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In Puglia ancora poca acqua: carenza strutturale da 80 milioni di metri cubi

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L’acqua in Puglia continua a mancare: la riduzione delle precipitazioni ha determinato un abbassamento del livello negli invasi (rispetto al 2007 siamo mediamente al 60% con picchi negativi che riguardano l’Occhito ed il Sinni). A fronte di un fabbisogno di 530 mc., in condizioni ottimali dagli invasi ne arrivano non più di 450 mc. Si registra una carenza strutturale di almeno 80 milioni di mc. da colmare puntando su quegli investimenti che possono determinare un incremento di disponibilità e che consentano di evitare di continuare a far ricorso alla falda. Le opere che potrebbero dare impulso reale alla crescita di disponibilità sono i tre dissalatori che porterebbero 60 milioni di mc. e gli interventi sulla galleria Pavoncelli che darebbero un rilevante contributo alla riduzione delle perdite. Ma secondo la Cgil che a Bari ha organizzato un convegno sul tema "il dato più grave consiste proprio in questa cronica incapacità ad intervenire sulle perdite e che contrasta con la carenza strutturale di risorsa: dei 530 milioni di mc. che Aqp mette in rete, solo 250 risultano corrispondere a fatturazione". Inoltre sul piano tariffario, "non è tollerabile che vengano scaricate sull’utenza le inefficienze della struttura. L’aumento della tariffa di 6 centesimi a mc. che Aqp vorrebbe applicare appare spropositato. Anche per la mancata applicazione della fascia sociale che comunque – dice la Cgil – il piano d’ambito prevede e che dovrebbe affievolire gli effetti iniqui di un sistema a tariffa che proporzionalmente colpisce le fasce più povere". In Puglia la spesa media delle famiglie è di 250 euro l’anno a fronte del dato nazionale di 180-190.


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