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Alla Bit per “vendere” bellezze ed emozioni

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«Cumbà Peppin, se non ci ficchiamo in testa che turismo è vendita di “Bellezze ed Emozioni” e non di posti letto non ne usciamo fuori”… ».

Mai un più ingenuo scambio di battute tra due operatori turistici garganici ha racchiuso tante verità.

E per compare Tanino è il punto cardine del piano di marketing del Gargano. Il vero “Piano”. Come dargli torto. Se il prodotto da vendere è la “bellezza” del nostro territorio diventa più semplice organizzarsi. Ma se si continua a pensare in termini di vendita di soli posti letto tutto continuerà a essere più complicato, giusto per usare un eufemismo. E’ strano che cumbà Peppin per primo, visto il suo operare nel turismo, non l’abbia compreso. Non ci venga a raccontare che quando ha deciso di andare in vacanza, non so, a Parigi, Maldive, Barcellona, Roma o Venezia è andato a “comprarsi” il posto letto e non l’emozione o la bellezza di uno di quei luoghi. Il peso della psicologia nella scelta dei “turismi” è fondamentale. Anzi, quella scelta presuppone la definizione di viaggio e turismo e conseguentemente di viaggiatori e turisti. Oggi la partita va sicuramente giocata in funzione del turismo “responsabile”. Un turismo che non solo si preoccupa di non danneggiare le risorse dei luoghi, ma che si fa carico di portare un contributo attivo alla loro salva­guardia e che si allarga anche al mantenimento o al recupero della solida­rietà tra le diverse generazioni delle comunità ospitanti.

Sul Gargano purtroppo il dibattito sul turismo responsabile tarda a decollare. Forse perché è troppo giovane l’imprenditoria garganica?

A tanti sfugge il carattere ambivalente del turismo. Esso può favorire lo sviluppo economico e culturale di un territorio o, al contrario, determinarne l’irreversibile degrado. Bisogna approfittare del momento favorevole. Non perdere altro tempo. Il passaggio dal turismo di massa all’attuale domanda di tanti viaggiatori evoluti, informati, che un mercato concorrenziale mette in condizione di scegliere località in ogni parte del mondo, ci obbliga a puntare sulla bellezza dei nostri luoghi e sulla valorizzazione dell’autenticità dei rapporti con la nostra comunità. L’ambiente, i beni culturali, il paesaggio, la biodiversità, l’identità locale, non vanno difesi dal turismo, ma in funzione del turismo, per assicurare ad esso, redditività e continuità nel tempo.

Per lunghi periodi dell'anno il Gargano vede pochissimi turisti ed è davvero un peccato perché la Montagna del Sole ha risorse naturali e paesaggistiche invidiabili e uniche. L'impressione è che si vada avanti contando soprattutto sul mare e sul sole. Il Gargano appare ancora sfruttato poco. Mentre mete straniere a basso costo ci fanno concorrenza sempre di più. Solo il 13 % dei turisti stranieri che vengono in Italia scendono sotto Roma. Né ci si può cullare, sugli allori della blanda ripresa della scorsa stagione: la concorrenza di paesi emergenti, capaci di offrire un rap­porto qualità prezzo favorevolissi­mo, dovrebbe indurre a fare scelte veloci e coraggiose, per evitare un'altra recessione. Su cosa punta­re? Qualità dei servizi, valorizzazio­ne e tutela delle risorse ambientali e architettoniche, qualificazione professionale, crescita e integrazio­ne delle infrastrutture. Occorre inoltre avere la capacità di comuni­care e promuovere, soprattutto attraverso internet, che è una risorsa di cui sul Gargano si parla molto sebbene, concretamente, si concluda assai poco: solo il sito del Con­sorzio Operatori Turistici Pugliesi (Cotup) offre una servizio decoro­so, ma non basta. Servono scelte di sviluppo mi­rate: occorre specializzarsi, sia attraverso scelte istituzionali che im­prenditoriali. La scelta intrapresa sempre dal Cotup con «Aurea», la Borsa del turismo religioso e delle aree protette va in questa direzione. Tuttavia il rischio che enti locali e imprenditori vadano ancora in ordi­ne sparso è alto. Meglio porre rime­di – anzi, proporre programmi – pri­ma che la concorrenza nazionale e soprattutto quella internazionale abbiano la meglio. Bisogna soprattutto affidarsi ad agenzie specializzate nella commercializzazione. Agenzie che creano tendenze e muovono flussi. E questo sarà possibile se operatori turistici, enti e territorio si muoveranno in sintonia. Bisogna dotarsi di standard di ospitalità; diamoci una normativa della cortesia. Così il turismo fiorirà. E’ inutile cercare le masse di turisti, puntiamo sulla conti­nuità: turisti che tornano e pro­muovono il posto, viaggiatori soddisfatti dell'accoglienza ol­tre che di quello che hanno vi­sto. La nostra “Città Gargano” ha un pa­trimonio culturale esteso. Ba­sta creare un tessuto connetti­vo tra paesaggio, cultura, cibo, una rete creativa da tessere.

La Puglia è stata individuata quale meta turistica di tendenza, il Parco del Gargano meta top secondo il rapporto ParkTime e secondo la recente indagine del CTS (Centro Turistico studentesco e giovanile). Il Gargano (la città Gargano), meraviglioso quadro d’insieme, ha certamente le carte in regola per  giocare un ruolo di leader, ma occorrerà, concretamente, fare sistema tra il pubblico e il privato settore, sia a livello tecnico, sia a livello politico; occorrerà mettere gambe alle idee e calzare scarpette chiodate (da veri atleti) non per seguire la nuova domanda, ma per affiancarla e, possibilmente, per precederla.

Nel turismo, più che in ogni altro settore economico, il tema cruciale che abbiamo di fronte non è quello di porre limiti allo sviluppo, ma di far crescere la consapevolezza che vi è un limite, oltrepassato il quale ogni possibilità di sviluppo è irrimediabilmente compromessa. E il bello che quel limite non dovrà mai essere superato se vogliamo sviluppare un’economia turistica che ha come punto di riferimento la tutela ambientale, l’utilità sociale e, necessariamente, il mercato.

Per fare questo abbiamo bisogno di professionisti preparati e competenti, ma anche appassionati e sensibili. Abbiamo bisogno di luoghi di studio e attività formative in grado di trasmettere conoscenze scientifiche rigorose, ma anche una visione generale del mondo. 

ninì delli Santi

editoriale l’Attacco del 22 -02-2007