Articoli filtrati per data: Giovedì, 07 Novembre 2019 - Rete Gargano

Graziamaria Starace, assessore comunale alla Cultura ha sottolineato le valenze culturali e non solo dell’intesa con l’Università di Foggia. Qui di seguito il report video dell’intervista.

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Giuliano Volpe, docente di Archeologia presso l’Università di Foggia, spiega i contenuti e gli obiettivi del Protocollo di Intesa con il Comune di Vieste. Qui di seguito il report video dell’intervista.

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Svolgere attività di ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico nel territorio di Vieste. E’ questo l’obiettivo del protocollo di intesa tra Università degli Studi di Foggia -Dipartimento Studi Umanistici ed il Comune. Il documento sarà sottoscritto nei prossimi giorni ma i contenuti sono stati presentati in Municipio.

Erano presenti, fra gli altri, per l’Amministrazione comunale e il vicesindaco Rossella Falcone e l’assessore alla Cultura Graziamaria Starace, Giuliano Volpe, docente di Archeologia presso l’Università di Foggia, Donatella Pian, funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province Bat e Foggia.

Il vicesindaco Falcone ha evidenziato il valore del protocollo, un obiettivo  di grande valenza per un’Amministrazione che ha puntato fortemente sulla cultura e per cui si è impegnata a fondo l’assessore Starace ottenendo l’avvio del Polo Culturale, l’apertura del Museo Civico, la fruizione sistematica dei sito della Salata, ecc.

L’assessore alla Cultura Starace ha posto in luce come queste iniziative possono divenire col tempo un ottimo strumento sinergico per il settore turistico, consentendo sia la diversificazione della vacanza che il posizionamento al di fuori del classico periodo estivo.

La rappresentante della Soprintendenza si è detta molto soddisfatta dei risultati ottenuti in questi mesi a seguito della collaborazione instaurata con il Comune di Vieste, una collaborazione di sicuro rilievo nel panorama generale del comprensorio.

Per l’Ateneo di Foggia, Volpe ha elogiato il rapporto con l’Amministrazione di Vieste con risultati davvero significativi che il Protocollo di intesa non farà che incrementare a beneficio di un territorio che risulta peraltro poco noto per la sua valenza culturale. Non mancheranno, inoltre, iniziative di collaborazione e promozione con le imprese, le scuole e le associazioni del territorio.

Al termine sono stati presentati, con la proiezione di foto, i risultati dell’attività di studio e di ricerca sulla grotta di Venere Sosandra nell’isolotto di Sant’Eufemia antistante il porto di Vieste, realizzati con il supporto di “Archeologia, Subaquea, Speleologia, Organizzazione – ASSO”  e “Studio Blu” di Roma.

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Arriva la patente a ore. Chi ha su­bito la sospensione della patente di guida e non può avvalersi dei mezzi pubblici per recarsi a lavoro, ad esem­pio perché il capolinea è troppo di­stante, può presentare al prefetto un'i­stanza per ottenere un permesso di guida per motivi di lavoro. Il termine per provvedervi è di cinque giorni da quando si è avuto notizia del prov­vedimento di sospensione. Nell'istan­za devono essere precisate le fasce ora­rie durante le quali si ha necessità di guidare, che non possono superare le tre ore giornaliere, e devono essere indicate le motivazioni per le quali si richiede il permesso, supportate da un'adeguata motivazione. L'autorizza­zione è rilasciata dal prefetto con or­dinanza, che è notificata all'automo­bilista, il quale deve esibirla a richie­sta.

 Il danno alla salute per lesioni di beve entità, ad esempio quello deter­minato dal «colpa di frusta», è risar­cibile anche in assenza di accertamen­ti strumentali. Lo ha stabilito la Cassazione, sottolineando che è possibile dimostrare l'esistenza di un danno alla salute con fonti di prova diversi dai referti di esami diagnostici. L'accer­tamento del danno alla persona, se­condo gli Ermellini non può che av­venire coi criteri medico-legali fissati da una secolare tradizione, ovvero: l'e­same obiettivo (criterio visivo); l'esa­me clinico; gli esami strumentali. Si tratta, sottolinea la Corte; di crite­ri fungibili e alterativi tra loro, e non già cumulativi..

 Arriva il decreto che disciplinerà il bonus tv. In vista del switch off del 2022 del nuovo sistema digitale DVB-T2 sta per ini­ziare la corsa all'incen­tivo statale ricono­sciuto ai consumatori per il ricambio di tv e decoder che dovrebbe partire da metà novembre. Il bonus, infatti, non sarà per tutti ma soltanto per chi rientra nella fascia Isee I e II, anche se si parla di allargare la platea dei beneficiari. Non tutti ovviamente saranno inte­ressati dall'incentivo, ma soltanto co­loro che dispongono di apparecchi non dotati degli standard tecnici comuni­cati dal Mise. 1 bonus tv, consiste in uno sconto sul prezzo di vendita praticato dai rivenditori per coprire in parte il costo della spesa che dovranno sostenere i cittadini per adeguarsi al nuovo digitale terrestre di seconda ge­nerazione, acquistando un nuovo televisore o un decoder. La ratio del provvedimento è facilitare il passag­gio alla tecnologia prevista per i de­coder del digitale terrestre. Il nuovo standard per la trasmissione del segna­le televisivo Dvbt2. parte dal 2020 e fino al 2022 ha lo scopo di liberare le fre­quenze destinate al 5G. Lo standard di­venterà realtà il 1° luglio 2022 e chi non ha un televisore adeguato sarà costretto a cambiarlo o in alternativa ad ac­quistare un nuovo decoder. Il cambia­mento interesserà il 35% degli italiani e, per offrire gli incentivi quanto meno alle fasce più deboli, è stata prevista nella legge di bilancio 2019 una somma di 151 milioni di euro. Il valore mas­simo del contributo sarà di 50 euro.

Chi vende prodotti ortofrutticoli senza scadenza deve essere multato e il prodotto deve essere ritirato dal mer­cato. Lo ha stabilito la Cassazione che ribadisce che” nel momento in cui un prodotto ortofrutticolo subisce il trattamento del taglio (come nel caso delle puntarelle che vengono tagliate dalla cima), esso deve essere qualificato come "preconfezionato"e in quanto tale soggetto all'obbligo della indicazione del termine mini­mo di conserva­zione. L'esclusio­ne dell'obbligo d'indicazione del termine di scadenza sulla confezione, si riferisce soltanto ai prodotti ortofrutticoli freschi, com­prese le patate, che non siano stati sbucciati o tagliati o che non abbiano subito trattamenti analoghi"

Federconsumatori lamenta la man­cata consegna da parte dei gestori degli elenchi telefonici, nonostante le com­pagnie abbiano provveduto puntual­mente ad addebitare l’importo di 3,90 Euro previsto per questo servizio. Per questo motivo l’Associazione ha tra­smesso due segnalazioni in merito all’Autorità Garante della Concorren­za e del Mercato e all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, consi­gliando agli utenti, al fine di avere una traccia scritta della propria rinuncia alla ricezione degli elenchi, di inviare la disdetta via fax (conservando la ri­cevuta) e trasmettere poi il conseguente reclamo in caso di addebito non dovuto. In alternativa al fax è possibile utilizzare la Posta Elettronica Certi­ficata. Più che sul danno economico, oggettivamente contenuto, Federconsumatori ritiene che un costo adde­bitato per un servizio non effettuato e a cui gli utenti hanno espresso chiara­mente la volontà di rinuncia , con­figura una condotta lesiva degli in­teressi e dei diritti dei consumatori.

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In Puglia sono 310 gli incidenti stradali causati da animali selvatici nei primi nove mesi del 2019. E’ quanto emerge da una stima di Coldiretti Puglia, in occasione del blitz davanti a Montecitorio di migliaia di agricoltori, allevatori, cittadini, esponenti istituzionali, sindaci e ambientalisti contro l’invasione dei cinghiali e degli animali selvatici ormai arrivati anche dentro le città. Il numero di incidenti gravi con morti o feriti per colpa di animali è aumentato del 81% sulle strade provinciali nel periodo 2010-2018 secondo l’analisi Coldiretti su dati del rapporto Aci Istat.

“L’escalation di danni, aggressioni e incidenti che causano purtroppo anche vittime è il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero dei cinghiali presenti in Puglia che nel giro di dieci anni sono raddoppiati, mettendo a rischio non solo le produzioni agroalimentari e l’assetto idrogeologico del territorio, ma anche la vita di agricoltori e automobilisti, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città”, ha denunciato Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, a capo della delegazione di oltre 300 allevatori e agricoltori proveniente dalla campagne di Bari e Foggia, ma anche dal Salento.

Una vera e propria emergenza nazionale che mette a rischio la sicurezza e la salute degli automobilisti e che - secondo l’indagine Coldiretti/Ixè - porta 3 italiani su 4 (72,7%) a considerare un pericolo per la circolazione sui quasi 850mila chilometri di strade e autostrade italiane la presenza di animali selvatici e di cinghiali, che possono arrivare a un quintale e mezzo di peso e 150 centimetri di lunghezza. Una paura – evidenzia Coldiretti – che dilaga dalla montagna alla pianura, dalle zone vicino ai fiumi fino a quelle sul mare, ma nei piccoli centri di provincia con meno di cinquemila abitanti sale addirittura all’83% dei residenti.

“Non si tratta più solo di una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione. Ora non ci sono più alibi per intervenire in modo concertato tra Ministeri e Regione – ha chiesto il presidente Muraglia - ed avviare un piano di abbattimento straordinario senza intralci burocratici. Le aree rurali e anche le città, vedi quanto accade nel capoluogo di regione a Bari, sono invase da cinghiali che mettono a repentaglio l’incolumità delle persone, fanno razzia nei campi di frutta, legumi, piantine, ortaggi, con inevitabili ripercussioni anche di natura igienico-sanitaria”.

Ma si tratta – evidenzia la Coldiretti - solo della punta dell’iceberg perché molti non denunciano scoraggiati dalle lungaggini burocratiche e dalle condizioni poste dalle assicurazioni come ad esempio, oltre alle tracce sulla vettura e sull’asfalto, anche il rinvenimento della carcassa dell’animale con il quale ci si è scontrati. Nel 2018 un incidente grave su 5 provocato dai selvatici è avvenuto di notte – spiega Coldiretti - ma sono le ore dell’alba e quelle del crepuscolo le più a rischio, con i branchi di cinghiali che si muovono razziando cibo nelle periferie urbane o distruggendo campi e colture, riuscendo a percorrere – evidenzia Coldiretti – fino a 40 chilometri alla volta. 
“Nell’area del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e del Parco Nazionale del Gargano è emersa l’inefficacia del sistema di cattura dei cinghiali con le gabbie – precisa il presidente Muraglia – che il presidente Tarantini ha intenzione di sostituire con il selecontrollo”, ha aggiunto Muraglia.

Particolarmente grave e ingestibile la situazione nelle aree rurali della Murgia barese e tarantina e in Capitanata, soprattutto nell’area del Gargano dove l’habitat risulta particolarmente favorevole.

“Si tratta di una situazione insostenibile – ha insisto il presidente Muraglia – che sta provocando l’abbandono delle aree interne da parte della popolazione, con problemi sociali, economici e ambientali. Gli imprenditori agricoli ma anche gli automobilisti, gli autotrasportatori e gli avventori occasionali, stanno segnalando con sempre maggiore frequenza i danni provocati da cinghiali e lupi che vivono e si riproducono principalmente nelle aree naturali protette ma che, inevitabilmente, sconfinano nelle aziende agricole, sulle strade limitrofe ed in prossimità dei centri abitati”. 

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È un gatto di casa non è abituata alle macchine , fermatela è bravissima
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E’ stata presentata al Teatro Municipale di Piacenza la 65esima edizione della “Guida Michelin Italia”, l’edizione 2020. I ristoranti cosiddetti “stellati” sono ben 374 in tutta Italia. In vetta, per le stelle, la Lombardia (62 ristoranti di cui 6 novità), seguita dal Piemonte (46 ristoranti e 4 novità) e dalla Campania (44 ristoranti). Nel mondo stellato della ristorazione secondo Michelin c’è anche a Puglia; due per la provincia di Bari, quattro per Brindisi, tre per la Bat, una per Lecce e una per Taranto). Nessuno per quella di Foggia.

La Capitanata è presente però come i ristoranti definiti “Bib Gourmand”, ovvero quei locali che offrono una piacevole esperienza gastronomica con menu completo a meno di 32 euro (35 nelle città capoluogo e località turistiche). Sono cinque, tranne uno di San Severo ("La Fossa del Grano"), gli altri quattro sono sul Gargano: "Medioevo" a Monte Sant'Angelo, "Le antiche sere" Lesina (nuovo inserImento), "Al Dragone" e "Il Capriccio" di Vieste.

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La Repubblica, titolo di ieri «Parmigiano, Brunello & Co.: tanta Italia nei 100 prodotti Ue che verranno tutelati in Cina»; sottotitolo:«Accordo tra Bruxelles e Pechino per la difesa delle indicazioni geografiche. I prodotti tricolori alfieri d'Europa: ben 26 sono quelli nell'elenco».La Repubblica, uno dei maggiori quotidiani italiani, elogia l’accordo con la Cina, nemmeno una parola sulla circostanza che il Sud sia stato letteralmente spazzato via.

Appena eletta la ministra Bellanova, attaccata pesantemente sul piano personale da quegli ambienti che ormai sono soliti usare gli insulti e le fake news come regola fissa della loro comunicazione propagandistica, chiedeva di sfidarla sulle cose da fare. Noi del nascente Movimento 24 agostoper l’equità territoriale offrivamo la nostra solidarietà e accoglievamo la sfida.

Una sfida che riguardava innanzitutto quegli accordi internazionali portati avanti dall’Unione Europea, e in qualche modo avallati dall’Italia, che pesavano come macigni sull’economia e sull’agricoltura del Sud.

Ricordavamo alla neo-ministra che nell’accordo di libero scambio e protezione di prodotti dell’UE con la Cina, su ben 26 prodotti DOP (denominazione di origine protetta) e IGP (indicazione geografica protetta), solo la mozzarella di bufala campana era stata inserita per le regioni del Mezzogiorno.

Semplicemente uno scandalo!

E sul CETA, l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada, che notizie di stampa ci riferivano che la Ministra voleva ratificare, avvertivamo che anche quell’accordo metteva a dura prova i nostri prodotti tipici di qualità a filiera corta e a 0 km, favorendo, come al solito, la grande industria, la grande distribuzione e la speculazione finanziaria.

Il CETA, infatti era ed è un accordo contro il Sud! In quell’accordo vengono protetti solo 69 dei 367 prodotti alimentari italiani DOP e IGP, dei quali solo 5 del Sud, 3 siciliani, uno solo per Puglia e Campania, nessuno per Calabria e Basilicata.

Un altro scandalo e una vergogna nazionale.

Chiedevamo alla Ministra se davvero volesse confermare col nuovo Governo accordi commerciali contro il Sud, che non avevamo visto i precedenti ministri dell’agricoltura, Centinaio della Lega e Martina del PD, muovere un dito sulla necessaria e ovvia ripartizione territoriale dei prodotti da tutelare.

Come qualificare una politica agricola nazionale che pensa unicamente a tutelare gli interessi dell'imprenditoria e delle aziende agro-alimentari del nord con la complicità di una classe politica meridionale inetta e dedita ad una politica mendicante?

Ieri, la Repubblica , salutava trionfalmente «la sigla che Ue e Cina hanno messo in calce a un elenco di cento prodotti per parte, da ‘proteggere da imitazioni e usurpazioni’…che trasformano in pratica gli impegni assunti in occasione dell'ultimo vertice Ue-Cina dell'aprile 2019. C'è tanta Italia nell'elenco, se si considera che ben 26 indicazioni geografiche provengono dal Bel Paese: più di un quarto del totale, battuta la Francia che si ferma a quota 25… ».

Evviva l’Italia! Nessun accenno all’assenza dei prodotti del Sud.

Eccoli i 26, non 25, prodotti tutelati:

1     Aceto balsamico di Modena

2     Asiago

3     Asti

4     Barbaresco

5     Bardolino Superiore

6     Barolo

7     Brachetto d'Acqui

8     Bresaola della Valtellina

9     Brunello di Montalcino

10   Chianti

11   Conegliano- Valdobbiadene- Prosecco

12   Dolcetto d'Alba

13   Franciacorta

14   Gorgonzola

15   Grana Padano

16   Grappa

17   Montepulciano d'Abruzzo

18   Mozzarella di bufala campana

19   Parmigiano Reggiano

20 Pecorino Romano

21   Prosciutto di Parma

22   Prosciutto di San Daniele

23   Soave

24   Taleggio

25   Toscano/a

26   Vino nobile di Montepulciano.

Nessun accenno neanche dalla Confagricoltura e dalla Coldiretti sull’assenza dei nostri prodotti; solo lodi all’accordo siglato: il Sud non esiste!

L’accordo – spiega la Repubblica– dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2020 e dopo quattro anni allargarsi a 175 prodotti di cui, visto l’andazzo, possiamo già immaginare da quali territori saranno provenienti.

Quindi? Teniamoci il grano al glifosato canadese, i pomodori cinesi, lasciamo cadere a terra le nostre arance e i nostri ortaggi, svendiamo il nostro olio a 3 euro al Veneto che lo vende a 15 al Canada.

Ministro Bellanova, batta un colpo!

Perché quelli che batteremo noi del Movimento 24 agosto con Pino Aprile non risparmieranno nessuno.

 

Michele Eugenio Di Carlo

Direzione Nazionale

M24A per l’equità territoriale

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Il camper dotato di mammografo per gli screening di prossimità, sotto l’attenta regia del delegato alla Sanità, Domenico D’Amato, fa tappa a Peschici.

Il camper sosta in piazza Pertini (di fronte il municipio) dove, le circa 300 donne in età compresa tra 50 e 69 anni (e quindi nella fascia di età prevista per gli screening) che hanno ricevuto l’invito della ASL, stanno effettuando una mammografia gratuita per lo screening del tumore alla mammella.

Lo screening serve a individuare le donne che potrebbero avere la malattia, quando essa non dà ancora sintomi. L’adesione all’invito permette, infatti, una diagnosi precoce.

Per molte donne, ciò equivale a scoprire e quindi affrontare, con possibilità migliori di cura, un temibile nemico della salute. Proprio attraverso la diagnosi precoce aumentano notevolmente le possibilità di guarigione e si garantiscono cure tempestive, meno invasive e più efficaci.

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Andamento in calo delle esportazioni di olio extravergine pugliese nei primi sei mesi dell’anno. La provincia di Foggia dovrebbe riuscire a esportare il 18,5% della produzione, contro il 56,9% circa della provincia di Bari mentre la Bat rappresenta solo il 6,7% dell’export regionale.

È quanto riferisce la Col­diretti commentando i dati sulle esportazioni diffusi dalla società di servizi Euroidees di Bruxelles. «Ad incidere - sottolinea l’associa­zione agricola - è stato certamente il calo della produzione di olio extravergine di oliva che a causa delle gelate del febbraio 2018 ha subito un crollo del 65-70% con punte fino al 90%».

Diventa pertanto essenziale, oggi più che mai per Coldiretti «puntare sulla promozione e sulla valorizzazione dell'olio extravergine di oliva 100% italiano con particolare riguardo ad azioni divulgative per favorire la cono­scenza delle proprietà nutrizionali e saluti­stiche degli oli extravergini di qualità.

Il con­sumatore associa all’olio extravergine l’immagine della terra e della casa, è un’immagine strettamente legata ai valori della provenien­za territoriale e della tipicità del prodotto che non sono clonabili perché unici ed irripeti­bili».

Per questo è necessario accelerare l’iter del disegno di legge che reca le “nuove norme in materia di reati agroalimentari”, elaborato dalla commissione presieduta da Gian Carlo Caselli, magistrato e presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare - aggiunge Coldiretti Bat - a supporto dell’at­tività degli organismi di controllo che hanno uno strumento in più per contrastare frodi e sofisticazioni.

Dall’introduzione in etichetta del termine minimo di conservazione di 18 mesi dalla data di imbottigliamento, al riconoscimento di nuovi parametri e metodi di controllo qualitativo».

Pubblicato in Economia
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13 Novembre 2019 - 15:42:50

IL LIBRO DELLA SETTIMANA/ Cosa rischiano i nostri figli. L'incertezza di una generazione DI Paolo Del Debbio

------ Nell'epoca dell'incertezza, tra i giovani serpeggia un grande malessere, mascherato da benessere. Un segnale chiarissimo è la dipendenza digitale: l'abuso dello smartphone…

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