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«Non ci sono più alibi per il “Gino Lisa”»

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 «L’impegno della Regione Puglia per il potenziamento della dotazione infrastrutturale e delle rete dei trasporti è tangibile, al contrario di quello che è avvenuto con il precedente governo di centrodestra, incapace di elaborare una chiara strategia di programmazione». Mario Loizzo, assessore regionale ai Trasporti, intervenendo alla Festa dei Diritti organizzata dalla Cgil di Foggia, traccia un bilancio della situazione della Capitanata. Un bilancio fatto purtroppo ancora di molte ombre, ma anche di luci che si iniziano ad intravedere in un’ottica di «sistema» e nella consapevolezza della centralità del tema dei trasporti e della sua «intermodalità». «Da anni in Capitanata è in atto un dibattito serrato sul futuro dell’aeroporto “Gino Lisa” – ha detto Loizzo -, ma ritengo che oggi finalmente si possa seriamente inziare a discutere della reale possibilità di riattivare i collegamenti aerei». Dopo il rilascio da parte dell’Enac dell’autorizzazione relativa ai controlli sulla sicurezza «allo scalo foggiano non manca più nulla per tornare ad essere funzionale». «I 12 milioni di euro – ha aggiunto l’assessore regionale – che abbiamo destinato all’allungamento della pista (che sarà portata a 1600 metri per garantire l’atterraggio dei velivoli “737” da 150 posti) sono una certezza. Entro dicembre saranno aggiundicati i lavori e credo che nel giro di sette-otto mesi tutto sarà pronto. I lavori di allungamento non intralceranno una eventuale attività aerea, perché la ditta aggiudicatrice dovrà sospenderli in corrispondenza degli orari di partenza e di atterraggio dei voli». Il vero problema, dunque, riguarda «l’appetibilità» del «Lisa», che secondo Loizzo continua ad essere estremamente bassa. «Nonostante questo intervento infrastrutturale – ha spiegato Loizzo – ad oggi non ci risulta che nessuna compagnia, neppure la “Itali Airlines” che ha stipulato un contratto con il consorzio “Promodaunia”, abbia formalizzato una richiesta di attivazione di collegamenti alla società “Aeroporti Puglia”». Ma il «Gino Lisa» è solo una delle questioni sul tavolo dello sviluppo della provincia di Foggia. L’Interporto di Cerignola è ancora una sorta di cattedrale nel deserto. E sulla struttura ofantina Loizzo ha chiarito che si tratta di una questione che attiene la classe imprenditoriale più che la politica: «L’interporto è una straordinaria risorsa del territorio che però non può essere gestita dal Comune o da altri enti pubblici. Per un suo concreto decollo è fondamentale che vi sia una classe imprenditoria che si candidi ad occuparsene e con la quale siamo disposti a confrontarci». Diversa la situazione del porto di Manfredonia, dove la partita è più complessa. «Con il Servizio Opere Marittime di Bari – ha annunciato l’assessore – siamo riusciti ad ottenere un ripristino della struttura e a ravvivare l’interesse nei suoi confronti riuscendo a bloccare finanziamenti per circa 60 milioni di euro. Tuttavia va chiarito se si possa mantenere nel centro sipontino un’Autorità Portuale che non aveva i requisiti necessari per nascere al momento della sua creazione. Ed è evidente che un intervento di questo tipo non può prescindere da un superamento della sua fase commissariale e da una risoluzione della vertenza legata ai nastri trasportatori». Infine Loizzo ha parlato della cosiddetta linea ad «alta capacità», ossia della tratta ferroviaria Bari-Napoli-Roma e del ventilato by-passamento della stazione ferroviaria centrale di Foggia con la nascita di una nuova stazione a Cervaro. «Nessuno ha mai parlato di una nuova stazione – ha precisato l’assessore regionale – e posso assicurare che da parte della Regione Puglia non c’è alcuna volontà di prendere decisioni “sulla testa” delle comunità». Il prossimo 30 ottobre Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) presenterà, alla presenza del ministro dei trasporti Alessandro Bianchi, il suo progetto ed il 20 novembre lo stesso avverrà a Foggia con la partecipazione dei rappresentanti del governo regionale. «Dopo questo passaggio – ha concluso Loizzo – apriremo una fase di concertazione e di confronto con le amministrani comunali pugliesi interessate. Bisogna iniziare a pensare che Regione ed Enti locali non sono nemici, ma alleati nella battaglia per lo sviluppo».