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A Bologna il 23° congresso nazionale dei giovani delle Acli

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La proposta per consentire un ricambio generazionale: "limite del doppio mandato per gli incarichi politici".

 

Limite del doppio mandato per incarichi parlamentari nazionali, le assemblee regionali e provinciali, gli incarichi di partito di vertice, sia nazionali che locali. Con questa proposta rivolta alla politica e alle istituzioni i Giovani delle Acli si presentano all’appuntamento del 23° Congresso nazionale, che si svolgerà a Bologna (Hotel Novotel, via michelino 73) da venerdì 11 dicembre a domenica 14. Interlocutori principali, nella giornata di apertura, saranno due tra gli esponenti più giovani del Governo: Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, e Raffaele Fitto, ministro degli Affari regionali.

«La ri-generazione della società e della politica – afferma il segretario nazionale dei Giovani aclisti Gianluca Budano illustrando la proposta – non si realizza con quote giovani o rosa, ma attraverso meccanismi automatici di ricambio. L’impegno per il bene comune passa attraverso la battaglia per il cambiamento».

Saranno più di 200 i ragazzi che parteciperanno al Congresso di Bologna, provenienti da tutta Italia. L’associazione dei Giovani delle Acli è infatti presente in più di 60 province italiane per un totale di circa 20mila iscritti su tutto il territorio nazionale. Tra gli ambiti di maggior impegno l’educazione alla legalità e alla cittadinanza, la promozione del lavoro, il dialogo interreligioso e interculturale. Il Congresso nazionale, che si celebra ogni 3 anni, eleggerà il nuovo segretario e una parte dell’assemblea nazionale.

I lavori apriranno venerdì mattina, alle ore 10, con la relazione del segretario in carica sul tema del Congresso: "Ri-partire dal dialogo. Giovani sentinelle e artigiani per il bene comune del cambiamento". A seguire gli interventi del sindaco di Bologna Sergio Cofferati, del presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero, del ministro delle politiche giovanili Giorgia Meloni. Nel pomeriggio, dalle 16,00, tavola rotonda con Matteo Colannino, ministro "ombra" del Partito democratico per lo sviluppo economico, e il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto.


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