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Avvistato un “capovaccaio”

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Esulta il Centro Studi Naturalistici: il piccolo avvoltoio migratore non nidifica più nel Nord Italia ed è quasi scomparso al Centro Sud

Un esemplare adulto di avvoltoio Neoprhron pernocpterus, meglio conosciuto con il nome di "capovaccaio" dalla sua predilezione per le aree interessate al pascolo, è stato avvistato dagli osservatori del Centro Studi Naturalistici che, considerata la rarità dell'evento, al momento non rende note le coordinate della località in cui è avvenuto l'avvistamento. Si tratta di una specie della famiglia dei rapaci del Gargano tra quelle maggiormente minacciate nella sua area di distribuzione europea: completamente estinto nell'Italia del Nord, sopravvive solo con pochi esemplari, una decina di coppie, nel sud del Paese, mentre nel resto dell'Europa è in netto declino. In provincia di Foggia e nella zona della steppa pedegarganica di Manfredonia l'ultimo avvistamento risaliva al 2000. Da tempo gli esperti del CSN seguono l'andamento di questa come di tutte le altre specie a rischio di scomparsa dal territorio provinciale. "Il "capovaccaio" –spiega una nota del Centro Studi Naturalistici- è particolarmente legato alla presenza di pascoli aridi (dove si ciba principalmente di carcasse, di invertebrati, di piccoli mammiferi, etc. ma mai di animali vivi e domestici) e pareti rocciose nelle cui cavità esso nidifica". Questo piccolo avvoltoio (peraltro sacro agli Egizi che lo venerarono a tal punto da farne un ideogramma dell'alfabeto geroglifico) è un rapace migratore che sverna in Africa e giunge nell'Europa meridionale verso marzo per nidificare, dotato di notevoli capacità di apprendimento che gli hanno consentito di utilizzare degli strumenti per cibarsi, come le pietre con le quali è avvezzo, ad esempio, rompere il robusto guscio delle uova di struzzo.
Sensibile alle trasformazioni dell'ambiente, il "capovaccaio", con la antropizzazione, l'abusivismo edilizio in aree di interesse prioritario, l'utilizzo di bocconi avvelenati, il bracconaggio e in misura più incisiva la progressiva alterazione dei terreni da pascolo avvenuta con l'abbandono dell'allevamento estensivo, non ha trovato più sul territorio provinciale le condizioni favorevoli alla sua permanenza. Questo ha determinato il forte impegno del Centro Studi Naturalistici per la conservazione degli ultimi lembi naturali del territorio provinciale, attraverso la predisposizione di progetti ed azioni di conservazione dedicate in particolare alle specie più minacciate e una crescente presenza sul territorio per il monitoraggio faunistico-ambientale. "Proprio per i rapaci del Gargano –ricorda la nota- è stato predisposto ed approvato un progetto Life Natura 2006 denominato "Salvaguardia dei rapaci della ZPS Gargano" che vede ente capofila l'Amministrazione provinciale di Foggia-Assessorato alla promozione delle risorse territoriali".