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“Aurea deve essere posticipata e coinvolgere le agenzie di viaggio”

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Intervista a Maurizio Baiocchi amministratore delegato di Brevivet uno dei più grandi tour operator per il segmento religioso

Come si profila il mercato del turismo religioso per il 2007?

«Veniamo da un anno molto particolare, un anno in cui abbiamo avuto delle prospettive importanti sulla Terra Santa, prospettive che purtroppo sono venute meno a causa di quelle che sono state le vicissitudini belliche di quelle zone. Era un stagione che si prospettava molto proficua per quella destinazione. Purtroppo, la fase della guerra ha portato chiaramente ad un assoluta cancellazione delle operazioni. Il «prodotto Lourdes» ha incontrato un anno fortemente negativo dettato dal fatto che tra due anni sarà il 150esimo anniversario dell’apparizione per cui molte delle persone che avevano intenzione di andare a Lourdes non l’hanno fatto e molto probabilmente non lo faranno nemmeno l’anno prossimo. Abbiamo una leggera ripresa della destinazione Fatima. Per il comparto nazionale direi che la ripresa è diffusa un po’ su tutte le destinazioni, anche se noi ci caratterizziamo più per un prodotto di outgoing che di incoming o di carattere nazionale. Ci sono prospettive comunque interessanti, speriamo tutti in una grande ripresa».

Molti sul Gargano sono sempre un po’ scettici sia per quanto riguarda il turismo religioso in sè sia per questi momenti di confronto, come «Aurea». Queste iniziative producono davvero degli effetti per quanto riguarda il mercato turistico nel settore religioso?

«E’ sempre un po’ una situazione particolare. Parlando di settore religioso dal punto di vista turistico dobbiamo considerare la distribuzione del prodotto turistico. Quindi in realtà è chiaro che operatori come noi sono abituati il più delle volte a distribuire il prodotto sia nell’ambito clericale, ecclesiale, quindi vendendo direttamente il prodotto. Ma siamo anche interessati a venderlo sulle agenzie di viaggi. In  questa edizione come in quella precedente della «Borsa del Turismo Religioso», abbiamo notato purtroppo l’assoluta mancanza di agenti di viaggio interessati anche a sviluppare un qualsiasi tipo di rapporto di collaborazione. Quindi dal mio punto di vista è assolutamente importante per il prossimo anno cercare con l’organizzazione di coinvolgere maggiormente gli Enti preposti a coinvolgere le agenzie di viaggi che sono indubbiamente molto interessate al prodotto ma che il più delle volte non hanno una formazione specifica e sono certo che lavorando con l’organizzazione della manifestazione si possa contribuire a formare maggiormente gli agenti di viaggio che possono orientare quindi il cliente alla vendita di questo prodotto. E’ chiaro che manifestazioni di questo tipo sono molto importanti. Un suggerimento all’organizzazione potrebbe essere quello di posticiparla un po’ perché realizzare una manifestazione di questo genere in questo periodo comporta l’assenza importante di sacerdoti, di accompagnatori che sono ancora impegnati in stagione per quanto riguarda il discorso dell’accompagnamento e dell’organizzazione di altri viaggi».

Chi è oggi il turista-pellegrino?

«Il pellegrino è una figura trasversale oserei dire. E’ una persona che non possiamo collocare in un’area specifica dal punto di vista sociale o culturale. Il pellegrino può essere assolutamente la persona che per la prima volta approccia un viaggio organizzato, magari con un volo charter, o per la prima volta vola. Oppure può essere il docente universitario interessato alle bellezze della Siria, del Libano, della Giordania o della Terra Santa. E’ una figura trasversale e come dice il nostro presidente «un viaggiatore di serie A«, non certo di serie B, come si considerava negli anni passati».

Cosa si aspetta un pellegrino da un tour o da una meta religiosa?

«E’ un po ’un fatto soggettivo. Direi che è importante il fatto di potersi confrontare con l’altro che sia il compagno di viaggio, il sacerdote, … ed è senz’altro alla ricerca di qualcosa che va al di là della mera soddisfazione di carattere turistico. Noi siamo molto contenti quando i nostri partecipanti ai viaggi, i nostri pellegrini, tornano con una ricchezza d’animo superiore. E’ chiaro che dovremmo scendere nel particolare di ogni viaggio che può essere votivo, mariano o con un significato di carattere culturale. Diciamo che senz’altro quando torna il pellegrino ha un arricchimento personale importante».

Il mordi e fuggi è ancora oggi una caratteristica predominante del turismo religioso?

«Il mordi e fuggi su certe destinazioni in realtà non esiste, come per la Terra Santa, per Lourdes,…  perché non ci sono operatività di volo low-cost. Certo per il mordi e fuggi mi viene da pensare quello che stanno vivendo molte delle strutture locali e delle infrastrutture di San Giovanni Rotondo. Questo è tipicamente fatto in Italia sui santuari di Loreto, di San Giovanni Rotondo, può essere fatto a Roma. Su destinazioni estere questo fenomeno ancora non arriva».

La meta Gargano dal punto di vista religioso sicuramente in questi anni ha avuto dei cali nell’affluenza. Ci sono stati degli errori? Quali? In che maniera si può risalire la china?

«Il fenomeno, a mio modo di vedere, è sociale, ma riguarda anche lo sviluppo urbano della città. San Giovanni Rotondo è indubbiamente una destinazione molto importante per motivi spirituali ma c’è una grande problematica nella realizzazione urbana del contesto. Anche quest’anno abbiamo visto come si stanno ancora sviluppando molti cantieri che realizzano case dopo che hanno realizzato nel tempo troppi alberghi. Si parla di 100 alberghi sulla destinazione San Giovanni Rotondo, numero che francamente mi sembra eccessivo. Ma il problema è che intorno a questi alberghi non viene realizzato un arredo urbano, valido e congeniale per il pellegrino che magari sale per un motivo spirituale ma che si potrebbe trattenere. Questo non favorisce l’afflusso e quindi è chiaro che bisognerebbe entrare nel merito dell’organizzazione politica locale per prendere visione della riqualificazione di determinate aree che dovrebbero dare un contorno qualitativamente e oggettivamente molto più valido di quello attuale».