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Olio «100% pugliese» ma da olive estere

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L'immissione sul mercato di oltre 2.300 tonnellate di olio extravergine pugliese miscelato con oli di provenienza spagnola, greca e tunisina è stata scoperta dalla Guardia di Finanza e dall'Ispettorato di controllo della qualità dei prodotti agroalimentari. Il titolare di un'azienda olearia di Andria è stato denunciato a piede libero. In Toscana sequestrati container pieni di quest'olio e pronti a partire per gli Usa

L'immissione sul mercato di oltre 2.300 tonnellate di olio extravergine pugliese miscelato con oli di provenienza spagnola, greca e tunisina è stata scoperta dalla guardia di finanza e dall’Ispettorato di controllo della qualità dei prodotti agroalimentari. Il titolare di un’azienda olearia di Andria è stato denunciato a piede libero alla magistratura con l’accusa di frode in commercio, truffa e falso nella tenuta dei registri oleari. Si tratta di Giacomo Basile amministratore della società Olearia Basile, il quale – secondo gli investigatori – avrebbe miscelato l’olio e lo avrebbe venduto ad altre aziende per l'imbottigliamento e la distribuzione con la dicitura di olio extravergine 'made in Italy'. Lo scorso 13 giugno nell’Olearia Basile furono sequestrate 1.666 tonnellate di olio miscelato.
«Al momento – ha sottolineato il comandante del Gruppo tutela spesa pubblica della Guardia di Finanza del gruppo di Bari, col. Vincenzo Mangia – si sta procedendo al recupero dal mercato del maggior quantitativo possibile dell’olio miscelato dall’olearia Basile». «Ma non c'è nessun pericolo per la salute dei consumatori», ha assicurato. Nelle ultime ore i finanzieri hanno sequestrato 600 mila chili di olio, ancora da imbottigliare, nelle aziende imbottigliatrici che si trovano in diverse regioni con cui l'olearia andriese aveva rapporti: Puglia, Campania, Lazio, Umbria, Toscana, Lombardia e Sardegna. In Toscana sono stati sequestrati alcuni container contenenti l’olio miscelato, pronti a partire per gli Stati Uniti. «Adesso – ha concluso l’ufficiale delle Fiamme gialle – proseguiremo nell’analisi dei registri sia della Olearia Basile, sia delle aziende imbottigliatrici per poter capire dov'è finito tutto l’olio miscelato, ed effettuare sequestri anche nella piccola distribuzione».


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