estorsione am­bientale). Ed è stato proprio nell’ambito di tali rinnovate strategie che «potrebbe essere stato deciso l’omicidio, avvenuto il 15 novembre 2018, di un noto pluripregiudicato foggiano» (Rodolfo Bruno ri­tenuto legato al clan Moretti venne as­sassinato in un bar sulla circunvallazione da tre killer ancora ignoti ndr) «che, pur essendo uno degli ultimi soggetti deputati al ruolo di cassiere comune, per il suo passato costituiva un elemento potenzialmente destabilizzante rispetto alla più moderna politica di cogestione degli affari illeciti».

gazzettacapitanata

Pubblicato in Società

Uno dei fronti più «caldi» in Capitanata sul fronte della lotta alla mafia resta il Gargano «connotato dalla presenza di una pluralità di gruppi criminali con forte vocazione verticistica, basati essenzialmente su vincoli fa­miliari, gerarchicamente non legati tra loro, ma influenzati, attraverso antitetiche alleanze, dalle diverse batterie della “Società foggia­na”». Così la Dia nella analisi della situazione sul promontorio dove ci sono gruppi «dediti prevalentemente a traffico di droga; estorsioni (anche attraverso l’imposizione di guardiania abusiva in strutture ricettive e cantieri); furti; rapine ai portavalori; riciclaggio di denaro sporco in attività commerciali». Quali sono i gruppi principali? I Libergolis e gli ex amici e attuali rivali Romito. «I Libergolis originari di Monte Sant’Angelo operano in sinergia» scri­ve la Dia «con altri sodalizi della zona e con il clan foggiano Francavilla; e sono in conflitto con il pian Romito-Gentile» (Francesco Pio Gentile è stato ucciso a Mattinata lo scorso 21 marzo) «di Manfredonia-Mattinata, che vanta rapporti con i clan Moretti e Trisciuoglio della “Società foggiana”; con la malavita di Ce­rignola; e con gruppi del promontorio gar- ganico, in particolare di Vieste e Monte Sant’Angelo».

«La contrapposizione tra i clan Libergolis Romito si ripercuote anche nella faida di Vieste» (dal 2015 ad oggi 10 morti, 1 lupara bianca, 5 agguati falliti) «essendo i Libergolis schierati con il gruppo Iannoli-Perna» (Gi­rolamo Perna è stato ucciso lo scorso 26 aprile); «mentre i Romito risultano alleato del gruppi Raduano su Vieste e del gruppo Ricucci della frazione Macchia di Monte Sant’Angelo». La Dia dà atto dell’«incisivo intervento delle forze di polizia, determinante nel bloccare la stagione di sangue che aveva caratterizzato il primo semestre del 2018» (un ferimento e tre omicidi) «originata dallo scontro tra i gruppi Raduano e Iannoli-Perna. In particolare le operazioni “Neve Fresca”» (arresto di Ra­duano e tre compaesani del 7 agosto 2018 per droga ed armi) «e “Agosto di Fuoco”» (10 arresti per droga e armi nel gruppo Iannoli tra agosto e novembre scorsi) «oltre a conclamare resistenza di quest’ultimi “nuovi” clan quale risultato della sanguinosa scissione nell’am­bito del clan Notarangelo, ne hanno descritto assetti, equilibri e sinergie. Hanno, altresì evidenziato le due indagini antidroga come l’oggetto della contesa tra i sodalizi fosse il controllo delle attività illecite a Vieste, con­fermando l’importanza strategica della cit­tadina sia nel traffico degli stupefacenti, sia nelle attività di estorsione e riciclaggio».

«In un contesto territoriale segnato da un forte dinamismo criminale, le più recenti acquisizioni investigative» si legge ancora nella relazione della Dia «confermano la spic­cata vocazione dei sodalizi garganici al nar­cotraffico internazionale, realizzato attraverso proficue joint venture con criminali albanesi, ai quali viene garantito lo sbarco degli stu­pefacenti (soprattutto marijuana), in larga scala, sulla litoranea garganica; nonché la gestione a livello locale di una florida piazza di spaccio durante il periodo estivo. L’operazione “Neve Fresca” ha posto in evidenza la caratura criminale del capoclan Marco Raduano, con­notato da capacità di coordinare, comandare e finanziare le attività del clan di cui, in tempi brevi è diventato elemento di vertice in­discusso, forte anche dell’appoggio dei Ro­mito-Gentile e dei Ricucci e della malavita di Cerignola. L’indagine ha delineato, inoltre, le caratteristiche fondamentali dell’organizza­zione, che presenta una struttura verticistica con ferree gerarchie, metodologia mafiosa, gestione di una cassa comune, disponibilità di risorse ed uomini, nonché di luoghi (masserie, terreni e casolari) dove tenere i summit e nascondere stupefacenti e armi. L’operazione “ Agosto di Fuoco” (originata dalle indagini in ordine all’omicidio di un elemento apicale della famiglia Notarangelo) ha riguardato in­vece il gruppo Perna-Iannoli, impegnato nel tentativo di colmare i vuoti creatisi nel ri­fornimento delle piazze di spaccio a seguito dagli arresti subiti dal gruppo Raduano». Spaziando poi nel campo delle alleanze sul Gargano, la Dia rimarca come «federato ai Libergolis è anche il gruppo Martino che gravita su San Marco in Lamis. A San Ni­candro Garganico gravitano in contrasto tra loro il gruppo Ciavarrella-Giovanditto (in­debolito dall’arresto della gran parte dei so­dali) ed il clan Tarantino, che sembrerebbe invece in fase di ripresa. Su Vieste opera anche il gruppo Frattaruolo con propaggini su Man­fredonia; mentre il clan Prencipe è originario di San Giovanni Rotondo. Tutti questi gruppi sono attivi nello spaccio di droga, anche con la gestione di piantagioni di cannabis, e nelle estorsioni a imprenditori». Il secondo semestre del 2018 ha segnato anche una svolta nelle indagini sulla strage di mafia avvenuta la mattina del 9 agosto del 2017 sulla strada Pedegarganica vicino San Marco in Lamis quando un commando di killer pur di uccidere il manfredoniano Mario Luciano Romito scarcerato da pochi giorni, uccise anche il cognato Matteo De Palma che gli faceva da autista e i fratelli Aurelio e Luigi Luciani agricoltori sammarchesi in transito con la loro auto. «Il 16 ottobre 2018 i ca­rabinieri» ricorda la Dia «hanno arrestato uno dei presunti autori del quadruplice omicidio» - il manfredoniano Giovanni Caterino che avrebbe pedinato Romito anche il giorno dell’agguato, il processo è in corso in corte d’assise e l’imputato si dice innocente - «ri­tenuto legato ai Libergolis: gli viene contestata l’aggravante della mafiosità sia per la par­ticolare efferatezza sia per le finalità per­seguite, connesse alla volontà della cosca Libergolis di condizionare, attraverso l’eli­minazione del boss Romito, gli equilibri cri­minali dell’intera area garganica. L’inchiesta sulla strage ha fatto luce, tra l’altro, sul presunto coinvolgimento nel quadruplice omi­cidio di un altro pregiudicato appartenente alla mafia garganica» (il manfredoniano Sa­verio Tucci) «rimasto egli stesso ucciso ad Amsterdam, il successivo 12 ottobre 2017, in circostanze non chiare e per mano di un reo confesso» (il manfredoniano Carlo Magno poi diventato collaboratore di Giustizia) «il quale avrebbe appreso direttamente dalla vittima i dettagli sull’eliminazione del boss Mario Lu­ciano Romito. Gli esiti dell’indagine sulla strage, nel confermare quale reggente del clan il nipote del patriarca Libergolis (vista la detenzione di altri elementi apicali) hanno, inoltre, ricostruito gli appoggi su cui gli stessi Libergolis possono contare nell’intero pro­montorio, in particolare, da parte delle fa­miglie Tarantino di San Nicandro Garganico e Lombardi (detti i Lombardone) di Monte Sant’Angelo; nonché il rapporto sempre più organico tra il gruppo Ricucci ei Gentile-Ro­mito»

gazzettacapitanata

Pubblicato in Società

«Nella mafia foggiana sono riscontrate forme di emulazio­ne dei “comportamenti” ‘ndranghetisti: analoghi rituali di affiliazione, ripartizione dei ruoli, qualifiche e gerarchie de­finite con il gergo tipico della criminalità calabrese, come emerso nell’ambito dell’opera­zione “Decima Azione” del 30 novembre 2018» (30 arresti a Foggia per mafia, estorsioni e tentato omicidio ndr) «Tuttavia l’efferatezza con la quale la cri­minalità organizzata dauna continua a manifestarsi costi­tuisce, ad oggi, il netto discri­men con la ‘ndrangheta, che sembra invece preferire una presenza silente sul territorio, evitando azioni eclatanti». Lo scrive la Direzione investiga­tiva antimafia nazionale nelle 11 pagine (delle 568 complessi­ve) nella relazione al Parlamen­to della situazione delle mafie in Italia nel secondo semestre 2018. In Capitanata - ribadisce la Dia - esistono tre distinte or­ganizzazioni: «Società foggia­na» su Foggia e San Severo; ma­fia cerignolana; e mafia garganica non più e da tempo riunita sotto il clan dei montanari ma contrassegnata da vari clan in guerra tra loro.

«Pur permanendo la suddi­visione tra le tre distinte mafie del Foggiano, continua la ricerca di sinergie al fine di su­perare le difficoltà contingenti, in particolare laddove gli equi­libri non sono ancora definiti (come a Vieste), ovvero risul­tano dissestati dagli interventi, preventivi e repressivi, delle istituzioni. Elementi a sostegno di questa chiave di lettura» se­condo la Dia «si possono desumere in primo luogo, dalla po­sizione di centralità assunta della “Società foggiana” attra­verso la progressiva espansio­ne nei territori della provincia e la ricerca di convergenze fi­nalizzate ad una gestione mo­nopolistica delle attività illeci­te, in particolare del traffico de­gli stupefacenti. I numerosi ar­resti e gli importanti sequestri di droga effettuati attestano il Foggiano» (e le coste garganiche principalmente ndr) «come uno snodo fondamentale nel merca­to della marijuana, sia che l’approvvigionamento avvenga dall’Albania, sia che avvenga dalle consistenti piantagioni lo­cali. In entrambi i casi si assiste ad un sempre maggiore coin­volgimento ed integrazione dei gruppi albanesi sul territorio, assieme a soggetti del posto, nella coltivazione di marijuana». Una parte del re­lazione del «caso Foggia» riguarda l’intermediazione illecita nel lavoro. «Tra le forme d’in­filtrazione crimi­nale nel comparto agroalimentare, si registra ancora la piaga del caporalato riportata alla ri­balta delle crona­che dalle stragi del­la strada del 4 e del 6 agosto 2018, nelle quali hanno perso la vita 16 giovani braccianti africani, peraltro ricordati nella “gior­nata della memoria” delle vit­time di mafia che annualmente organizza l’associazione Libe­ra. La problematica è alimen­tata da parte dell’economia lo­cale che non esita a sfruttare manodopera clandestina a bas­so costo, cosa che impone una riflessione sulla necessità di ri­pristinare una filiera etica di certificazione del lavoro». Quanto agli affari dei mafiosi «il traffico degli stupefacenti co­stituisce il business fondamen­tale alla base dell’economia il­legale dei gruppi mafiosi fog­giani; e con esso le estorsioni e i reati contro il patrimonio si confermano settori di primario interesse. Tuttavia, vanno rile­vati» dice la Dia «i preoccupanti profili evolutivi che connotano oggi le attività di riciclaggio poste in essere dalle organizzazio­ni criminali daune, le quali mo­strano sempre più considerevo­li livelli di specializzazione e capacità di sfruttare contesti “ambientali” particolarmente esposti (come società ed azien­de in difficoltà economica), av­valendosi, all’occorrenza, di fi­gure professionali colluse». C’è poi l’accento sull’«interesse della criminalità verso la pubblica amministrazione, già emersa in occasione dello scio­glimento delle amministrazio­ni comunali di Monte Sant’An­gelo (luglio 2015) e Mattinata (marzo 2018)» (si attende ora l’esito delle commissioni d’ac­cesso ai Comuni di Manfredo­nia e Cerignola) «ha trovato ri­scontro, nel corso del secondo semestre 2018, nei numerosi provvedimenti interdittivi emessi dal prefetto di Foggia nei confronti di imprese risultate in qualche modo condizio­nate dai sodalizi del posto. Si segnala, in particolare, il provvedimento disposto, per colle­gamenti con il clan Romito di Manfredonia nei confronti di un’impresa titolare di una con­cessione demaniale marittima per la gestione di uno stabili­mento balneare. La misura am­ministrativa è stata adottata in attuazione di un protocollo di legalità stipulato tra Prefettura ed i comuni rivieraschi, inteso ad estendere la preliminare va­lutazione antimafia alle impre­se che svolgono attività ricet­tive»

gazzettacapitanata

Pubblicato in Società

PERCHE’ HOMO MIGRANS

Non ho ancora conosciuto qualcuno che non abbia un parente o un amico emigrato in un’altra città, in un’altra regione o in un altro Paese del mondo. Noi stessi, nell’arco della nostra vita, siamo stati, o siamo ancora, emigranti.

Questo fenomeno, come ci raccontano anche gli studiosi del genoma umano, non è affatto nuovo: Homo Sapiens, la specie vivente a cui apparteniamo, è partito dall’Africa più di centomila anni fa per colonizzare l’intero pianeta. La spinta migratoria originaria non si è mai fermata ed è alimentata principalmente dalla necessità: raramente è frutto di scelta spontanea e quasi tutti preferirebbero rimanere nel luogo delle origini. Non è un caso che il luogo delle origini sia stato quasi sempre mitizzato e vissuto come il posto, reale o simbolico, in cui, prima o poi, ritornare.

Homo Sapiens è partito dall’Africa, appunto. Per buona pace dei suprematisti bianchi, l’origine di tutti gli uomini è africana e solo a causa delle migrazioni e solo in virtù dell’adattamento a climi e ambienti diversi, oggi ci sono uomini bianchi, gialli, rossi, con capelli e occhi di colori diversi, stature medie e corporature differenti, insomma, quelle che impropriamente qualcuno chiama ancora razze. Che razze non sono affatto, ma solo diverse popolazioni di una unica specie, quella umana.

Chi sostiene la superiorità genetica dei bianchi sui neri, o viceversa dei neri sui bianchi, semplicemente si sbaglia, perché non risulta esistere nessuna superiorità genetica. E neanche culturale. Ritenere la propria cultura superiore a quella degli altri è una tentazione di tutti: è una caratteristica delle comunità umane, piccole o grandi che siano, villaggi oppure nazioni, sentirsi al centro del mondo, anzi, il centro del mondo. Non esiste superiorità ma solo diversità culturale, che può essere vissuta come una ricchezza o come una minaccia. O come una minaccia strumentale, alimentata ad arte per assecondare paure, sulla quali speculare per accumulare potere.

Questa edizione di FestambienteSud, la numero XV, vuole raccontare il fenomeno della migrazione umana partendo dal nostro punto di osservazione, quello italiano del 2019 e quello indotto dalla emergenza climatica, destinata a crescere con l’aggravarsi di un problema che il mondo sembra non voler vedere e affrontare con decisione.

In Italia, ed in Europa, esistono oggi immigrati regolari o clandestini, rifugiati politici e climatici, migranti economici, che vengono dall’Africa, dall’Asia o dal Sud America. Essi contribuiscono a mutare il panorama etnico e culturale rispetto all’Italia della prima metà del ‘900.

Oggi in Italia c’è il mondo intero.

Poi esistono gli italiani nel mondo, emigrati a ondate diverse, dalla fine dell’800 fino a oggi: si calcola che attualmente sono più i giovani italiani che vanno via dall’Italia rispetto ai giovani immigrati che arrivano in Italia. Il risultato è una popolazione sempre più vecchia, che non trattiene i suoi giovani e si rifiuta di accogliere i nuovi giovani, negandogli persino lo jus soli. Di questo passo la prospettiva è il declino. Inoltre, la svolta nelle politiche di accoglienza, che non è fenomeno solo italiano, probabilmente colpirà pesantemente anche i nostri giovani emigrati.

Il mondo in Italia e gli Italiani nel mondo sono, insomma, due facce di uno stesso fenomeno antico e attuale, quello della migrazione costante di una specie vivente inquieta, molto flessibile e capace di adattarsi a situazioni molto diverse. Fenomeno che merita di essere dibattuto e non lasciato alla superficilale brutalità degli slogan.

Nel Festival ne parleremo nel corso dei numerosi incontri, ma anche con gli eventi di musica, teatro e arte, che, da diverse angolazioni, nei contenuti artistici o nella biografia degli autori e degli interpreti, raccontano i mille volti dell’irrefrenabile Homo Migrans.

Buon festival

Franco Salcuni, Legambiente

----------------------

IL PROGRAMMA

FestambienteSud è il festival nazionale di Legambiente per il Sud Italia.

 

Sostenuto da:

REGIONE PUGLIA e FSC 2014-20, nell’ambito del programma triennale per lo spettacolo dal vivo

COMUNE DI VIESTE

PARCO NAZIONALE DEL GARGANO

COMUNE DI MONTE SANT’ANGELO

 

Del partenariato sociale fanno parte:

Caritas Italiana con il progetto Presidio

Confcommercio Foggia

Gal Gargano

Ecogargano scrl

Andrea Pacilli Editore

Kosmonauts

Associazione culturale Insieme per

Collateral

Retegargano.it

La rinascita dei trabucchi storici

FestambienteSud azzera le emissioni con un progetto di AzzeroCO2

25/07 MONTE SANT’ANGELO ore 19 / largo Tomba di Rotari

APERTURA DI FESTAMBIENTESUD con GIORGIO ZAMPETTI, dir. generale di Legambiente e i RAPPRESENTANTI DI ISTITUZIONI E PARTENARIATO SOCIALE.

PERCHE‘ HOMO MIGRANS relazione di apertura di FRANCO SALCUNI

segue inaugurazione della mostra COSI’ LONTANO, COSI‘ VICINO con gli ideatori MARCO & ANDREA NASUTO e DON LUCIANO VERGURA

Progetto Presidio di Caritas Italiana

ore 21 / piazza del Galganis

THE GREEN CAVE BROTHERS / ingresso libero

segue SANDRO JOYEUX MIGRANT TOUR / ingresso libero

26/07 MONTE SANT’ANGELO ore 18 / largo Tomba di Rotari

INTRODUZIONE ALL’INCISIONE E ALLA STAMPA TIPOGRAFICA laboratorio con RAFFAELLO MARGHERI E MATTEO TOTARO Presso “Officina del giorno dopo”, la partecipazione è gratuita ma è consigliata la prenotazione al n. 388 1128992 ore 19 / largo Tomba di Rotari

MIGRANTI E TERRITORIO,

UNA RELAZIONE DA COSTRUIRE, UNA SFIDA DA VINCERE

Interventi: prefetto RAFFAELE GRASSI, STEFANO CAMPESE, CATERINA BOCA,

GIORGIO ZAMPETTI, ROCCO DI BRINA, DANIELE IACOVELLI,

CLAUDIO DE MARTINO. Modera il giornalista TONI MIRA

Progetto Presidio di Caritas Italiana ore 21 / auditorium del Santuario di San Michele

ENRICO RAVA in SPECIAL EDITION 80TH ANNIVERSARY

ingresso con ticket: www.vivaticket.it / info 0884562299 nel corso dell’evento l’artista LUCA PUGLIESE donerà l’opera pittorica L’ARCANGELO MICHELE al Santuario.

ore 22.30 / piazza de Galganis

KALIFOO GROUND / ingresso libero

Progetto Presidio di Caritas Italiana

27/07 MONTE SANT’ANGELO ore 18 / largo Tomba di Rotari

INTRODUZIONE ALL’INCISIONE E ALLA STAMPA TIPOGRAFICA laboratorio con RAFFAELLO MARGHERI E MATTEO TOTARO

Presso “Officina del giorno dopo”, la partecipazione è gratuita ma è consigliata la prenotazione al n. 388 1128992 ore 19 / largo Tomba di Rotari presentazione del romanzo

QUALCOSA, LA’ FUORI

SEBASTIANO VENNERI dialoga con l’autore BRUNO ARPAIA

ore 21 / auditorium del Santuario di San Michele

CHIARA CIVELLO con Mirko Signorile Trio

ingresso con ticket: www.vivaticket.it / info 0884562299

ore 22.30 / piazza de Galganis

QUINTORIGO / ingresso libero

28/07 CASTELLO DI MONTE SANT’ANGELO

anteprima del Teatro Civile Festival tutti gli eventi sono a ingresso libero

La storia è ricca di viaggiatori e migranti. Soprattutto la storia italiana, che spesso viene narrata come un avvicendarsi di dominazioni straniere. Quelle “dominazioni” altro non erano che esperienze di migrazione. Il Sud ne ha conosciute tante, tra queste ne abbiamo scelte due: quella dei Normanni, che una certa tradizione storiografica li fa pellegrini al Santuario di San Michele nel momento in cui, a loro modo, “trovano lavoro” al Sud; quella degli Svevi, che intrecciarono le loro esistenze con il Mezzogiorno e con la Puglia in particolare. Entrambi questi popoli hanno a che fare con la storia del Castello di Monte Sant’Angelo.

ore 20 / presentazione

ARTHUR E JIM A MONTE PER UN GIORNO

una proposta di laboratorio teatrale a cura di Pierluigi Bevilacqua ore 20.30 / spettacolo teatrale

BALLATA PER I NORMANNI

di Bottega degli Apocrifi

ore 21.30 / spettacolo teatrale

HAREM, LE DONNE DI FEDERICO

di Carla De Girolamo

29/07 VIESTE

ore 19 / tramonto alla ripa LUCA PUGLIESE partecipazione gratuita ma a numero limitato, necessaria la prenotazione tel. 379 117 5345

ore 21 / Marina Piccola breve confronto tra il presidente nazionale di Legambiente STEFANO CIAFANI e il sindaco di Vieste GIUSEPPE NOBILETTI. Segue accensione dell’istallazione

SIAMO NOI, SIAMO IN TANTI di LUCA PUGLIESE segue concerto

DANIELE SEPE feat. Hamid Drake in THE CAT WITH THE HAT

ingresso libero

segue official after party presso BOMA LIQUID BAR 2.0

30/07 VIESTE

ore 19 / tramonto località Porticello

VINCE ABBRACIANTE & GRACE FALCONE

partecipazione gratuita ma a numero limitato, necessaria la prenotazione tel. 379 117 5345

ore 21 / Marina Piccola

FRANCESCO BEARZATTI tinissima 4th in X (SUITE FOR MALCOLM)

ingresso libero

segue official after party presso BLOCCO SETTE WINE BAR

31/07 VIESTE

ore 6 / alba al Trabucco San Lorenzo

PASTA NERA JAZZ PROJECT in PASTA NERA

partecipazione gratuita ma a numero limitato, necessaria la prenotazione tel. 379 117 5345

ore 12 / Foresta Umbra – appuntamento località baracconi

GIULIANA DE DONNO arpa

partecipazione gratuita ma a numero limitato, necessaria la prenotazione tel. 379 117 5345

ore 19 / tramonto in piazzetta petrone

DANIELE DI BONAVENTURA bandoneon

ingresso libero

ore 21 / Marina Piccola

FELICE LIMOSANI video performace

segue

PAOLO FRESU & DANIELE DI BONAVENTURA trio with JACQUES MORELEMBAUM

ingresso libero

segue official after party presso IL CAPRICCIO

FESTAMBIENTESUD

VIESTE LIVE

progetto speciale

01/08 VIESTE

ore / 21.30 marina piccola

MURUBUTU / ingresso libero in TENEBRA E’ LA NOTTE (open Totò Nasty & Untouch)

segue official after party presso BOMA LIQUID BAR 2.0

02/08 VIESTE

ore 21.30 / marina piccola (apertura porte ore 18.30)

GORAN BREGOVIC in THREE LETTERS FROM SARAJEVO

ingresso con ticket - www.vivaticket.it - info 379 117 5345

segue official after party in Marina Piccola con Frank Malosti

ingresso libero

03/08 VIESTE

ore 21.30 / Marina Piccola

ALBOROSIE in 25TH ANNIVERSARY TOUR (open Big Foot Sound)

ingresso con ticket - www.vivaticket.it - info 379 117 5345

segue in Marina Piccola dj set con Big Foot Sound / ingresso libero

segue official after party presso ULTIMA SPIAGGIA

04/08 VIESTE

ore 21.30 / Marina Piccola

ALESSANDRO QUARTA duo recital / ingresso libero with Giuseppe Magagnino in PIAZZOLLA & THE HISTORY OF JAZZ

in partnership con Club per l’UNESCO di Foggia per raccolta fondi

aula ascolto minori del Tribunale di Foggia

segue official after party presso IL CAPRICCIO

LE INSTALLAZIONI ARTISTICHE DI FESTAMBIENTESUD XV

urban installation

dal 25 al 28/07 MONTE SANT’ANGELO

COSI’ LONTANO, COSI‘ VICINO

ideata da MARCO & ANDREA NASUTO

Progetto Presidio di Caritas Italiana, inaugurazione 25/o7

urban installation

dal 29/07 al 04/08 VIESTE

SIAMO NOI, SIAMO IN TANTI

ideata e realizzata da LUCA PUGLIESE

inaugurazione 29/07

LE IMPRESE CHE CI SOSTENGONO

MAIN SPONSOR

Agritre

Gattarella resort / 0884 703111

Hotel delle More / 0884 701445

Ristorante il Capriccio / 0884 705073

SPONSOR

Pizzomunno Palace Hotel / 0884 708741

Palace Hotel Vieste / 0884 701218

Hotel I Melograni / 0884 706591

Hotel Gargano / 0884 700911

Hotel 2 Mari / 0884 706331

Hotel Vela Velo / 0884 706303

Villaggio Passo dell’Arciprete / 0884 706643

Antica tradizione liquori Artigianali / 0884 090439

Ristorante Medioevo (Monte Sant’Angelo) / 0884 565356

Ristorante Pizzeria Bella Napoli / 0884 707133

Taverna al Cantinone / 0884 662849

Ristorante Arcaroli / 0884 707130

Ristorante Piazzetta Petrone / 0884 706453

Ristorante Vecchia Vieste / 0884 707083

Ristorante Al Tramonto / 0884 594581

Ristorante Al Dragone / 0884 701212

Boma liquid bar 2.0 / 346 4074967

Blocco Sette wine bar / 340 4754528

Si ringrazia per il contributo:

B&B Manfredi / Bar Brezza / Bar Seggio / Bolle di Bimbo / Bolle di Sapone / Gustus / Hotel Cristalda / Lido Albatros / Lido Helios / Lido San Lorenzo / Nautica il Faro / Pub Reload / Viestemare club vacanze / Vieste in Barca / Villaggio Tufara / Voglia di Pizza

Organizzazione e direzione Legambiente FestambienteSud

Segreteria organizzativa Green Cave di FestambienteSud

via Garibaldi 27 - Monte Sant’Angelo (Fg)

tel. 379 117 5345

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.festambientesud.it

----------------------------------------------

Pubblicato in Manifestazioni
Venerdì, 19 Luglio 2019 15:15

Vieste/ Serata dedicata al Kick Boxing

Per il Vieste Summer Festival questa sera è tempo di Kick Boxing & Martial Arts. Alla Marina Piccola dalle ore 20,00.

Pubblicato in Sport

Dopo l'ufficialità del ritorno di Simone Ricucci in casa Atletico Vieste arriva anche la prima riconferma. Vestirà infatti ancora biancazzurro l'attaccante viestano classe '94 Matteo De Vita. De Vita esordisce da Juniores in Eccellenza pugliese nel 2011/2012 con l'Atletico Vieste siglando tra l'altro la sua prima rete in trasferta sul campo del Corato. Segue l'esperienza in Campania con la maglia della Bisaccese prima di fare ritorno nella sua città. Nella passata stagione è andato a referto per 3 volte.

Ignazio Silvestri

Pubblicato in Sport
Pagina 1 di 310

retegargano.it supplemento on line de Il Faro settimanale.- Reg. Tribunale Foggia n.6 dell'11 giugno 1996
p.zza Kennedy, 1 - Vieste (FG) - info@retegargano.it
Direttore responsabile: ninì delli Santi

- Rete Gargano - Notizie dal Promontorio -