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LA SETTIMANA SANTA

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Nella vita per la vita eterna

E’ cominciata la Settimana Santa, tra le costumanze di pulizia generale (in vista della Pasqua, si è soliti lucidare pavimenti, finestre e porte delle case) ed i riti liturgici, ciascuno contrassegnato da un colore (il viola per il Lunedì, Martedì e Mercoledì Santo, in cui si contempla il tradimento di Giuda per trenta denari; il bianco per il Giovedì Santo, in cui sono consacrati gli oli santi e si ripete il gesto simbolico della lavanda dei piedi effettuato da Gesù nell’ultima cena; il rosso per il Venerdì Santo, in cui si celebra la passione e la morte del Cristo; e di nuovo il bianco per il Sabato Santo, tradizionalmente giorno senza liturgia e senza eucaristia – tant’è che la comunione agli ammalati si porta solo se in punto di morte –, e per la Domenica di Pasqua, in cui, appunto, si celebra la Resurrezione di Gesù).

I riti del Sepolcro sono indubbiamente quelli più sentiti.

Già ci si prepara per la grande processione. Il Venerdì Santo è, infatti, tradizione effettuare, per le strade, il pio esercizio della Via Crucis. E’ una processione di dolore ma anche di grande unione e speranza. Vi accorrono tutti: nonni, genitori, figli, fidanzati, tutti, tutti con l’abito elegante, tutti in fila, grandi e piccoli, portando in giro per il paese o il quartiere il simulacro di Cristo dal costato trafitto di lance.

L’attesa della Resurrezione sovrasta, però, il rito liturgico della passione e della morte di Gesù.

In vista della Domenica di Pasqua, compriamo uova di cioccolato e colombe farcite.

Nei giorni del digiuno ecclesiastico (il Venerdì e Sabato Santo), mentre ci si astiene dalle carni come forma di partecipazione alla passione e morte di Gesù, compriamo tutto l’occorrente per il pranzo pasquale e già ci organizziamo per la Pasquetta (da trascorrere al mare, in montagna o in campagna).

Eppure qualcosa di magico accade. Pur rimanendo ancorati all’esistenza di ogni giorno, al termine della Settimana Santa (che esplode nello scioglimento festoso e commosso delle campane) ci sentiamo tutti più buoni, puliti, sereni, fiduciosi e alacri.

E’ la festa della vita, che primeggia su tutto, anche sulla morte.


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