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Antonio Giuffreda capogruppo l’Unione per Vieste sulla stagione venatoria

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Apprendo dalla stampa che si apre la stagione venatoria 2007 anche sui territori percorsi da incendio.

Se la legislazione nazionale e regionale prevede già il divieto di esercitare l’attività venatoria nelle zone percorse da incendio, per quale motivo il sindaco di Vieste, unitamente a quelli di Peschici e Lesina, darà  l’OK alla stagione venatoria 2007?

 L’esclusiva competenza dei sindaci in materia di autorizzazione all’esercizio venatorio in questi terreni non dà loro il diritto di compromettere ulteriormente la sopravvivenza della fauna già martoriata dagli incendi e dalla siccità. Rivolgo, pertanto, un appello alle associazioni venatorie: non è fin troppo facile uccidere una preda così stressata? Che gusto c’è a cacciare animali che, di fatti, non hanno alcuna possibilità di sfuggire alle doppiette? Non vi sembra che, in questo caso, la competizione uomo-animale, già pesantemente spostata a favore del cacciatore, non possa essere invocata? Non sarebbe il caso di mettere in atto una moratoria unilaterale per la stagione 2007, indipendentemente dalle autorizzazioni, che porti alla sospensione della caccia nei terreni percorsi da incendio? Questa vicenda mi preoccupa anche per altri aspetti. Se le Amministrazioni Comunali non riescono ad impedire, anche di fronte alla legislazione vigente, la caccia nei terreni percorsi da incendi, come possono far rispettare il divieto di pascolamento e di costruzione sugli stessi terreni?

Dopo gli incendi, il nostro territorio non può subire altre violenze. Sarebbe il caso che il Sindaco di Vieste ritorni sui propri passi.


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