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Dal Feudalesimo Terriero al Feudalesimo Alberghiero

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Fortunatamente e finalmente, Vieste si trova in un momento storico in cui il sistema politico ha denudato se stesso mostrando dispoticamente tutti i suoi limiti.

Gli avverbi fortunatamente e finalmente stanno a positivizzare una nuova fase che segna la rottura con un modello culturale che (con)teneva i viestani in una condizione passiva ed indifesa al cospetto di un sistema di tipo feudale, ormai in declino. I nuovi vassalli viestani, formalmente eterogenei nella professione (politici, dirigenti, professionisti, imprenditori) ma sostanzialmente omogeinizzati negli intenti (costruttori degli alberghi e dei palazzi) sono usciti così tanto allo scoperto che ciascun viestano è in grado ormai, seppure ve ne fosse bisogno, in grado di identificarli e riconoscerli. Considerare l'attuale apparato politico burocratico imprenditoriale viestano alla stregua di un sistema feudale potrebbe apparire un facile estremismo, tale da indurre chi legge a rovesciare i lati della medaglia, e considerare di conseguenza distorto il contenuto di queste righe.
Proviamo, dunque, a darne una rappresentazione la più equilibrata ed oggettiva possibile. Molti studiosi dei sistemi politici e sociali sono concordi nel sostenere che la macchina politica costituisce, nella sua stessa autogenesi, un'organizzazione di tipo burocratico attraverso cui vengono regolati i rapporti tra il funzionamento della città ed i suoi cittadini, quali portatori di istanze individuali e/o collettive. E' connaturale a questo sistema che il gruppo primario a capo della macchina politico-amministrativo compia dei tentativi per mantenere il controllo all'interno dell'organizzazione amministrativa formale della città. Nulla di nuovo, quindi, se le organizzazioni di questo tipo presentano un carattere rigorosamente feudale, dove le relazioni tra il capo politico ed i suoi subalterni preposti a deleghe comunali sono precisamente relazioni di lealtà personale da un lato e di protezione personale dall'altro; mentre le virtù che un'organizzazione del genere richiede sono la fedeltà, la lealtà e la devozione agli interessi del capo e del clan. Questo sistema, comunque discutibile, è stato estremizzato nella realtà viestana. Qui, un insieme di persone si è organizzato in gruppo. Le persone che ne fanno parte, i loro amici e sostenitori, costituiscono un "gruppo-di-noi"; il resto della città è semplicemente il mondo esterno, non completamente vivo ed umano nel senso in cui lo sono i membri del "gruppo-di-noi". I membri del "gruppo-di-noi" si trovano in una relazione di pace, ordine, legge, governo e industria. La loro relazione con i "gruppi-di-altri" è una relazione di ostilità e di discordia, attenta sempre a mantenere alto il livello della differenziazione in modo da non indebolire la propria capacità sistemica interna e da prevenire i contrasti e rafforzare la disciplina del "gruppo-di-noi". Per essere più chiari: nelle varie attività economiche (commerciali, edilizie, turistiche, tecnico-professionali, ecc.) sembra esserci il gruppo di persone privilegiate (appartenenti al sistema) a cui viene concessa ogni richiesta pur se a volte illegittima, ed il gruppo di persone (gruppi-di-altri fuori/contro il sistema) a cui la macchina politico-burocratica disattende ogni richiesta pur se a volte legittima. Il dominio di questo sistema feudale che imprigiona la nostra Vieste – sistema in cui il "gruppo-di-noi" pensa a coltivare il suo orto e facendo sì che tutti gli altri non ne abbiano alcuno – ha costretto rispettivamente in uno stato di subordinazione o di contrapposizione tutti coloro che hanno tentato l'affiliazione al sistema pur di avere lavoro per la propria impresa o per la propria famiglia (ottenendo risultati marginali o scarsi), o hanno cercato di contrastarlo intraprendendo la strada più onerosa del ricorso alla giustizia amministrativa, tipico di un sistema poco trasparente e proprio dei rapporti di potere in cui il risultato (negativo) è la eccessiva amministrativizzazione delle attività economiche. Negli ultimi tempi si registra un cambio generazionale ed un maggior coinvolgimento dei cittadini alla vita politica. E’ l’occasione per poter dare il proprio contributo all'inversione di tendenza e riscoprirsi in una Vieste più solare e trasparente, meno cementata, più composita nella partecipazione e meno separatista negli interessi.
Finalmente e Fortunatamente.

Mauro Clemente

Movimento Viestenuova