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Stupefacenti: allarme eroina in Capitanata

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Cinque decessi da overdose in poco meno di un anno ed in città è scattato subito l'allarme sociale. Foggia, infatti, non registrava tanti morti da almeno 10 anni, dall'età d'oro dell'eroina che iniziò a diffondersi sul finire dei '70 e che ebbe, in Capitanata, il suo picco tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90.
Tutto è partito quel 28 maggio scorso con quella disperata corsa in ospedale per salvare la vita di un ragazzo di 25 anni; poi il 31 luglio con il ritrovamento del cadavere di un giovane manfredoniano deceduto in città; ed ancora il 23 ottobre con un altro decesso in casa; così come un altro tossicodipendente morto tra le mura domestiche lo scorso 23 novembre. Nel 2006 le vittime in Puglia sono state 16, delle quali 8 nella provincia di Bari; 4 nella provincia di Lecce; 3 nella provincia di Foggia e 1 nella provincia di Taranto. E' un dato incontestabile, dunque, l'aumento registrato quest'anno del numero dei decessi per overdose in Capitanata, ma è molto più significativo l'aumento della dipendenza da cocaina, dei decessi per suicidio e per cirrosi epatica (dati Istat 2006), così come è in costante aumento il numero delle persone che assumono psicofarmaci, e sostanze stupefacenti. Facile dedurre che un problema eroina esiste, realtà confermata dal crollo del prezzo e dalla facilità di reperimento. E', però, anche cambiato l'identikit del consumatore. E' cresciuto infatti l'esercito dei cosiddetti "insospettabili" che spacciano per arrivare a fine mese. Il nemico da sconfiggere è l'eroina, ma non sono da sottovalutare anche cocaina e cannabis; infatti su 100 tossicodipendenti che si sono rivolti ai servizi pubblici, il 70,5% fa uso primario di eroina, 11% di cocaina ed infine 14,6% di cannabinoidi.


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