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Stranieri dall’Est in Capitanata. Dalla Bulgaria i più colti e più laboriosi

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Tra i gruppi presenti in Capitanata, provenienti dall’Europa dell’Est, la Comunità bulgara è quella più laboriosa e colta. Il dato emerge da una indagine condotta per conto del Ministero degli Interni dal presidente dell’Associazione delle Comunità straniere in Italia, Habib Sghaier, esperto in demografia. Nei giorni scorsi Sghaier ha consegnato al Viminale i dati dello studio, effettuato su oltre 500 persone provenienti dalla Bulgaria e presenti in dieci comuni della Capitanata: Accadia, Apricena, Ascoli Satriano, Cagnano Varano, Cerignola, Chieuti, Deliceto, Foggia, Ordona e Rignano Garganico. Ben il 32.53% dei bulgari di Capitanata sono diplomati e il 6.54% laureati. Una Comunità particolare ed unita: è presente, infatti, un forte senso patriarcale, della famiglia e della solidarietà. A differenza di altri gruppi etnici, viene messo ancora in evidenza dall’indagine, si aiutano tra loro e non fanno mancare il sostegno ai connazionali in difficoltà. Si spostano, generalmente, in gruppi di famiglie per lavorare in agricoltura; quasi tutte le donne sono impegnate come badanti o in attività di assistenza ospedaliera; gli uomini che non lavorano nei campi si prestano a qualsiasi tipo di impiego, prevalentemente nell’edilizia e nel settore delle pulizie. Tra i dati, la maggior parte dei quali positivi, tuttavia, c’è qualche neo: i bambini non frequentano la scuola, non sono vaccinati e lavorano come “musicanti” al seguito dei genitori; molte giovani donne hanno già abortito più volte perchè non si fidano dei mediti di contraccezione. Tra i dati più originali è la presenza di ben 24 preti ortodossi bulgari che seguono i gruppi di operai e lavoratori del loro paese. Vivono in casolari abbandonati di campagna, o in rifugi di fortuna, ed assistono spiritualmente le famiglie, celebrando le messe con il rito orientale


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