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Donna “Mumena” e il nostro sviluppo….

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Sul Gargano si tramanda la storia di donna Filomena che spendeva i pochi soldi a disposizione per comprare monili e oggetti preziosi che adornavano il suo viso sempre tirato a lucido. Donna Filomena passava le sue giornate davanti all’uscio della propria abitazione. Seduta senza muoversi, ma perfettamente in ordine, passava tutto il giorno davanti casa. Non mangiava, perché i pochi soldi erano spesi per gli oggetti preziosi, deperiva, ma nessuno dei passanti, che salutavano ossequiosi, pareva accorgersene. Loro salutavano, donna Filomena non rispondeva per la troppa debolezza. Grande fu la meraviglia di coloro che si accorsero che donna Filomena era morta da qualche giorno. Era rimasta lì sull’uscio di casa, con il viso truccato e gli oggetti preziosi. Bella alla vista, morta al tatto. Meno di 60 giorni per disegnare il futuro della Capitanata. Se cancelliamo le festività natalizie e le altre ricorrenze, sono ancora meno. La classe politica “nostrana” si gioca una grande fetta di credibilità, di capacità di dare risposte al territorio, quindi di governare lo sviluppo di una comunità. E’ stato appurato: i soldi, non tanti, ci sono, anche per le infrastrutture da sempre dente dolente della nostra provincia. Manca il resto, o meglio manca il nucleo intorno al quale far gravitare tutto il resto. Soprattutto manca un processo di definizione dei ruoli (leggi maturità e preparazione della classe politica nostrana) e degli obiettivi, intesi i primi come capacità di gestire la complessità del sistema sviluppo, i secondi come traguardi da perseguire per realizzare un sistema. Non basta ottenere finanziamenti; non bastano vertici più o meno operativi, per attivare cantieri e opere pubbliche. C’è il rischio, com’è avvenuto con la Finanziaria del governo Prodi, di attivare antichi vezzi della programmazione economica: dove lo Stato, la Regione e gli enti locali, diventano elargitori di risorse mentre governano, poco o male, i processi decisionali. In pratica non sono cabine di regia ma raccoglitori e, appunto, distributori di risorse che hanno, come il tempo dimostra, le gambe corte. Guardiamo al caso Centro direzionale di Baia di Campi, l’Omnisport, il porto di Vieste e di Rodi Garganico per non parlare dell’Authority. La sede dell’agenzia per la sicurezza alimentare come si inserisce nel contesto dauno? E l’aeroporto “Gino Lisa” e la sua prossima ripresa dei voli? La Capitanata vuole essere come donna Filomena?


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