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La direttrice del Parco e’ in aspettativa – A rischio 750.000 euro per Grotta Paglicci

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Rignano Garganico, in alto mare anche l'apertura del Museo Archeologico – l'appello al commissario Ciro Pignatelli, perche' prenda in mano la situazione e avvii per bando per l'inizio dei lavori.

Il museo virtuale di Grotta Paglicci rischia di non vedere mai la luce. E' quanto emerso al termine di un incontro tra una delegazione del Centro Studi Paglicci e l'ufficio tecnico del Parco Nazionale del Gargano. A renderlo noto Enzo Pazienza, presidente del sodalizio e responsabile della Mostra-Museo dedicata al noto sito paleolitico rignanese. Da alcuni mesi il Csp sta lanciando l'allarme rispetto alla possibile perdita di 750.000 euro rivenienti da un apposito finanziamento (Piano Integrato Settoriale – Progetto Gargano n. 15 – Por Puglia 2000/2006) e finalizzato alla realizzazione a Rignano di un museo virtuale sul sito preistorico e sul Paleolitico del Gargano, ma finora in pochi lo hanno accolto. I ritardi burocratici e decisionali accumulati sono tanti e tali che se non si interverrà entro pochi giorni con una soluzione concreta tutto andrà per aria. E al danno la beffa. A quanto pare la direttrice del Parco, Filomena Tanzarella, unica responsabile del procedimento per il progetto in questione e per tutti gli altri Pis del Gargano, è da qualche giorno in aspettativa per motivi privati e non è reperibile. Per cui tutto è rinviato alle calende greche. La soluzione? L'intervento del commissario Ciro Pignatelli che potrebbe avocare a se ogni prerogativa al riguardo e nominare responsabile del procedimento un altro tecnico del Parco, che a sua volta potrebbe avviare in pochissimi giorni il bando in questione, soprattutto perché i documenti sarebbero tutti pronti per la firma. Entro poche settimane si potrebbero già avviare i lavori, che comunque devono essere ultimati entro e non oltre il 31 dicembre 2008 (resta pochissimo tempo per muoversi). Il Pis su Paglicci è stato realizzato in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica della Puglia, con l'Università degli Studi di Siena (che cura le ricerche nel sito paleolitico) e con il Comune di Rignano. Il progetto riguarderà fondamentalmente tre strutture già esistenti in paese: l'ex-asilo municipale e l'ex-Chiesa del Purgatorio. Di "striscio" è stata inglobata anche la mostra-museo di Paglicci. "Con questo modo di fare e con questo lassismo delle istituzioni a tutti i livelli – si legge in una nota del Centro Studi Paglicci – si rischia di vanificare definitivamente il sogno di tanti giovani che dal turismo, dall'ambiente, dall'archeologia e dalle nuove tecnologie vogliono e possono creare posti di lavoro. Se anche gli Enti ci abbandonano allora è arrivato il momento di chiudere, cambiare strada e invitare i giovani e i disoccupati rignanesi a fare le valige partendo per il Nord Italia, così come hanno fatto tanti nostri compaesani. L'appello al presidente Pignatelli, un garganico puro sangue, a recuperare il tempo perduto e a scongiurare la perdita dei 750.000 euro, ricordando che quello attuale è propedeutico ad un altro di pari importo e destinazione". Per concludere, il Centro Studi Paglicci chiede nuovamente l'apertura del Museo Archeologico di Grotta Paglicci a Rignano, per il quale sono stati spesi oltre un miliardo di vecchie lire e formate 21 guide turistiche, tutte disoccupate o occupate in altri settori.


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