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Vieste – ALL’ADRIATICO IL COMUNE RIESCE A VENDERE CINQUE UNITA’ PER OLTRE UN MILIONE DI EURO

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Al terzo tentativo (dopo quelli del 5 giugno e del 4 dicembre 2007) l’asta pubblica per alienazione con pubblico incanto dei beni immobili facenti parte del complesso immobiliare "Adriatico" ha fatto un bel bottino: oltre un milione di euro (per la precisione euro 1.143.445,00) per cinque unità vendute sul totale delle dieci messe in vendita. Che questa volta si sarebbe concretizzato ben più delle passate aste ci si è subito resi conto in Municipio mercoledì scorso 11 giugno, poco dopo le 10,00, momento fissato per la valutazione delle varie offerte. Erano ben dieci, infatti, i plichi per le offerte, pervenuti entro la scadenza fissata dal bando che l’apposita commissione composta da funzionari e dirigenti comunali (Gelsomina Scattino, Sofia Ruggieri, Michele Fusillo, guidati come presidente da Angelo Vecera) doveva esaminare.

La procedura, così come fatto nelle precedenti occasioni, prevedeva che si valutassero le offerte pervenute per ogni unità, prima dal punto di vista della correttezza formale della documentazione e poi nel confronto economico fra le varie proposte di acquisto.

Si è iniziato con l’unità immobiliare n.4 (caffetteria su due livelli; sala principale al piano terra e deposito e altra sala al sottostrada seminterrato al Lungomare C. Colombo — Foglio 13-P.lla 1897-sub 9 tipologia immobile B Superficie totale: mq.225 — base d’asta euro 453.190,88). Due le offerte presentate, entrambe ritenute valide: quella di Isabella Colletta e di Di Maria Giovanni. Con la prima offriva si offrivano euro 474.190,00 mentre con la seconda euro 460.000,00, per cui l’unità è stata aggiudicata ad Isabella Colletta.

Poi si è passati all’unità immobiliare n.6 (ufficio al primo piano al Viale Marinai d’Italia—Foglio 13-P.lla 1897 – sub 13 — base d’asta euro 136.061,93). Anche qui due le offerte presentate, entrambe ritenute corrette: quella della Si.Eco. srl e di Maria Gaetana Caruso. Con la prima si offrivano euro 136.500,00 mentre con la seconda euro 150.005,00. Pertanto l’unità veniva aggiudicata a Maria Gaetana Caruso.

In seguito si è passati a trattare l’unità immobiliare n.7 (ufficio con terrazzo esclusivo al primo piano al Viale Marinai d’Italia—Foglio 13-P.lla 1897-sub 17 Tipologia immobile D Superficie totale: mq. 43 e terrazzo di mq.13 — base d’asta euro 106.756,28). Ben tre in questo caso le offerte presentate, tutte valutate come valide: quella della Si.Eco. srl che offriva euro 125.00,00, quella di Isabella Colletta di euro 114.700 ed, infine, quella di Giuseppe Nobile per euro 110.050,00. Questa unità veniva perciò aggiudicata alla Si.Eco. srl.

Era poi la volta dell’unità immobiliare n.5 (ufficio al primo piano al Viale Marinai d’Italia—Foglio 13-P.lla 1897-sub 12 Tipologia immobile D Superficie totale: mq. 61 — base d’asta euro 133.968,67). Un sola questa volta l’offerta presentata, ritenuta corretta: quella della Si.Eco. srl che offrendo euro 137.250,00 si aggiudicava così l’unità posta in vendita.

Infine l’ultima unità immobiliare per cui erano giunte offerte era la n.2 (punto vendita al piano terra e deposito al sottostrada seminterrato al Lungomare C. Colombo—Foglio 13-P.lla 1897-sub 7 Tipologia immobile A – Superficie totale: mq.135 di cui mq.59 al piano terra e mq.76 al sottostrada — base d’asta euro 256.424,40). Anche per questa, una sola era l’offerta pervenuta e ritenuta valida: quella di Di Maria che con euro 257.000,00 si poteva aggiudicare l’unità in vendita. Per la cronaca va ricordato che lo stesso aggiudicatario già nella prima vendita del 5 giugno 2007 aveva vinto l’asta per quell’unità (offrendo allora euro 282.100,00). Poi però, per i ritardi di consegna del complesso dell’Adriatico, il Comune non aveva potuto rispettare con l’acquirente il termine di 60 giorni per la stipula del contratto, così l’unità era tornata nel novero di quelle da vendere.         Come detto erano dieci i plichi per le offerte pervenuti, ma una decima proposta è stata ritenuta non ammissibile all’asta poichè, diversamente da come prescritto nel bando, non riportava sul plico l’indicazione dell’unità immobiliare a cui si riferiva l’offerta.

Finora il Comune ha dunque venduto un totale di sette unità: una con la prima asta per euro 140.100,00; una con la seconda asta per euro 186.500,00; cinque con questa terza asta per complessivi euro 1.143.445,00. Complessivamente entrano così nelle casse comunali un totale di euro 1.470.045,00.

Come finora più volte prospettato dall’Amministrazione comunale, queste risorse economiche ottenute (forse però ora insufficienti) dovrebbero servire a realizzare gli arredi per l’ambiente ad suo pubblico destinato a cinema-teatro.


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