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S. Menaio: Italia Nostra in Giudizio contro la barriera frangiflutti

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Sara l'associazione ambientalista Italia Nostra a difendere il tratto di costa di San Menaio da una colata di cemento sul mare e sul fondo.

Contro il parere del Comitato regionale per la valutazione di impatto ambientale al progetto di costruzione di un frangiflutti, l'unico ricorso presentato al Tar, con richiesta di sospensiva, è quello della sezione Gargano dell'associazione. Grande assente l'ente parco nazionale del Gargano che non ha ancora presentato alcun ricorso. «Ho trasmesso tutto all'avvocatura, abbiamo sollecitato il ministero. E ancora non abbiamo risposte – sostiene il presidente dell'area protetta, Giandiego Gatta – ma senza l'avvocatura dello Stato non possiamo fare niente, per disposizione di legge. Sappiamo che i termini sono strettissimi e stanno per scadere ma noi non possiamo muoverci diversamente». Insomma il Parco sostiene di attendere il ministero, da Roma non giungono risposte e uno tra i tratti di costa più belli del Gargano rischia di essere modificato per sempre da un frangiflutti ortogonale largo otto metri e lungo 175 metri, alto dal pelo dell'acqua un metro e 55 centimetri che dovrebbe servire ad evitare l'erosione della spiaggia. Una parte del frangiflutti in cemento sarà sott'acqua. Nonostante a luglio 2006, su esplicita richiesta della Regione Puglia, l'ente parco nazionale del Gargano ha ribadito il proprio no alla costruzione della barriera sul mare, il parere del Comitato per la Via è stato positivo. Un parere che cozza con la sentenza del Consiglio di Stato che un anno fa, all'indomani di un primo ricorso, diede ragione al Parco sottolinenando che il Comitato per la Via doveva valutare nuovamente in progetto ma insieme all'area protetta. Così non è avvenuto.

Sara l'associazione ambientalista Italia Nostra a difendere il tratto di costa di San Menaio da una colata di cemento sul mare e sul fondo. Contro il parere del Comitato regionale per la valutazione di impatto ambientale al progetto di costruzione di un frangiflutti, l'unico ricorso presentato al Tar, con richiesta di sospensiva, è quello della sezione Gargano dell'associazione. Grande assente l'ente parco nazionale del Gargano che non ha ancora presentato alcun ricorso. «Ho trasmesso tutto all'avvocatura, abbiamo sollecitato il ministero. E ancora non abbiamo risposte – sostiene il presidente dell'area protetta, Giandiego Gatta – ma senza l'avvocatura dello Stato non possiamo fare niente, per disposizione di legge. Sappiamo che i termini sono strettissimi e stanno per scadere ma noi non possiamo muoverci diversamente». Insomma il Parco sostiene di attendere il ministero, da Roma non giungono risposte e uno tra i tratti di costa più belli del Gargano rischia di essere modificato per sempre da un frangiflutti ortogonale largo otto metri e lungo 175 metri, alto dal pelo dell'acqua un metro e 55 centimetri che dovrebbe servire ad evitare l'erosione della spiaggia. Una parte del frangiflutti in cemento sarà sott'acqua. Nonostante a luglio 2006, su esplicita richiesta della Regione Puglia, l'ente parco nazionale del Gargano ha ribadito il proprio no alla costruzione della barriera sul mare, il parere del Comitato per la Via è stato positivo. Un parere che cozza con la sentenza del Consiglio di Stato che un anno fa, all'indomani di un primo ricorso, diede ragione al Parco sottolinenando che il Comitato per la Via doveva valutare nuovamente in progetto ma insieme all'area protetta. Così non è avvenuto.


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