Proseguono le proteste di autotrasportatori e agricoltori in Puglia, soprattutto nel nord barese: a Corato restano attivi i presidi che sono sorvegliati dalla polizia; a Poggio imperiale i blocchi vanno avanti a oltranza e lasciano passare soltanto camion con merci deperibili, mentre a Bitonto manifestanti fermano il trasporto di olio e proteste si registrano anche a Candela e San Severo.
I presidi, in alcuni casi supportati anche dagli studenti che protestano per il costo dei libri e per il caro vita, sono organizzati da quelle sigle autonome e dai comitati spontanei che non hanno condiviso la linea di quanti, reduci dall’incontro di ieri al Ministero delle Infrastrutture e dei traporti avevano scelto di ammorbidire le loro posizione e dare tempo al governo di trovare soluzioni, accogliendo con fiducia lo sblocco disposto dal ministero di circa un miliardo di euro tra credito di imposta per tutte le aziende che ne hanno fatto richiesta da marzo ad agosto e la proroga del credito d’imposta sul maggior costo del carburante pagato dalle imprese da settembre a ottobre di quest’anno.
L’allentamento parziale dei blocchi non ha risolto la situazione dell’approvvigionamento delle merci per la grande distribuzione: ferme le consegne dei fiori e piante nella zona di Canosa, come pure i camion dalla Campania per il ritiro dei pomodori da Spinazzola e Minervino risultano ancora bloccati dai manifestanti.
Oggi pomeriggio sono previste due manifestazioni: una a Trani, l’altra ad Andria, dove a chiamare la piazza è stata la stessa amministrazione comunale e c’è grande attenzione anche per una iniziativa promossa dal neonato Movimento spontaneo “17 ottobre”. Bari sarebbe tra le città italiane in cui lo stesso movimento, secondo quanto trapela da fonti investigative, sta promuovendo un presidio in piazza Umberto. Niente di ufficiale, nessuna formalizzazione, nessuna autorizzazione, mentre però sui social continua la convocazione informale per una manifestazione sabato prossimo.
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