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Puglia, “prima dote per nuovi nati” e “assegno di cura”

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Le due nuove delibere della Giunta regionale danno attuazione alla legge regionale sulla dignità e il benessere delle donne e degli uomini pugliesi.

Nel bilancio di previsione 2006, la Giunta regionale ha attivato il “Fondo per la prima dote per i nuovi nati fino al 36° mese di vita”. Il capitolo di spesa ha l’obiettivo di “favorire la conciliazione tra i tempi di vita e crescita dei figli con i tempi di lavoro”. Entro fine dicembre, i 5.000.000 di euro a disposizione per quest’anno, già ripartiti tra i comuni pugliesi, verranno trasferiti e gli enti locali stessi dovranno pubblicare, non oltre i 60 giorni,  i bandi di selezione per le famiglie. La mensilità non potrà superare le 200 euro per un totale di 2.400 euro l’anno. Saranno 2.000 i nuclei familiari a beneficiare dell’assegno. Sarà stilata, quindi, una graduatoria dei beneficiari con il supporto dell’Ufficio di Piano di Zona di concerto con i Servizi Sociali territoriali. Inoltre, nei Comuni, la Regione Puglia sta per finanziare con 3 milioni di euro le prime azioni a sostegno della nascita di asili nido, centri ludici per la prima infanzia e processi educativi e formativi. Altri 16 milioni sono destinati per nuove realizzazioni di asili nido, non solo pubblici e privati, ma anche aziendali. “In attesa di uno nella sede per la Regione –ha commentato l’ assessore regionale alla solidarietà e politiche sociali, Elena Gentile, il primo fra tutti sarà eseguito nella S.e.a.p. e, a breve, nell’insediamento industriale “Cicolella” a Candela, in Capitanata, dove lavoreranno circa trecento donne”. L’altra iniziativa è quella a sostegno di “persone non autosufficienti”. Si tratta di un sussidio mensile di 500 euro (6.000 l’anno) in favore di cittadini pugliesi poco abbienti, al fine di sostenere il carico di lavoro cui sono sottoposte le famiglie con un membro non autosufficiente, anziano o disabile, e diretto all’acquisto di servizi specifici. I fondi per il 2007 ammontano a 10 milioni di euro, di cui potranno usufruirne circa 1.700 nuclei familiari già da febbraio.


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