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Il medico avverte: contro il Papilloma virus il vaccino da solo non basta

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«Il vaccino contro il papilloma virus non deve essere inteso come la panacea contro tutti i mali. È importante sottolineare che per fare vera prevenzione contro il tumore al collo dell’utero è essenziale che una donna faccia tutti i controlli dovuti, come i pap test annuali e le visite di controllo». Anna Maria Nimis, barese, è una ginecologa colposcopista, ha collaborato con il professor Luigi Selvaggi presso la II Clinica ostetrica e ginecologica del Policlinico di Bari e attualmente opera presso l’ospedale di Martina Franca. È in prima linea quando si parla di tumori al collo dell’utero, se non altro perché è lei che con le sue diagnosi «stana» questo particolare nemico della salute delle donne. «L’Hpv, che è il virus responsabile dello scatenarsi del tumore, è una realtà con la quale prima o poi vengono in contatto tutte le donne sessualmente attive – sottolinea la dottoressa Nimis – solo che su alcune si sviluppa il cancro, altre si negativizzano (praticamente lo autosconfiggono, ndr.). Nello svilupparsi del tumore oltre al virus ci sono concatenati altri fattori di rischio, ma è essenziale che chi si vaccina continui a controllarsi e non si culli nell’illusione di aver debellato il problema». La Regione Puglia ha da poco avviato una campagna di vaccinazione gratuita per tutte le ragazze di 12-13 anni, con una serie di incontri sul territorio per sensibilizzare l’opinione pubblica ed informare più correttamente. «Che si faccia informazione è sempre bene – spiega la Nimis – mi vengono a trovare mamme che mi chiedono, che vogliono saperne di più. A tutte loro spiego che il vaccino non è in alcun modo controindicato, ma che dovranno comunque spiegare alle loro figlie il valore e l’importanza della prevenzione costante nell’arco di tutte la loro vita di donne». In Puglia si registrano ogni anno 230 nuovi casi di tumore al collo dell’utero e sempre ogni anno muoiono ancora 30 donne a causa di questo tipo di cancro. Il tumore al collo dell’utero è il secondo tumore più mortale per le donne europee tra i 15 e i 44 anni, dopo quello al seno. Attualmente sono in commercio due diversi tipi di vaccini preventivi con differenti coperture: ai quattro ceppi di Hpv (il 6, l’11, il 16 e il 18) o ai due più pericolosi (il 16 e il 18). Nessuno di loro dà una copertura totale (i ceppi dell’Hpv sono oltre 120), ma nel caso di ragazzine in età puberale (tra i 12 e i 14 anni) garantiscono una certa immunità. L’iniziativa della Regione Puglia resta comunque un passo importante per la salute delle donne, segue a ruota quanto si sta facendo da tempo nella Basilicata che è già al secondo ciclo di vaccinazione, coinvolgendo fasce d’età anche superiori ai 12 anni, e si inserisce in un progetto nazionale che mira a coprire 280mila dodicenni ogni anno. Tenendo presente che un ciclo completo di vaccinazione costa circa 500 euro (per il singolo cittadino che lo voglia acquistare in farmacia) si tratta di un impegno finanziario notevole. E chi poi decide di non vaccinarsi è bene sappia che è in sperimentazione un vaccino terapeutico contro il tumore al collo dell’utero. Una speranza in più per tutte le donne che sono state infettate e per quelle che non potranno usufruire della vaccinazione preventiva.
RITA SCHENA


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