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Pro patria – Foggia 0 – 0

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Deve aver fatto bene al Foggia il ritiro romano, lontano dalle pressioni cittadine, utile per ritrovarsi e cercare di capire gli errori commessi in passato. Un buon inizio di “rinascita”, nonostante non siano arrivati tre punti: finisce infatti in pareggio la gara tra la Pro Patria di Rossi, reduce dal colpaccio esterno di Cremona ed i satanelli, che probabilmente ai punti avrebbero meritato qualcosa di più, almeno per le nitide occasioni avute e non sfruttate.
Campilongo, sempre privo di Arno e Mounard, propone l´esperto Delli Carri in difesa e preferisce Colombaretti a Giordano mentre Plasmati, non al top, parte dalla panchina; tribuna per Tisci. Nella Pro, Marco Rossi deve fare a meno di Vanni Pessotto (non ce la fa), Dino Marino ed Ardemagni: in panchina l´ex di turno, Gionatha Bruni.

Sin dalle prime battute, il Foggia dimostra di essere lontano parente di quello visto domenica scorsa a Sesto, sfruttando le fasce (in particolare la sinistra, con Mora protagonista) e cercando la soluzione giusta per passare in vantaggio.

Ma dopo una lunga fase di studio, il primo pericolo per la porta di Ananìa arriva soltanto al 25´: è Del Core a provarci, ben servito da Esposito, ma con scarso successo (tiro centrale).

I padroni di casa arrancano, la superiorità tecnica degli avversari è evidente, cosi come è palese la poca incisività degli ospiti la davanti. Ma sono proprio i biancoblu a sfiorare il vantaggio grazie a…Delli Carri: il difensore del Foggia svirgola malamente un pallone, che non finisce in rete grazie ad un colpo di reni di Castelli (preferito ad Agazzi).

La ripresa sembra una copia della prima parte di gioco: i “bustocchi” impegnati a difendere il risultato, facendosi vedere di rado dalle parti di Castelli, con l´obiettivo di addormentare la gara, già di per se scialba, ed il Foggia alla ricerca del gol, sempre con l´attaccante barese, ma anche stavolta senza fortuna e con poca lucidità: al 27´ il suo tiro a porta vuota (Ananìa aveva appena salvato su D´Amico, in tuffo basso) , termina alto sulla traversa. Ed intanto, da entrambe le parti, aumentano i lanci lunghi (troppi) e la confusione.

Rossi e Campilongo decidono allora di effettuare delle sostituzioni: il tecnico lombardo rifà il look all´attacco
mentre per il Foggia, dentro Giordano in cabina di regia (per Cardinale), puntando sugli inserimenti per vie centrali e Plasmati per il generoso ma nervoso Biancone, cercando di sfruttare l´altezza del numero 18 sulle molte palle alte; una premonizione, perché l´unica (ed ultima) vera emozione la regala proprio il gigante materano che, di testa, a pochi minuti dal suo ingresso, colpisce in pieno la traversa. Ci si mette anche la sfortuna.

La Pro Patria si accontenta del prezioso punticino guadagnato, mentre per il Foggia e Campilongo, sistemata la difesa, c´è ancora da lavorare sulla brillantezza sotto porta e, soprattutto, sul piano nervoso: cinque ammonizioni (alcune “generose”, a dire il vero…) sono troppe.

PRO PATRIA (4-3-3): Ananìa; Candrina, Francioso, Citterio, Tramezzani; D. Dalla Bona, Castellazzi, Vecchio; Negrini (dal 18´st Rosso), Trezzi (dal 28´st Ceriani), Gasparello (dal 34´st Imburgia). A disp.: Capelletti, Nossa, Bruni, Cigardi. All. M. Rossi

FOGGIA (4-3-3): Castelli; Panini (dal 1´st Lisuzzo), Delli Carri, Ignoffo, Mora; Colombaretti, Cardinale (dal 15´st Giordano), D´Amico; Esposito, Biancone (dal 35‘st Plasmati), Del Core. A disp.: Agazzi, Rinaldi, Coletti, Groppi. All. S. Campilongo

ARBITRO: Sig. Zanichelli di Genova

AMMONITI: Delli Carri, Esposito, Mora, D´Amico, Biancone (F); Tramezzani, Dall Bona, Francioso (P)

NOTE: Giornata calda, terreno in buone condizioni. Spettatori 2500 (circa 700 foggiani). Recupero: 2´pt, 4´st


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