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Ancora a proposito di randagismo

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Gentile redazione di ondaradio, ho letto con molta attenzione gli articoli sul randagismo, ho ascoltato l’intervista all’assessore D’errico ed a riguardo volevo  fare qualche considerazione. Credo che a Vieste così come in altre città (soprattutto meridionali) il randagismo trovi essenzialmente il suo fondamento nella mancanza di cultura verso gli animali.

In particolare Città come Vieste grazie al turismo sono passate in pochi decenni da una economia principalmente di tipo agricolo e legata alla pesca dove il cane e il gatto venivano utilizzati per la guardia ai greggi o per cacciare i topi nei granai e nelle stive ad una economia turistica che vertiginosamente ha ingerito tutti, e quindi ecco che muratori sono diventati imprenditori edili, pastori operatori turistici, pizzaioli assessori e via dicendo. In pochi lustri si sono quintuplicati i posti letto, sono stati abbattuti o bruciati alberi, metri cubi di colate di cemento hanno sepolto per sempre siti archeologici. Grazie a questi “sacrifici” Vieste è diventata una città dalle apparenze moderna ed evoluta ma che nel suo intimo cela ancora molta ignoranza e pregiudizi.

Per tornare al discorso iniziale, il randagismo in una certa maniera è stato comunque affrontato tanto è vero che siamo tra i pochi comuni della provincia a essere dotati di canile sanitario (anche se non di proprietà del comune però… meglio di niente!), l’amministrazione pubblica come ricordava l’assessore D’errico spende diversi soldi ogni anno per catturare, ricoverare, microcippare, curare e sterilizzare gli animali randagi e su questo ci sono i dati alla mano, purtroppo però,  a mio avviso si è fatto troppo poco per capire come risolvere il problema alla radice, cioè  tutti gli sforzi che si fanno non bastano se ciò non è accompagnato da una buona informazione  e sensibilizzazione dei cittadini verso il problema. A mio avviso non si è insistito ed investito abbastanza sulla prevenzione degli abbandoni, basti pensare che nonostante sia obbligatorio da diversi anni, la maggior parte dei cani di proprietà non è ancora dotato di microchip, inoltre la gente, mal informata, pensa che sia “necessario” far fare almeno una cucciolata al proprio cane, poi poco importa se queste povere bestiole finiranno “sbattute” o per i più fortunati abbandonati davanti ad un cassonetto della spazzatura o davanti ad un ambulatorio veterinario (per questo denunciabili anche per maltrattamento degli animali). Dopo diversi anni di campagna di sterilizzazione dei cani randagi il loro numero non tende a diminuire anzi…e questo porta a pensare a due cose: la prima che la maggior parte dei nuovi cani randagi derivino molto probabilmente da abbandoni da parte di proprietari senza scrupoli che per disfarsi facilmente di nuove bocche da sfamare o di animali malati preferiscono tagliare il problema alla radice, tanto senza controlli non  si potrà mai risalire a chi li ha abbandonati. La seconda, tutta da verificare ma a riguardo c’è un forte sospetto, che alcuni cani arrivino da altri paesi limitrofi tanto è vero che Vieste pur essendo dotata di canile è il paese che ha più segnalazioni di randagismo. Accogliere un animale nella propria famiglia è un grosso impegno, dal momento in cui la “pallotta di pelo” oltrepassa la soglia della nostra casa, la  vita cambia per sempre (a mio avviso sicuramente in meglio), un altro essere vivente per i prossimi dieci e più anni dipenderà in tutto e per tutto da noi, un figlio cresce e alla fine diventa indipendente, un cane o un gatto avrà bisogno di essere alimentato  e curato per tutta la durata della sua vita, lo si dovrà portare fuori a fare i bisogni (e quindi raccoglierli) sia con il sole che con la pioggia, si dovrà fornire loro un’alimentazione appropriata ed equilibrata alle specifiche esigenze, ciò per prevenire alcuni problemi in futuro quale ad esempio il sovrappeso che predispone a problemi articolari e al diabete ad esempio. Le femmine poi, così come succede in altri paesi più attenti e più informati sul benessere animale, devono essere sterilizzate precocemente, meglio se prima del primo calore, ciò infatti previene nel 99% dei casi tumori alle ghiandole mammarie e malattie all’utero ( le quali quando vengono diagnosticate necessitano di interventi chirurgici urgenti, con animali in condizioni critiche e quindi ad alto rischio anestesiologico, cioè pericoloso per la vita dell’animale stesso, oltre ad essere più onerosa come spesa). Purtroppo molto spesso vedo bambini che portano in giro uno o più cuccioli sottratti alle loro madri i quali una volta passata l’euforia del momento li abbandonano in luoghi lontani da dove sono stati prelevati lasciando i piccoli spaesati e senza una figura a cui far riferimento esponendoli a situazioni pericolose sia per loro sia per l’incolumità dei cittadini (incidenti automobilistici, aggregazione in branchi, diffusione di malattie trasmissibili all’uomo ecc.). Per concludere penso che l’investimento da parte della comunità di alcune risorse per incoraggiare l’adozione di cani randagi, sensibilizzare alla sterilizzazione cani di proprietà anche con incentivi economici da parte del comune, promuovere dibattiti ed incontri nelle scuole su argomenti inerenti la salute e il benessere animale alle nuove generazioni , lotta agli abbandoni munendo i vigili di appositi lettori per microchip e controllo a tappeto con multe verso i trasgressori (il cui ricavato potrebbe confluire in un fondo per sostenere le spese per gli incentivi alla sterilizzazione) possa in futuro contribuire a ridurre i casi di abbandono e quindi di randagismo facendo risparmiare alle casse comunali ingenti somme da poter utilizzare per altre attività socio-culturali.

 

Dott. Antonio Latino, Medico Veterinario 


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