Siglati in Procura i protocolli con i Comuni di Mattinata, Manfredonia, Peschici e Vieste e con l’Ente Parco Nazionale. Il procuratore Enrico Infante: “Il percorso è iniziato nel 2014 con i primi abbattimenti e la collaborazione tra istituzioni”
Un fronte istituzionale compatto per contrastare l’abusivismo edilizio e restituire al Gargano il suo patrimonio paesaggistico. È stato rinnovato questa mattina, venerdì 10 luglio 2026, il protocollo d’intesa tra la Procura della Repubblica di Foggia, il Parco Nazionale del Gargano e i Comuni del promontorio per l’esecuzione delle demolizioni dei manufatti abusivi già colpiti da sentenze definitive.
L’accordo, della durata di cinque anni, punta a rendere più rapide ed efficaci le procedure di abbattimento, affiancando le amministrazioni locali nelle attività di ripristino della legalità e dell’ambiente. A sottoscriverlo sono stati la Procura di Foggia, il Parco Nazionale del Gargano e i Comuni di Vieste, Peschici, Mattinata e Manfredonia. Il protocollo si aggiunge a quelli già attivi con i Comuni di Lesina e Monte Sant’Angelo.
«Rinnoviamo un proficuo esempio di collaborazione tra enti nel contrasto all’abusivismo edilizio, una delle forme di criminalità più diffuse sul nostro territorio», ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Foggia, Enrico Infante, aprendo la conferenza stampa.
Infante ha ripercorso le difficoltà che per decenni hanno caratterizzato l’esecuzione delle sentenze di demolizione. «Sin dagli anni Sessanta la lotta all’abusivismo ha riempito le aule di giustizia di processi. Il punto debole è sempre stato quello successivo alle sentenze definitive: i manufatti restavano in piedi perché gli enti pubblici non disponevano delle risorse necessarie per anticipare i costi degli abbattimenti».
Una svolta è arrivata nel 2014 con il primo protocollo operativo, che ha reso la Procura di Foggia una delle prime in Italia, insieme a quella di Napoli, a coordinare direttamente le demolizioni. Un modello reso possibile anche grazie ai finanziamenti del Ministero dell’Ambiente, dell’Unione Europea, della Regione Puglia e degli enti locali. «Gli enti più sensibili finanziano gli abbattimenti. Si interviene innanzitutto nelle aree dove gli abusi producono i danni maggiori, come quelle protette o sottoposte a vincoli ambientali», ha spiegato il procuratore.
Il coordinamento della task force anti-abusivismo è affidato al procuratore aggiunto Rosa Pensa, insieme ai magistrati Giuseppe Mongelli e Claudia Pezone. «Abbiamo individuato un primo gruppo di 20-25 interventi urgenti, selezionati secondo un ordine di priorità costruito e affinato nel corso degli anni», ha spiegato Pensa.
I risultati ottenuti finora, secondo la Procura, non si limitano alle demolizioni eseguite ma producono anche un effetto deterrente. «Abbiamo registrato negli anni un calo degli abusi», ha evidenziato Infante.
Un dato confermato anche dai sindaci presenti. «Le sanzioni, anche retroattive, hanno inciso profondamente. I cittadini hanno compreso che non esistono possibilità di deroga e oggi realizzano opere e manufatti seguendo le procedure previste dalla legge», ha affermato il sindaco di Peschici, Luigi D’Arenzo.
Per il Parco Nazionale del Gargano si tratta del terzo rinnovo del protocollo. «Negli ultimi cinque anni questa collaborazione ha consentito di eseguire circa 50 demolizioni all’interno dell’area protetta, con una media di 10-11 interventi all’anno, ottimizzando risorse pubbliche che l’Ente ottiene spesso attraverso un complesso confronto con il Ministero competente», ha spiegato il commissario straordinario Raffaele Di Mauro.
Anche per il Comune di Vieste il rinnovo rappresenta uno strumento operativo fondamentale. «Gli interventi effettuati hanno permesso di recuperare porzioni di arenili e beni storici da restituire alla collettività», ha dichiarato il sindaco Giuseppe Nobiletti. «Per noi amministratori è importante sentire la vicinanza della magistratura e delle forze dell’ordine. Queste demolizioni hanno una duplice funzione: recuperano un bene pubblico e rappresentano un forte deterrente contro nuovi abusi».
Sulla stessa linea il sindaco di Mattinata, Michele Bisceglia, che ha sottolineato il valore culturale e ambientale dell’iniziativa. «Le comunità crescono anche attraverso l’esempio. L’abbattimento degli abusi diventa uno strumento di rigenerazione del territorio e permette di riportare al centro la tutela del paesaggio, valorizzando un patrimonio naturale fatto di ulivi monumentali, orchidee e luoghi che rappresentano un richiamo per cittadini e turisti».
Il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, ha infine ricordato il forte impatto simbolico di alcuni interventi già eseguiti, citando la demolizione del ristorante “Guarda che luna”. «Sono operazioni che hanno segnato profondamente la coscienza della comunità e della politica locale. È necessario proseguire su questa strada per restituire ai luoghi la loro bellezza nel rispetto della legge e della cittadinanza attiva».
Con la firma del protocollo si rimette dunque in moto la macchina operativa coordinata dalla Procura di Foggia. Il primo obiettivo è già stato fissato: completare in tempi rapidi un primo pacchetto di 25 demolizioni considerate prioritarie, proseguendo il percorso di recupero del territorio e di tutela del paesaggio garganico.



