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Rifiuti/ La regione ci ripensa sì ai termovalorizzatori pubblici

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Dal 18 dicembre scorso la Regione Puglia ha ammesso tra gli impianti per lo smaltimento dei rifiuti anche i termovalorizzatori pubblici. Gli impianti categoricamente esclusi prima dal piano elaborato dalla giunta guidata da Nichi Vendola sono ricomparsi in una delibera pubblicata sul bollettino ufficiale della Puglia. La decisione è rivolta, dice la delibera, ad «assicurare un migliore recupero della frazione secca». Eseguita la raccolta differenziata per il riuso, il resto del pattume viene biostabilizzato. In seguito, la parte umida produce i compost; la parte secca produce il Cdr(combustibile.da rifiuti). Molte Ato provvedono a trasferire il Cdr alle aziende che lo vogliano utilizzare: i termovalorizzatori privati. Ora sarà possibile anche in quelli pubblici.


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