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LETTERA APERTA AL SEGRETARIO CITTADINO DEL PD MAURO CLEMENTE

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Caro Mauro,

da diverso tempo si sta cercando di dare un’immagine negativa del gruppo dirigente del PD e del suo Segretario al quale per il senso di responsabilità che ci contraddistingue non si è mai voluto rispondere pubblicamente ma oggi dopo i documenti del capogruppo Antonio Giuffreda (sulla tua presunta incompatibilità e sulla critica al modo col quale è gestito il partito a Vieste) sento il dovere di dire basta al tentativo continuo di affossare il Partito Democratico Sul fatto che il tuo contenzioso con l’Aurora S.p.A. si sia rivelato solo un pretesto utilizzato oltre che dall’amministrazione comunale anche da elementi del nostro partito (con lo stesso obiettivo del centrodestra: far fuori politicamente uno scomodo avversario politico) non ci sono dubbi.

Se lo si può comprendere per il centrodestra è davvero singolare che se ne rendano protagonisti persone che militano nel tuo stesso partito ed alle quali dovresti essere legato da un vincolo di solidarietà politica ed umana.

Essendo la discussione stata portata nella pubblica opinione è doveroso ripercorrere alcuni passaggi non per puntiglio storico ma perché altrimenti non si comprendono le ragioni di quanto sta accadendo.

Fin dall’avvio del processo di costruzione del PD, infatti, Antonio Giuffreda ha sempre ostacolato quel rinnovamento, anche generazionale, del gruppo dirigente, a partire dalla candidatura alle primarie del 14 ottobre.

E questo nonostante il neo-costituito gruppo consiliare del PD abbia votato all’unanimità la candidatura di Antonio Giuffreda a capogruppo in uno spirito di unità e di gestione collegiale del partito, ma a questa intenzione non è corrisposto da parte sua analogo comportamento.

A febbraio abbiamo istituito il circolo del PD ed eletto i delegati all’assemblea provinciale. Pur sapendo di non essere eletto si candida Antonio Giuffreda.

La settimana successiva Mauro Clemente viene eletto a larga maggioranza segretario cittadino del PD e Antonio Giuffreda presenta la sua candidatura anche in questo caso con il solo scopo di alimentare la polemica e la divisione all’interno del gruppo dirigente.

Oggi Antonio Giuffreda manifesta con una lettera aperta tutta la sua preoccupazione per le sorti del PD a Vieste e lamenta il fatto che “si lavora nel solco della divisione e della contrapposizione”, ma se questo è accaduto certamente non è per colpa di Mauro Clemente.

Caro Mauro, non si può pensare di costruire una valida alternativa all’attuale amministrazione comunale se chi boicotta quotidianamente il partito ed il suo gruppo dirigente, democraticamente affermatosi, continua a ricoprire ruoli di primo piano.

È bene che si sappia infatti che non c’è nulla nell’atteggiamento di Antonio Giuffreda che possa essere ricondotto ad una normale ed utile dialettica interna, ma solo la frustrazione di chi per anni ha svolto il ruolo di leader ed oggi invece, suo malgrado, lo ha perso ed a questo non si rassegna.

Il processo di costruzione e di radicamento del PD sarà lungo e faticoso e la premessa per la sua riuscita sta nel far condurre questo percorso a chi realmente lo ha a cuore.

Dobbiamo avere il coraggio di dire che non c’è spazio per chi non accetta la democrazia interna e pensa di continuare a mantenere un ruolo di primo piano anche a costo di lasciare il centrosinistra per altri vent’anni all’opposizione.

Realizzare il PD, ed intorno ad esso una seria e competitiva coalizione per offrire una valida alternativa di governo è un dovere che abbiamo anzitutto nei confronti dei nostri concittadini.

Abbiamo sbagliato due anni fa, non ci sarà perdonato ancora.

Con affetto e rinnovata stima,
Aldo Ragni                                        Vieste, 05 luglio 2008


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