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Acque agitate a Rodi Garganico. Maggioranza e opposizione alle prese con i “riposizionamenti”

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A Rodi si delinea la fisionomia dell’opposizione al governo D’Anelli con un comunicato di due consiglieri comunali, Salvatore Saggese e Loreto Pio Veneziani. Eletti un anno e mezzo fa nella lista civica ‘Rodi che vogliamo’, hanno aderito al Partito Democratico. “Continuiamo a lavorare con l’opposizione- spiega Maggese — ma ci siamo distaccati”. Rodi è il paese che ha visto l’esclusione, per un certo periodo, di Nicola Pinto da presidente della Comunità del Gargano e da consigliere del Partito socialista. Reintegrato, dopo i problemi giudiziari, a pieno titolo nel suo ruolo di consigliere, dibattuto il suo ritorno, invece, a presidente dell’ente garganico, vive ancora momenti burrascosi sul caso di Pinto. Dentro la lista civica  ‘Rodiche vogliamo’ è rimasto il consigliere DeMeo; Pinto e Bisceglia compongono il Psi, i due consiglieri subentrati nel Pd completano il quadro dell’opposizione: “La nostra scelta è stata quella della chiarezza, con la Federazione foggiana e nei confronti dei partiti . Vogliamo dargli più voce perché, riteniamo, siano la vera democrazia delle istituzioni repubblicane”. La chiarezza era d’obbligo, spiega Saggese, nel momento in cui, i due consiglieri Ventrella e Azzellino, eletti nella lista di D’anelli sono rimasti in quell’elenco pur avendo dichiarato, più volte, l’intenzione di aderire al Pd. “Sono sempre stati i referenti di Dino Marino sul territorio, ora, dopo il nostro passaggio, sarà evidente quali sono i riferimenti”. La maggioranza di Carmine D’Anelli  è composta da Forza Italia, An, e alcuni pezzi di non ben identificati “comunisti indipendenti”. Sono di Rifondazione? La risposta: “In campagna elettorale non si sono malvisti, non hanno fatto nessun comizio”. Il sindaco D’Anelli, consigliere provinciale, è stato eletto nella ‘Lista Pepe’. Tra i partiti da scorrere in rassegna per comporre il puzzle governativo e dell’opposizione, Saggese inserisce appunto la lista del presidente con cui il primo cittadino è arrivato a Palazzo Dogana. “Governo con una maggioranza bulgara”, disse D‘Anelli a l’Attacco a proposito del dibattito su Pinto. Sarà pure bulgara, certo un po’ pasticciata riguardo alle sigle e agli incroci. I due consiglieri hanno cominciato a fare chiarezza mentre anche il riposizionamento di Pinto alla Comunità Montana accende gli animi dei garganici. “Non ho mai accettato la personalizzazione della politica come l’accanimento giudiziario verso il consigliere del Psi. I suoi guai giudiziari hanno esacerbato gli animi”. Continua il dibattito, non solo sulla costituzione del nuovo gruppo consiliare del Pd.


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